
Come rimarcato in un nostro precedente articolo, dopo l’iniziale penuria di neve, tutto di un colpo l’Appennino viene sommerso letteralmente di neve fin dalle coste. Questo è l’effetto del famoso “Burian” (in alcune zone d’Italia il termine è noto anche come “Buriana“, soprattutto nella zona appenninica), il gelido vento delle steppe siberiane, che dopo vari anni di latitanza torna a far visita all’Europa e al nostro paese, riportando le crude fasi invernali dei vecchi tempi, quando l’intero continente era ostaggio del ghiaccio e della neve che cadeva abbondante e copriva persino le coste del Mediterraneo. Di sicuro, in questa ondata di gelo, che ha messo in ginocchio il sistema dei trasporti del nostro paese, l’Emilia, la Romagna, le Marche e l’Abruzzo, sono le regioni che stanno pagando di più i disagi delle pesanti nevicate che ora stanno assumendo dimensioni veramente eccezionali, in alcune aree. Le ciclogenesi che si sono approfondite sul Mediterraneo centrale, a seguito dei vari impulsi di aria gelida, di matrice continentale, spinti fino alla penisola Iberica e alle coste dell’Algeria, hanno lasciato perennemente aperta la porta dei freddi venti di Bora che dalla regione carpatico-danubiana hanno continuato a gettare vari nuclei di aria molto gelida, specie negli strati più bassi, verso il golfo di Trieste e l’alto Adriatico. I gelidi venti da E-NE impattando con la barriera orografica dell’Appennino Tosco-Emiliano, dei monti Marchigiani e Abruzzesi, hanno costretto le masse d’aria, riumidificate sopra l’Adriatico, a sollevarsi verso l’alto e a condensarsi, con temperature largamente negative nella libera atmosfera che hanno favorito la formazione di estesi annuvolamenti che hanno poi dato la stura a persistenti nevicate Cosi, in Emilia, sulla Romagna, nelle Marche, ed in parte anche in Abruzzo ed in Molise, si sono avute nevicate davvero abbondanti che hanno lasciato accumuli sorprendenti, anche di oltre i 3-4 metri.
Di sicuro le Marche, assieme alla Romagna, sono le regioni maggiormente penalizzate dalle eccezionali nevicate. Qui la neve ha seppellito tutto fin dalle basse quote. Le immagini satellitari di questi giorni sono abbastanza eloquenti e mostrano un immensa distesa bianca, ben visibile anche in notturna, che dall’Appennino si estende fino alla costa adriatica. La neve è cosi abbondante da brillare persino nelle notti serene ai primi raggi di luna. Pensate che nell’area del Montefeltro e nella provincia di Pesaro-Urbino si sono battuti i record delle precedenti nevicate risalenti alle mitiche invernate del 1985 e del 1956. Passerà alla storia la grande nevicata che ha sommerso il centro della città di Urbino che non vedeva cosi tanta neve da oltre un secolo. Difatti, secondo le rilevazioni apportate a fine evento, lo spessore del manto nevoso avrebbe superato la soglia dei 326 cm in pieno centro, un dato mai registrato fino ad ora nell’affascinante città marchigiana. A quanto pare anche il precedente record del lontano 1929, quando la città venne completamente sommersa, sarebbe stato superato. Notevolissimi pure gli accumuli nella zona di Fabriano e a San Marino, dove si sono superati i 2 metri, regalando degli scenari davvero fiabeschi se non fosse per i tanti disagi cagionati alla popolazione locale.

Sulle coste, tra il pesarese, l’anconetano e l’area del maceratese, la neve ha lasciato sulle spiagge depositi che variano fra i 20-30 cm ai 40-50 cm. Tra le province di Pesaro ed Ancora, a soli 200-300 metri di altezza, la coltre bianca supererebbe gli 80-90 cm, con accumuli localmente superiori al metro. Sopra i 500-600 metri gli apporti nivometrici, soprattutto nel pesarese e urbinate, raggiungono punte di circa 2-3 metri, con frazioni e paesi interamente sepolti. Ma se saliamo ulteriormente di quota, andando in montagna, oltre i 1000-1200 metri, il manto nevoso supera punte di ben 3-4 metri, un vero inferno bianco che nei prossimi giorni farà impennare il rischio slavine con il primo rialzo termico in quota. In alta montagna invece, come sulla cima del monte Catria, sono altamente probabili depositi eccezionali che superano i 5 metri di altezza. Intanto i danni e i disagi provocati dalle forti nevicate sono davvero ingenti e nonostante ciò le comunità marchigiane provano lentamente a risollevarsi. Molto importante è l’iniziativa della regione Marche che ha predisposto un apposito modulo cartaceo che dovrà essere compilato per ogni impresa che ha riportato danni. Per completare il resoconto è consigliato all’imprenditore di fornire, oltre ad una lista dei danni occorsi alla sua attività, anche del materiale fotografico.



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