
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta diffusa dal sindaco del comune di Ardore (Rc), Giuseppe Campisi, al governatore Scopelliti, al presidente della Provincia Raffa, ai responsabili del settore di protezione civile e al prefetto di Reggio Calabria:
Tutti sappiamo cosa succede quando un sindaco disattende o sottovaluta un messaggio di allertamento, nessuno sa, cosa succede quando un sindaco ottemperando ai suoi doveri , attende ad un messaggio di allerta meteo che, pero’ poi si rivela per nulla veritiero.
La maggior parte dei sindaci della locride, se non tutti, dopo aver ricevuto il secondo messaggio di allertamento per previsioni meteorologiche avverse, previste per il 22 e 23 febbraio u.s. che prevedevano un peggioramento delle condizioni meteorologiche ed uno scenario di rischio particolarmente preoccupante soprattutto per la mattinata del 23, hanno celermente provveduto ad emettere e notificare a tutti gli organi di competenza, ordinanza di chiusura delle scuole, anche in considerazione del fatto che, gia’ nella mattinata del 22, non pochi problemi si erano verificati nelle zone interessate, mettendo a dura prova la tempestivita’ degli uffici di competenza.
Fin qui, nulla da obiettare, lode ai sindaci che hanno prevenuto possibili disagi e/o disgrazie.
La sorpresa, pero’, per tutti, si e’ avuta all’alba del 23 febbraio, quando un sole a dir poco primaverile ha fatto capolino sulla linea dell’orizzonte, facendosi beffa di tutte le previsioni e i messaggi di allertamento pervenuti nei vari comuni, il giorno prima.
“Naturale”, se cosi’ si puo’ definire, le considerazioni dei sindaci interessati.
Di cosa si e’ trattato? Cosa sono diventati i messaggi di allertamento?
Al sindaco di Ardore, Giuseppe Campisi, e’ sorto il dubbio che, tali messaggi siano diventati solo un modo per la protezione civile di tutelarsi di fronte al verificarsi di possibili disastri, sollevandosi da ogni responsabilita’ e facendola ricadere sugli amministratori locali che, devono fattivamente affrontare i problemi del proprio territorio.
Capisco che, la storia dei disastri causati da fenomeni naturali “eccezionali” verificatosi negli ultimi anni, ci insegna che, nulla deve essere lasciato al caso e che e’ meglio prevenire che curare ma, dobbiamo cercare anche di non gridare al lupo al lupo, suscitando non pochi allarmismi nella popolazione gia’ provata dai fatti di cronaca.
Per il comune di Ardore, alla fine si e’ trattato di un falso allarme, trasformatosi in un giorno di vacanza per tutti gli studenti che, comunque ha creato ugualmente, non pochi disagi alle famiglie che si sono dovute organizzare, assentandosi, in alcuni casi, anche dal posto di lavoro per accudire la prole.
Ma, se oltre alla chiusura delle scuole, l’allarme sottointendeva anche ad un preavviso di evacuazione o altro provvedimento piu’ incisivo ed importante che cosa avrebbe scatenato un falso allertamento?
Disagi e costi, per le amministrazioni pubbliche da fronteggiare con le gia’ esigue risorse economiche e di mezzi, a disposizione degli enti, e per la popolazione, panico e ansie che si potevano evitare.
A fronte di queste brevi considerazioni, il sindaco di Ardore Giuseppe Campisi, chiede a tutti gli organi di competenza una maggiore attenzione e discrezionalita’ nella diffusione di tali previsioni che devono avere l’obbiettivo di prevenire senza pero’ allarmare ma soprattutto non devono servire a lavarsi le mani cosi’ come fece Ponzio Pilato, tanto per avere un capro espiatorio sulla quale avvalersi in caso di sventure.
I livelli di responsabilita’ devono essere equamente distribuiti e servire a distribuire equamente, anche, le forze e gli interventi da attuare in caso di eventi calamitosi.


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