Meteo Marzo, Giuliacci si sbilancia: “niente freddo e neve almeno fino al 15/20”

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    Sulle pagine del suo sito internet personale, meteogiuliacci.it, il meteorologo Mario Giuliacci ha pubblicato una dettagliata analisi delle previsioni meteorologiche a lungo termine, lanciandosi in una tendenza per il mese di marzo. “Il ritorno del grande freddo in marzo – spiega il noto meteorologo – non è credibile almeno nei primi 15-20 giorni del mese, ammesso e non concesso che poi, dopo quella data, vi sia comunque un’altra ondata di freddo. Qui di seguito vi spiegheremo il perché. Come noto, le vicende invernali sul nostro emisfero dipendono essenzialmente dal comportamento del Vortice Polare Stratosferico (VPS) . In questo mese di febbraio il VPS ha seguitato a scorrazzare alle medio-alte latitudini dell’emisfero Nord, colpendo ora qua ora là con le sue improvvise irruzioni meridiane di aria gelida. Un suo deciso affondo meridiano ha colpito in questo mese soprattutto l’Europa ove l’ondata di grande freddo di 10-15 giorni fa verrà ricordata come una delle più intense degli ultimi 60 anni. Ma nei prossimi dieci giorni sembra intenzionato a rinchiudersi gradualmente nella sua naturale dimora, l’area delimitata dal circolo polare artico. Infatti mentre ancora oggi il vortice vaga al di fuori del circolo polare (Fig.1), le proiezioni del modello fisico-matematico di ECMWF indicano un suo progressivo ritorno .. a casa (Fig.2). Questa rientro in sede del VPS avrà delle sicure ripercussioni sul clima di marzo, al di là delle aspettative che capita in questi giorni di leggere qua e là. Quali? Ebbene, innanzitutto nei prossimi 10 giorni non è previsto da ECMWF ( Fig.3) un surriscaldamento della stratosfera polare (stratwarming), l’unico evento che avrebbe la capacità di “splittare” il vortice polare al di là del circolo polare. Per di più per costringere il VPS ad uscire dal circolo polare, ma sul lato europeo, occorrerebbe che lo stratwarming avvenga dalla parte opposta rispetto all’Europa ovvero sul lato canadese. Ma questo presuppone un deciso affondo dell’anticiclone canadese verso il polo, in modo da costringere il VPS ad uscire appunto dalla sua sede sul lato europeo. Ma in realtà, sempre le proiezioni di ECMWF mostrano che anche tra 10 giorni l’anticiclone canadese non avrà iniziato nessuna manovra di infiltrazione nel vortice polare (fig. 4). Ma anche se supponessimo che tale azione di penetrazione inizi tra il 5 e il 10 marzo, occorrerebbe comunque un’altra decina di giorni perché si avvertano, sul VPS; gli effetti del progressivo stratwarmig. Ecco perché ritengo improbabile un’altra ondata di grande freddo almeno prima del 15-20 marzo. Il rafforzamento in loco del vortice polare, avrà come effetto tele connettivo, un rafforzamento dell’anticiclone delle Azzorre il quale, pertanto, dovrebbe tendere ad espandersi fino alla Britannia, all’Europa occidentale e al Mediterraneo occidentale (AO positiva). Tutto ciò è in accordo con la la configurazione barica media a 500 hPa prevista per marzo dal CFS (Climate Forecast System) del NCEP/NOAA (fig.5) Con un simile configurazione a 500 hPa, l’Italia rischia di rimanere a lungo sotto la cappa dell’anticiclone delle Azzorre, mentre le perturbazioni atlantiche scorrerebbero a Nord delle Alpi, dirette verso il Balcani, lasciando all’asciutto la penisola. Insomma si prospetta un mese di marzo tiepido e poco piovoso. Del resto anche le proiezioni di ECMWF danno per marzo una scarsa piovosità su tutta l’Italia, tranne la Calabria e la Sicilia“.