L’irruzione fredda sarà accompagnata da impetuosi venti settentrionali e mareggiate

Il nucleo di aria fredda avanza sull'Adriatico centrale

Come abbiamo sottolineato nei precedenti articoli l’alta pressione delle Azzorre non riuscirà ad estendere il proprio baricentro fin dentro il bacino del mar Mediterraneo. Sul Mediterraneo centrale e sull’Italia si depositeranno solo le propaggini più orientali della struttura anticiclonica che favoriranno l’afflusso di un impulso di aria molto fredda che dalla penisola scandinava sprofonderà fino all’area carpatica e ai Balcani, portando un brusco raffreddamento e nuove nevicate, fino in prossimità del piano. La rasoiata fredda sarà coadiuvata, in quota (a 500 hpa), dall’affondo di un asse di saccatura che dalle latitudini artiche estenderà i propri tentacoli fino all’isola di Creta e alle coste della Cirenaica, attraversando tutta l‘Europa orientale. Già dalle prossime ore, la parte più avanzata del nucleo freddo, in discesa dalla Scandinavia, invaderà tutta l’Europa centro-orientale, investendo in pieno paesi come la Polonia, l’est della Germania, la Repubblica Ceca, la Slovacchia, l’Ungheria, prima di riversarsi tra Carpazi, pianura danubiana e Balcani, con sostenuti venti da N-NO e NO. La discesa del blocco di aria fredda verso la regione alpina eroderà, parzialmente, le propaggini orientali dell’alta pressione delle Azzorre che sarà costretta ad un temporaneo ritiro verso ovest, tra Francia e penisola Iberica. Ciò consentirà alle fredde correnti settentrionali, di vecchie origini artiche (dall’Artico norvegese), di fiondarsi sui Balcani per sconfinare, tramite intensi e freddi venti di Tramontana e Maestrale, sul medio-basso Adriatico, colpendo in pieno le regioni centro-meridionali e la Sicilia, con una intensa sfuriata fredda che riporterà delle brevi nevicate, fino a quote piuttosto basse, lungo il versante orientale dell’Appennino meridionale e sui rilievi più elevati della Sicilia.

Già dalla serata, con il graduale ritiro dell’anticiclone oceanico verso ovest, tra Francia e Spagna, e l’infittimento delle isobare sul Mediterraneo centrale, i sostenuti venti da N-NO, dopo aver percorso l’Ungheria, la Bosnia Erzegovina e il Montenegro, si riverseranno sulle coste della Dalmazia per poi invadere tutto il medio-alto Adriatico, con tesi, a tratti intensi venti da N-NE che si spingeranno verso le coste di Abruzzo, Molise e Puglia per scavalcare l’Appennino meridionale e gettarsi sulle coste di Lazio e Campania come forti venti di Grecale e Tramontana che spireranno con raffiche molto forti, fino a 60-70 km/h, localmente anche 80 km/h, imperversando per ore all’interno delle principali vallate appenniniche. Raffiche da N-NE molto forti, di caduta dall’Appennino, nella nottata, potrebbero investire il viterbese, l’area attorno Roma, il casertano, il napoletano e la costa salernitana. Tra la nottata e la mattinata di domani, l’aria fredda raggiungerà la Macedonia e il nord della Grecia, andando a scavare una ampia circolazione depressionaria, con un minimo barico ad occhiale, che si andrà ad approfondire nel corso della giornata di domani tra la Grecia e l’Egeo.

Lo sviluppo di questa giovane ciclogenesi egeo-ellenica, in strutturazione nei medi e bassi strati, si contrapporrà al robusto promontorio anticiclonico che dal vicino Atlantico propaga i propri elementi verso la Spagna, la Francia, la Svizzera e la Germania occidentale, con massimi barici al suolo di oltre i 1028 hpa. L’Italia si troverà nel mezzo fra le due differenti figure bariche, ciò determinerà un infittimento delle isobare e un incremento del cosiddetto “gradiente barico orizzontale” (forti differenze di pressione fra aree geografiche) che metterà in moto intensi, per non dire impetuosi, venti settentrionali, che spazzeranno tutto il medio-basso Adriatico, il basso Tirreno, il Canale d’Otranto e lo Ionio, dove si realizzeranno severe burrasche, con raffiche capaci di raggiungere picchi di oltre gli 80-90 km/h, specie fra la costa molisana, l’area garganica ed il Salento. Nella mattinata di domani, i forti venti settentrionali in sfondamento dall’area carpatico-danubiana e dalle coste dalmate, sferzeranno tutto l’Adriatico centro-meridionale, con intensi venti da Nord e N-NE sulle coste molisane e pugliesi, con punte di oltre gli 80-90 km/h tra Termoli e il foggiano.

