Monitoraggio delle tempeste magnetiche in vista del massimo solare

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Raffigurazione di una tempesta solare

Il 19 Gennaio scorso gli scienziati hanno osservato un brillamento solare in una regione attiva della nostra stella, ed una conseguente espulsione di massa coronale che sembrava essere diretta verso il nostro pianeta. L’interazione di questi venti solari con il nostro campo magnetico ha prodotto una delle più grandi tempeste magnetiche registrate sulla Terra negli ultimi anni. La tempesta ha avuto i suoi effetti il 24 Gennaio, quando è stata seguita da ulteriori eventi. Queste manifestazioni così imponenti del Sole ci ricordano l’attività in ascesa della nostra stella, in procinto di raggiungere il suo picco massimo di attività nel prossimo 2013, almeno secondo le previsioni. Il massimo solare è il periodo di maggiore attività del Sole nel suo ciclo undecennale, detto anche ciclo di Schwabe, dal nome dello scopritore. Le tempeste magnetiche come ben sappiamo, sono le responsabili delle bellissime aurore polari che si presentano alle alte latitudini, ma sono anche causa talvolta, di interruzioni di apparecchiature tecnologiche della società attuale. Le grandi tempeste magnetiche ad esempio, possono interrompere le comunicazioni radio, interferire con i sistemi di posizionamento globale, interferire con la perforazione dei pozzi di petrolio e di gas, causare danni e influenzare le operazioni dei satelliti in orbita, e persino causare blackout elettrici inducendo picchi di tensione nelle reti elettriche. Le tempeste possono inoltre influenzare il traffico aereo, come abbiamo avuto modo di osservare  nei giorni scorsi, dove a causa della tempesta geo-magnetica, sono stati deviati a scopo precauzionale i voli della Air Canada e della Delta Air Lines diretti per l’Asia. La tempesta tuttavia ha avuto effetti molto piccoli sulla Terra in quanto ci ha soltanto sfiorati, ma in altri casi gli effetti sulla tecnologia moderna potrebbero essere ben differenti.

Cayey magnetic observatory, Puerto Rico.

La più grande tempesta del XX secolo si è verificata nel Marzo del 1989; fu accompagnata da aurore visibili sino al Sud del Texas e inviò correnti elettriche nella crosta terrestre. Oltre 6 milioni di persone in Canada rimasero senza energia elettrica per ben 9 ore, furono danneggiati e furono interrotti i funzionamenti dei satelliti e dei sistemi GPS, oltre ai problemi legati ai sistemi di comunicazione radio utilizzati dai militari degli Stati Uniti. Nonostante sia stata di grandi dimensioni, la tempesta del 1989 impallidisce di fronte a quella avvenuta nel Settembre del 1859, che a quanto pare rappresenta la tempesta solare più grande nella storia dell’umanità. Gli scienziati stimano che l’impatto economico negli Stati Uniti da parte di una tempesta delle stesse dimensioni nella società di oggi potrebbe superare i 1.000 miliardi dollari a causa dei disturbi che avrebbe sugli impianti tecnologici. L’USGS, uno dei partner del programma di Meteorologia Spaziale Nazionale, raccoglie dati che possono aiutarci a capire come le tempeste magnetiche possano influenzare gli Stati Uniti e non solo. Il monitoraggio costante del campo magnetico terrestre permette di valutare meglio l’impatto di questi fenomeni sulla superficie terrestre. Per fare questo, il programma mantiene 14 osservatori in giro per gli Stati Uniti, che forniscono misurazioni al suolo dei cambiamenti nel campo magnetico. Queste misure vengono utilizzate dal Centro spaziale NOAA Weather Prediction e dalla US Air Force Weather Agency per monitorare l’intensità della tempesta magnetica generata dall’attività solare. Oltre a fornire i dati ai propri clienti, l’USGS produce modelli del campo magnetico della Terra che vengono utilizzati in una serie di applicazioni, tra cui i ricevitori GPS, militari, sistemi civili di navigazione e nella ricerca per gli studi sugli effetti delle tempeste geomagnetiche sulla ionosfera (guscio di elettroni, di atomi e di molecole elettricamente cariche che circondano la Terra), sull’atmosfera e sull’ambiente spaziale più vicino.