Sotto il cocente sole tropicale le acque superficiali dell’oceano Indiano occidentale, nel tratto antistante le coste dell’Africa orientale e l’isola del Madagascar, hanno subito un notevole riscaldamento. In molti punti la temperatura dell’acqua ha già superato i +30°, localmente anche +31°, favorendo le condizioni necessarie per l’innesco dei temibili cicloni tropicali che proprio in questo periodo dell’anno (estate australe) sferzano le Mauritius, il Madagascar e le coste dell’africa orientale, in particolare il Mozambico e gli arcipelaghi limitrofi. In questi giorni, il notevole riscaldamento unito alla forte evaporazione delle acque superficiali dell’oceano Indiano tropicale, sta favorendo lo scoppio di una forte attività convettiva (forti moti ascensionali in seno alla colonna d’aria) nel tratto antistante le coste del Madagascar settentrionale, dove si continuano a sviluppare giganteschi sistemi temporaleschi, con imponenti cumulonembi in grado di dare la stura a piogge torrenziali e fenomeni precipitativi particolarmente estremi, accompagnati da una intensa attività elettrica. Alcuni di questi ammassi temporaleschi, nati sull’area sub-equatoriale, tendono a staccarsi dalla linea dell’ITCZ (il famoso fronte di convergenza intertropicale), posizionata non lontano dall’equatore geografico, per evolvere autonomamente in piena area tropicale, rischiando di trasformarsi in pericolose depressioni tropicali, con una intensa attività convettiva centrale e grande “barotropicità” (tipica delle perturbazioni tropicali), pronte a rafforzarsi in tempeste tropicali, o peggio, in insidiosi cicloni tropicali che minacciano di puntare verso arcipelaghi abitati o sulle terre emerse.
La forte attività convettiva sta provocando anche qualche disagio al traffico aereo, specie nelle tratte dal continente africano all’Australia. Nella giornata di ieri delle grosse Supercelle e Cluster temporaleschi, con uno spessore superiore ai 16 chilometri di altezza, alimentati da una ingente quantità di calore latente fornito dalla calda superficie oceanica, si sono formati nel tratto di oceano poco a nord del Madagascar, scaricando dei veri e propri diluvi nei numerosi arcipelaghi e gli atolli presenti in questa porzione di oceano Indiano. In molte di queste isole, come le Cosmoledo, i potenti sistemi convettivi sfornati dall’Indiano hanno dato la stura a forti rovesci temporaleschi e piogge torrenziali che sono andate avanti ininterrottamente, anche per 12-24 ore di fila. Un fortissimo diluvio ha interessato pure il piccolo atollo corallino di Farquhar. Ma piogge molto intense e forti temporali, con attività elettrica a fondoscala, non hanno risparmiato neppure la parte settentrionale dell’isola-stato del Madagascar. Il grosso sistema convettivo si è poi evoluto verso ovest, in direzione delle coste africane, interessando pure le isole Comore, dove le piogge e i temporali sono stati accompagnati da una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione occidentale che ha toccato i 66 km/h nella stazione di Dzaoudzi. Per fortuna il grosso delle precipitazioni è stato scaricato in pieno oceano.

L’intensa attività convettiva permarrà anche nei prossimi giorni, rischiando di martellare, con piogge torrenziali e forti temporali, buona parte delle isole presenti sull’oceano Indiano occidentale e il Madagascar, soprattutto le coste orientali della grande isole, dove si potrebbero verificare anche delle inondazioni e smottamenti, visto il terreno già saturo d’acqua dopo il passaggio del ciclone “Giovanna”. Una nuova “tropical wave” (perturbazione tropicale priva di rotazione) sta per raggiungere l’oceano Indiano occidentale, tendendo a rinforzarsi ulteriormente. Purtroppo non è escluso che durante la settimana uno di questi ammassi temporaleschi possa riuscire a evolversi in una intensa tropical storm o in nuovo e potente ciclone tropicale, anche del 3^ 4^ della scala Saffir-Simpson, pronto a minacciare gli arcipelaghi appartenenti alle Mauritius e l’isola del Madagascar, già messa a soqquadro, due settimane fa, dal transito di “Giovanna”.


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