La saggezza popolare non conosce i sintomi dell’invecchiamento e da secoli ripropone il suo “segreto”, basato sull’osservazione empirica. A metterne alla prova la correttezza e’ stato il Cnr, che nell’ultimo numero dell’Almanacco, la rivista quindicinale dell’organismo, ha dedicato un focus ai proverbi. Dimostrando, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la loro fondatezza scientifica. Qualche caso? Il celebre “rosso di sera bel tempo si spera”, per esempio, che affonda le radici fin nel Medioevo. Si tratta infatti di un adagio talmente consolidato da essere presente in una versione inglese della Bibbia di fine Trecento. Per quanto imperniato su una semplice previsione meteorognostica, che “leggeva” il cielo attraverso osservazioni astrologiche e fenomeni naturali, il detto e’ assolutamente veritiero: “Sono i venti occidentali atlantici a portare tempo umido e piovoso – spiega Marina Baldi dell’Istituto di biometeorologia – ma se il cielo a ovest si ‘pulisce’ per effetto dell’alta pressione, si hanno tramonti fiammeggianti”. Ovviamente in una nazione come la Russia tale assunto di base risulta meno valido ma il fondamento meteorologico e’ indiscutibile per l’Inghilterra e, almeno in parte, per l’Italia.
Nemmeno la genetica risulta immune da questa sapienza a buon mercato, come mostra il detto “buon sangue non mente”. Una constatazione che nasconde quel che secoli fa non era neppure lontanamente immaginabile: il fatto che i cromosomi creano una continuita’ non solo materiale ma anche “mentale” tra le generazioni. “Esistono caratteri ereditari che influenzano le capacita’ intellettive, cosi’ come il talento in attivita’ artistiche, pratiche o verbali – afferma Valeria Ursini dell’Istituto di genetica e biofisica di Napoli -. La predisposizione genetica per l’attitudine musicale, per esempio, e’ stata ormai provata scientificamente”. E che dire dell’erba cattiva che non muore mai? Nessuna esagerazione: le piante infestanti crescono e producono una maggiore quantita’ di semi che aumentano le possibilita’ di germogliare e utilizzano meglio le sostanze nutritive, la luce e l’acqua. E’ come se, dovendo sopravvivere in condizioni estreme, sempre a rischio estirpazione, nel tempo fosse avessero affinato le loro caratteristiche generando una selezione della specie. Insomma, una maggiore resistenza sotto vari punti di vista, al punto che negli Usa, ricorda Maurizio Vurro dell’Istituto di scienze delle produzioni alimentari di Bari, si sta studiando il genoma della dannosa Amaranthus tuberculatus per la sua sua refrattarieta’ agli erbicidi.
Che “la vecchia impara fino a 100 anni”, a riprova della capacita’ di apprendere e memorizzare nuove informazioni anche in eta’ avanzata, lo hanno dimostrato anche le ricerche neuro-scientifiche. Chi non riesce a risolvere un problema, invece, puo’ sollevarsi all’idea che davvero la notte porta consiglio: nel 2004 un esperimento pubblicato su “Nature” dimostro’ che il sonno facilita in modo significativo le capacita’ di intuito. E nel 2006 una ricerca dimostro’ che lo stesso vale anche per i ricordi emozionali, piu’ nitidi perfino a distanza di anni.


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