
Fa molto freddo stanotte a Cosenza, nonostante non ci siano ancora le condizioni ideali per l’inversione termica a causa di un forte vento settentrionale e della presenza di residue velature nel cielo; ma è bastato un primo rasserenamento con le nubi dei giorni scorsi che si sono andate via via diradando a far crollare la colonnina di mercurio, che alle 23:00 segnava già -1,1°C in città dopo che in giornata si era arrivati ai +9,7°C di massima e la scorsa notte la temperatura non era scesa oltre i +3,3°C a causa del cielo nuvoloso. Ma adesso si cambia registro. Questa è la prima di quattro notti gelide per il capoluogo silano, che potrà “assaporare” temperature minime fino a -6/-7°C nei prossimi giorni, mentre in Sila si andrà su valori inferiori ai -15°C.
Ma non solo. Lunedì 20 febbraio un nuovo peggioramento delle condizioni meteorologiche interesserà il sud Italia e in modo particolare Sicilia e Calabria, con piogge e temporali in risalita da sud. Stavolta non farà freddo, o comunque non freddissimo (anche se al suolo le temperature rimarranno basse), e la quota neve sarà ben più elevata rispetto ai giorni scorsi, intorno ai 1.400 metri di altitudine, ma a Cosenza non è da escludere una nevicata da cuscinetto freddo. Infatti, lo ricordiamo per chi non conoscesse il clima della città posta nella Calabria settentrionale a soli 242 metri di altitudine sul livello del mare, Cosenza si trova nella Valle del Crati, circondata da rilievi: a nord il Pollino, a est la Sila e a ovest la Catena Costiera e le più grandi nevicate della storia della città si verificano sempre con lo scirocco, quando altrove piove anche in collina o in montagna e invece in quest’angolo calabrese cadono fino a 20/30cm di neve grazie a un cuscinetto freddo molto simile, con le dovute proporzioni d’estensione ma con un meccanismo assolutamente identico, a quello della pianura Padana incastonata tra Alpi e Appennini settentrionali.
Per quanto riguarda la situazione di lunedì, è ovviamente ricca d’incognite, come ogni previsione di neve da cuscinetto nella valle del Crati. Le precipitazioni, infatti, devono arrivare al momento giusto, non nelle ore notturne altrimenti la copertura nuvolosa ostacolerebbe il calo termico facendo impennare la temperatura, nè troppo tardi dopo l’alba altrimenti il sole determinerebbe un analogo aumento della colonnina di mercurio. Dalle prime mappe, inoltre, un’ulteriore incognita arriva dall’entità delle precipitazioni, che sembrano accanirsi prevalentemente nelle zone orientali della Sila e della Calabria con pochi sconfinamenti, almeno fino al pomeriggio/sera di lunedì, nelle altre aree e in quelle più centro/occidentali come la Valle del Crati.
Comunque mancano ancora tre giorni abbondanti, in cui avremo modo di effettuare ulteriori aggiornamenti previsionali: continuate a seguirci.


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