Meteo neve, ancora allerta: precipitazioni abbondanti tra adriatiche e sud, piena emergenza sull’Appennino; preoccupa da venerdì un nuovo brusco peggioramento al centro/nord

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Cosi come il resto d’Europa anche l’Italia ora si trova in piena emergenza per le grandi nevicate che hanno sommerso il versante orientale della dorsale appenninica, dalla Romagna al Molise, con accumuli che nelle aree montuose di Romagna, Marche e Abruzzo hanno ormai superato i 2 metri di spessore. Un muro bianco, duro come il cemento a causa delle temperature da freezer, che sta seppellendo intere frazioni e centri abitati, creando enormi disagi alle popolazioni locali. Pensate che da venerdi, in varie parti della Valmarecchia, nella provincia di Pesaro-Urbino, come nell’aquilano, sotto il Gran Sasso, ci sono paesi e frazioni rimaste ancora totalmente isolate dal mondo. In certi casi neanche i mezzi speciali in dotazioni alla protezione civile e ai vigili del fuoco, come i famosi “Gatti delle Nevi”,  sono riusciti a sfondare la montagna di neve fresca che sta ostruendo ogni via d’accesso. Ma tanta neve fresca è caduta anche in pianura e sulle aree costiere di Romagna, Marche ed Abruzzo, con depositi quasi record sull’anconetano dopo giorni e giorni di nevicate che hanno scaricato oltre 20-30 cm di neve fresca sulle spiagge.
Purtroppo ancora più pesante è il bilancio delle vittime, in gran parte senza tetto o anziani stroncati da malori indotti dal gelo intenso, che ha abbondantemente superato quota 20 in tutto il paese, mettendo in risalto le caratteristiche eccezionali dell’evento freddo che sta abbracciando l’intera Europa e persino parte del nord-africa, con l’Atlante Telliano e le alture della Tunisia settentrionale completamente imbiancate fino a quote collinari. Le previsioni per i prossimi giorni non nulla di buono. Il gelo russo infatti continuerà ad interessare la penisola fino alla prossima settimana, assicurando nuove giornate di ghiaccio, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali, con temperature pronte a fiondarsi sotto il muro dei -15° -18°, localmente fino a -20°, anche nelle aree pedemontane e in pianura. La configurazione barica prefigurata per i prossimi giorni è davvero poco incoraggiante. Difatti, già dalle prossime ore, la profonda area ciclonica presente sullo Ionio si approfondirà ulteriormente, con un minimo al suolo capace di toccare i 980 hpa (davvero molto profondo), che richiamerà verso le regioni adriatiche nuovi impulsi di aria gelida, d’estrazione continentale, che proverranno direttamente dall’Ucraina, dalla Russia meridionale e dal mar Nero.
L’aria gelida continentale scavalcherà i rilievi della Bosnia Erzegovina e della Croazia per gettarsi sull’Adriatico centro-settentrionale sotto forma di intensi venti di Bora, con la classica componente da E-NE e NE che impatterà con il versante orientale dell’Appennino, determinando ampi annuvolamenti da “stau”, per il sollevamento forzato verso l’alto dell’aria fredda, che causeranno nuove nevicate, fino alle coste già innevate, di Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Qualche fiocco arriverà pure sull’est Emilia e su tutta la pedemontana dell’Appennino Emiliano. Ma le nevicate raggiungeranno pure il Gargano e le Murge centro-settentrionali, imbiancando persino la pianura del foggiano, l’area del Tavoliere, spingendosi fino ai comuni a nord della città di Bari. Tante neve cadrà anche sulla Basilicata, soprattutto nei comuni del materano, e fino a quote di bassa collina pure la Calabria centro-settentrionale, con forti nevicate tra il versante orientale del Pollino e la Sila orientale, dove si registreranno grossi accumuli che sommergeranno boschi e campagne, causando molti disagi nei collegamenti stradali. La neve cadrà a quote leggermente più alte sulla Calabria meridionale, in Aspromonte, e sulla Sicilia settentrionale, tra Madonie, Nebrodi, Peloritani e sui rilievi più interni del palermitano, ennese, nisseno, come sull‘Etna, dove si registreranno i primi accumuli già a quote collinari o poco sù.

