E’ un’incredibile notte di maltempo in Calabria e Sicilia: mentre scriviamo piove con +5°C a Reggio, Messina, Catania, Siracusa e Lamezia Terme e forti nevicate stanno interessando i rilievi Calabro/Siculi fin dalle quote collinari. Ad Enna sono segnalati 20cm di dama bianca mentre continua la bufera; anche Caltanissetta è imbiancata, ma nelle zone più colpite nevica a partire dai 300 metri di quota con accumuli, come testimoniano queste fotografie inviateci da un nostro lettore estasiato da una così bella nevicata non prevista.
Già, non prevista. Avevamo parlato ieri sera di “possibili sorprese nevose a bassa quota” ma non ci aspettavamo così tanto.
In questo momento, tra Sicilia e Calabria, le temperature indicano valori di circa 0°C a 850hPa e -28°C a 500hPa. Valori che in altre condizioni consentirebbero alla neve di cadere appena oltre i 1.300 metri di altitudine, non certo più in basso. Eppure sta nevicando con temperature positive in moltissime aree, a causa di una concomitanza di diversi fattori che è bene analizzare: innanzitutto il freddo latente ai bassi strati che, da settimane ormai, ha determinato un diffuso cuscinetto freddo assolutamente non intaccato dal richiamo mite della perturbazione Africana. Già, la perturbazione Africana: in condizioni normali determinerebbe l’arrivo di aria calda dal Sahara, ma stavolta nel nord Africa non c’è caldo. Da due settimane circa, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia stanno vivendo un’eccezionale ondata di gelo che ha portato la neve fin ad Algeri, Tripoli e alle porte di Tunisi. Le masse d’aria in arrivo da sud/ovest sull’Italia meridionale, quindi, non sono miti ma fredde. Già, una sorta di “burian africano”, in quanto il freddo presente da tempo nel nord Africa è stato provocato dall’affondo d’aria siberiano che ha aggirato le Alpi ed è piombato nel Mediterraneo occidentale saltando il sud Italia.
Bisogna poi considerare la lontananza della perturbazione, che si trova nel Mediterraneo meridionale, appena a largo delle coste Libiche dove le temperature stanno effettivamente aumentando, richiamando aria calda direttamente dal vicino deserto. Malta è sfiorata da un’isoterma di +5°C mentre alla stessa quota tra Svizzera e Austria si misurano -17°C, una situazione certamente anomala. Ma tutta questa differenza tra la pianura Padana e l’estremo sud Italia, stanotte, non c’è. Certo, a Bologna sta nevicando con -4°C mentre a Messina piove con +5°C, ma relativamente al tipico clima delle località di riferimento e, soprattutto, relativamente alle condizioni di partenza teoriche, possiamo dire che tutta questa differenza non c’è. I temporali più forti rimangono in mare aperto, sullo Jonio, e nelle prossime ore colpiranno il Salento dove si verificheranno nuove piogge torrenziali. Intanto Calabria e Sicilia sono sommerse di neve nelle zone interne, dove non mancano i disagi. Proprio come nell’85 e nel ’56. Su Nebrodi, Aspromonte, Serre, Sila e Pollino si misurano metri di neve. E ne arriverà altra nelle prossime ore, quando, tra lunedì e martedì, le temperature diminuiranno ulteriormente e – a questo punto – non sono da escludere rovesci nevosi fin sulle coste o quasi.
Quella di stanotte è una bella lezione per tutti gli esperti della meteorologia studiata in teoria, “sulla carta”. Per tutti quegli esperti che ragionano, in meteorologia, a livello matematico, come se fosse una scienza esatta. Come se in natura ci sia qualcosa di impossibile. Come se il nowcasting non contasse nulla, come se ci fossero regole precise e fenomeni identici che si ripetono a distanza di tempo. Negli ultimi mesi di quest’eccezionale inverno abbiamo sfatato tanti miti sulla neve e sul freddo, abbiamo spiegato e dimostrato che può nevicare con temperature superiori ai +5/+7°C, abbiamo spiegato e dimostrato quanto il “fa troppo freddo per nevicare” sia solo un luogo comune privo di fondamento, abbiamo approfondito tutti i segreti di galaverna e neve chimica e, adesso, stiamo osservando come con 0°C a 850hPa e -28°C a 500hPa possa nevicare con accumulo fino a 300 metri di quota sul livello del mare.
Ciò non significa che da adesso in poi ogni volta che ci sono 0°C a 850hPa e -28°C a 500hPa ci metteremo a prevedere neve a quote così basse, perchè in altre condizioni con queste isoterme la neve cade solo in montagna, ma quella odierna potrebbe essere un’occasione per chi fa le previsioni del tempo in modo numerico e scientifico, senza approfondire ogni particolare del caso. Fosse così facile, basterebbero i modelli e non serivrebbe l’interpretazione dei meteorologi. I meteorologi non devono e non possono essere esperti solo “sulla carta”, della teoria. Devono conoscere la loro materia nella pratica di tutti i giorni. E’ un pò come nel campionato di calcio: non basta spendere soldi acquistando i calciatori più quotati e costruire lo “squadrone-corazzata”. Spesso, poi, vincono le sorprese: giovani emergenti, allenatori grintosi, giocatori affamati di riscatto e semisconosciuti in cerca di gloria. I soldi contano, certo. Ma non sono l’unica cosa, e ci sono dei casi d’eccezione in cui più si spende e meno si vince.
In meteorologia, la “matematica” equivale a ciò che nel calcio sono i soldi. Conta, certo che conta. Ma non è l’unica cosa, perchè la natura in fondo è un pò come il calcio, cioè un gioco. Con determinate regole che però sono fatte per essere smentite dall’estro e dalla fantasia di elementi esterni. Che è bello analizzare e studiare insieme, come in questa notte d’eccezionali e inattese nevicate. Mettendo da parte la presunzione dei numeri e delle formule degli esperti della meteorologia “sulla carta”. Un pò come se un telecronista dovesse commentare un gesto tecnico del genere:


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