Gli intensi venti settentrionali in arrivo fra basso Adriatico, basso Tirreno e Ionio

I forti venti settentrionali poi saranno costretti a scavalcare, molto rapidamente, l’Appennino centro-meridionale per buttarsi sul Lazio e sulle Campania, attraverso forti e turbolenti venti di caduta da N-NE che sfoceranno sul medio-basso Tirreno. Sul medio-basso Tirreno si attiveranno forti venti di Tramontana, con una intensità media di oltre 40-50 km/h, che raggiungeranno le coste tirreniche siciliane, in particolare il palermitano e parte del messinese tirrenico, con raffiche capaci di raggiungere i 70-80 km/h. Ma i venti più forti si avranno proprio tra il Salento, il Canale d’Otranto e l’alto Ionio, le aree più vicine alla circolazione depressionaria in isolamento tra Grecia ed Egeo. Qui, tra la tarda mattinata e il pomeriggio, si svilupperanno delle potenti burrasche da Nord, più da N-NE lungo la costa salentina, con venti medi sostenuti fino a 60-65 km/h e raffiche ad oltre i 90 km/h, con picchi localmente superiori ai 100 km/h o anche più in mare aperto. Raffiche molto forti, in grado di arrecare disagi e qualche danno, investiranno tutto il Salento, in particolare l’area del brindisino e il leccese, e le coste dell’alta Calabria ionica, fra cosentino e crotonese, molto esposte alle sfuriate della Tramontana. I forti venti settentrionali tenderanno ad attenuarsi non prima della serata, calando di intensità lungo il litorale molisano, il Gargano, la Puglia settentrionale, ed in seguito pure tra le coste campane e le coste della Sicilia tirrenica, con raffiche da N-NE e Nord sempre meno intense, in lento decadimento. Solo fra Salento e Ionio, li dove si concentra gran parte del “gradiente”, resisteranno le forti burrasche da Nord che si indeboliranno non prima di martedi 28, con una graduale attenuazione e rotazione delle correnti da nord-ovest su buona parte dei nostri bacini.

Mareggiate di media intensità sono attese fra Molise, Puglia e Sicilia tirrenica

Mari da agitati a molto agitato lo Ionio, con onde di 5.0 metri; mareggiate di moderata intensità sono attese lungo le coste molisane, pugliesi e sicilia tirrenica

L’irruzione degli impetuosi venti settentrionali, dalla regione carpatico-danubiana e dai vicini Balcani, determinerà anche un conseguente aumento del moto ondoso, con mari da mossi a molto mossi, fino ad agitati. Già stanotte, con l’ingresso dell’intensa componente da N-NE, toccherà a tutto il medio-basso Adriatico e il basso Tirreno, che diverranno molto mossi, con onde di “mare vivo” in formazione. Dalla mattinata di domani, con l’ulteriore intensificazione della ventilazione e del “gradiente barico”, sia il medio-basso Adriatico che il basso Tirreno, da molti mossi ad agitati, con lo sviluppo di onde alte fino a 2.5-3.0 metri sul basso Adriatico e più di 3.0-3.5 metri sul basso Tirreno, dove il “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il vento) è più ampio. In seguito, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, lo Ionio si presenterà da agitato fino a molto agitato a largo, con la formazione di grosse onde di “mare vivo”, alte più di 4.0 metri, con “Run Up” superiori ai 5.0 metri in alto mare, a largo delle coste calabresi e siciliane. L’intenso moto ondoso genererà delle mareggiate di debole e media intensità che colpiranno la costa molisana e garganica, il barese e il bridisino. Mareggiate più formate dalla mattinata di domani sono attese sulla costa palermitana e su parte del messinese tirrenico, dove si abbatteranno frangenti di oltre i 3.0 metri che potranno arrecare danni e disagi nei tratti costieri esposti al fenomeno dell’erosione. Scontata l’interruzione dei collegamenti marittimi con le isole minori, come le Tremiti, Ustica, le Eolie, le Pelagie e Pantelleria. Il moto ondoso andrà a scadere non prima della mattinata di martedi, con un onda lunga formata in attenuazione su basso Adriatico e basso Tirreno. Solo Ionio continuerà a rimanere agitato, localmente molto agitato, con onde alte più di 3.0-4.0 metri che si muoveranno verso il golfo della Sirte e le coste della Cirenaica.