L'ultimo aggiornamento serale del satellite cromatico

Sulle coste invece si avranno delle piogge fredde, che occasionalmente potranno essere accompagnate da brevi grandinate e rovesci di graupel o gragnola. Le nevicate più intense dovrebbero riguardare l’entroterra abruzzese, quello molisano, l’est della Basilicata e buona parte della Puglia settentrionale, dove i fenomeni insisteranno fino al tardo pomeriggio e alla serata successiva, dispensando degli accumuli abbondanti. Tra i colli della Romagna, le Marche, l’Abruzzo e il Molise, potrebbero cadere altri 30-40 cm di neve fresca che aggiungendosi ai 1.5-2.0 metri di neve già accumulata al suolo rischiano di portare i depositi oltre i 2.5-3.0 metri nelle aree montuose, accrescendo pure il rischio di possibili slavine al primo rialzo termico. Non è del tutto escluso che qualche nevicata possa interessare, fino a 300 metri di quota, le colline della Sardegna orientale, con probabili fioccate coreografiche fin sulle coste del nuorese e sassarese. Nella giornata di domani si assisterà ad un graduale miglioramento, con l’apertura di maggiori schiarite sulle regioni settentrionali e lungo le coste tirreniche, dove i cieli spazieranno da quasi sereni a parzialmente nuvolosi. I venti da NE invece addosseranno una residua nuvolosità che darà la stura a deboli nevicate sparse fra maceratese, Abruzzo, Molise, est della Basilicata, Gargano, alta Murgia e sui versanti orientali del Pollino e della Sila, dove la neve cadrà fino a quote collinari. Si tratterà però di fenomeni in lenta attenuazione e occasionali che andranno a diradarsi gradualmente già dal pomeriggio e dalla serata successiva, dando spazio ad un successivo miglioramento, con l‘arrivo di maggiori aperture. Solo l’entroterra molisano, l’est della Basilicata, il nord della Puglia e i versanti orientali di Pollino e Sila, rimarranno penalizzati da qualche debole nevicata, a carattere sparso, che dovrebbe allentare la presa dalla mattinata di giovedi, con l‘indebolimento della ventilazione nord-orientale.

Una mappa sinottica di Ecmwf per venerdì 10

Sale la preoccupazione per il peggioramento che venerdi 10 Febbraio potrebbe scaricare altre intense e persistenti nevicate in quasi tutto il centro-nord, con accumuli al piano tra Toscana e Lazio

Purtroppo la tregua di giovedi sarà alquanto effimera visto che dalla serata sopraggiungerà un nuovo intenso peggioramento che potrebbe ammantare di neve l’intero centro-nord, con forti nevicate in arrivo tra Toscana, Emilia/Romagna e Marche. Tutto per colpa di un nuovo impulso di aria gelida che dalla Russia meridionale si spingerà verso l’Europa centro-orientale, la MittelEuropa e la regione alpina, penetrando sul territorio nazionale tramite fortissime raffiche di Bora che dal golfo di Trieste e dalle coste dell’Istria e della Dalmazia si verseranno verso l’Adriatico centro-settentrionale, incanalandosi all’interno del Catino Padano sotto sostenuti e gelidi venti orientali che si tufferanno sul mar Ligure con forti venti di Tramontana e Grecale, già nella serata di giovedi.

Le temperature a 850hPa e la vorticità sempre per venerdì secondo Ecmwf

L’aria gelida, di vecchie origini continentali, versandosi sopra le miti acque del mar Ligure si mescolerà con gli intensi venti di “Mistral“ che sfonderanno dalle valle del Rodano, favorendo la genesi di un’area depressionaria orografica sul mar Ligure, ben strutturata nei medi-bassi strati, che andrà ulteriormente ad approfondirsi nella giornata di venerdi per muoversi in direzione della Corsica e del medio-alto Tirreno. Tale ciclogenesi avrà il merito di richiamare umidi venti di Libeccio sul Tirreno e di Scirocco sull’Adriatico, che confluiranno sopra le gelide correnti di Bora e Grecale che interesseranno tutto il centro-nord e la Toscana. Lo scorrimento d’aria più mite e molto umida, sopra l’aria molto fredda continentale, agevolerà lo sviluppo di intensi corpi nuvolosi che daranno la stura a nevicate diffuse su tutte le regioni settentrionali, dal Piemonte al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, e su parte del centro-nord, con nevicate e accumuli sin dalle pianure di Toscana, Marche, Umbria e forse pure l’alto Lazio. Probabili fiocchi e accumuli su Roma nella mattinata e primo pomeriggio di venerdi, anche se i sostenuti venti di Libeccio in risalita dal Tirreno potrebbero mangiare il “cuscino freddo” persistente presso il suolo, riscaldando la colonna d’aria sovrastante e trasformando l’iniziale nevicata in pioggia. Tanta neve è attesa su tutte le regioni del nord, in Liguria, Emilia, Romagna, Marche e Toscana, con depositi molto importanti fin dal piano che causeranno nuovi inevitabili disagi, soprattutto nel settore dei trasporti. Preoccupa non poco la situazione dell’Appennino che si ritroverebbe ad essere nuovamente sommerso, con accumuli molto abbondanti sui monti di Emilia/Romagna, Toscana e Marche. L’emergenza è tutt’altro che finita e bisognerà tenere conto di questa nuova ondata di nevicate che rischia di spaccare in due l’intero paese, con un ulteriore aggravamento delle emergenze.

L'evoluzione prevista per la giornata di sabato