Il terremoto di venerdì scorso a Borgo del Ponte in Massa: danni e paura ma anche efficienza e professionalità nei soccorsi. Le foto

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    di don Lorenzo Corradini, parroco di Borgo del Ponte in Massa – Il terremoto di venerdì 27 alle ore 15.58 in pochi minuti ha diffuso il panico in moltissime persone e nella parrocchia di Borgo del Ponte a Massa ha reso inagibili ambedue le chiese. Le immagini, le sensazioni, le conseguenze sono ormai cronaca. La professionalità e la velocità nell’intervento da parte delle autorità competenti credo debba esser raccontata.

    Appena visto coi miei occhi cos’era successo alla chiesa di san Martino (grazie alla telefonata di una coppia di parrocchiani) e verificato che le persone in chiesa non avevano subito danni se non tanta paura, ho chiamato i Vigili del Fuoco: erano le 16.08 (ora desunta dal cellulare). A loro ho comunicato l’accaduto, precisando che se vi erano interventi più urgenti, la chiesa poteva aspettare. Immediatamente dopo ho dato la notizia a mons. vescovo.

    Il pensiero è andato poi alla chiesa di santa Lucia, dove non ho trovato crolli, ma ho visto diverse crepe nel soffitto: ho deciso che era prudente chiudere la chiesa.

    Mentre rientravo a San Martino ho fatto qualche chiamata per rendermi conto di cos’era successo attorno a noi, nel resto della parrocchia e della città.

    I primi ad esser arrivati sono stati i miei collaboratori e gli amici, a ruota i giornalisti televisivi e della carta stampata. Poi la chiamata del Capitano dei carabinieri e del Capo di Gabinetto della Questura, per chiedermi come si presentava la situazione e se avevo bisogno di intervento da parte delle forze dell’ordine.

    Sono arrivati i Vigili del Fuoco che hanno appurato il disastro e dopo alcune verifiche hanno dichiarato la chiesa di san Martino inagibile. Quando ho parlato loro di santa Lucia mi hanno detto che avevano molto altri interventi da fare e che, visto che la chiesa era stata preventivamente chiusa, sarebbero tornati appena possibile.

    Verso le 19.00 mi ha chiamato don Luca Franceschini, amico e direttore dell’ufficio beni culturali diocesano e regionale.

    Ultima visita della giornata un’auto della Croce Rossa che mi diceva di mettermi in contatto al più presto con la sala operativa della protezione civile provinciale: ho dovuto fare molti tentativi prima di trovare la linea libera. Era un atto dovuto, ma quel che era necessario credo fosse già stato fatto.

    Sabato mattina la macchina dei soccorsi ufficiali e non mi ha meravigliato:

    Gabriele Carioli con un ingegnere è stato il primo, seguito a ruota dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio di Firenze, il Vicario del Questore con altri Funzionari della Questura, l’assessore Fabrizio Brizzi con l’ingegner Francesco Paolo Cecati della Soprintendenza di Lucca.

    Con loro ancora molti giornalisti e tante persone che volevano vedere cos’era accaduto: qualcuno ha pianto.

    In questi due giorni il telefono della canonica ed i miei cellulari sono stati roventi. Chiedo scusa se non ho potuto rispondere a tutti personalmente.

    Voglio fare una ringraziamento ufficiale da parte della parrocchia e mio personale a tutti coloro che ho sopra ricordato (anche quelli che non ho nominato esplicitamente) per la velocità degli interventi, la professionalità ma soprattutto il senso di partecipazione e di vicinanza che sono riusciti a trasmettere.

    Un appello a parrocchiani e non: per avere notizie della situazione delle chiese e sullo svolgimento delle attività non fidatevi delle “chiacchiere” ma venite alla fonte, chiedete a me o venite a vedere di persona; tutto si sta svolgendo come sempre, la celebrazione della Messa, il catechismo, le attività coi ragazzi. La chiesa prima di esser fatta di muri e tegole è fatta di pietre vive, di persone…