
Un team di scienziati dell’università dell’Alabama sta lavorando con l’agenzia spaziale giapponese per sviluppare nuove regole per proteggere i veicoli spaziali dai fulmini. I dati provenienti dagli strumenti che vengono installati a bordo di un piccolo jet, aiuteranno l’Agenzia di Esplorazione aerospaziale giapponese (JAXA), ad elaborare linee guida che possano essere utilizzate per determinare quali nubi rappresentino la minaccia di innesco di un fulmine che potrebbe danneggiare o distruggere un veicolo di lancio. Un problema, secondo Hugh Christian, è che quando i giapponesi applicano le stesse norme della NASA per la sicurezza di lancio in determinate condizioni climatiche, trovano quelle regole molto restrittive in relazione al loro clima. Per esempio, la NASA ha quella che viene chiamata “la regola della nuvola spessa”. “Fondamentalmente, ogni nuvola sopra il livello del mare che è spessa 4.000 o più metri, non permette un lancio. Ebbene, questo tipo di nubi a sviluppo verticale sono molto comuni durante la stagione invernale del Giappone, ed è molto probabile che nella maggior parte dei casi quelle nuvole siano solo debolmente elettrificate, e non costituiscano una minaccia per la sicurezza di un lancio. Christian e la squadra UAHuntsville sono stati coinvolti in campagne di ricerca simili dal 1990, e hanno contribuito a sviluppare protocolli di sicurezza per la NASA in relazione ai fulmini. Quindi, come dicevamo, le regole dell’agenzia spaziale americana possono risultare troppo restrittive per il paese del Sol Levante. Un problema non di poco conto se pensiamo che ogni giorno di ritardo può costare sino a un milione di dollari. Quindi, si vuole essere sicuri che il rinvio debba essere assolutamente fondato. I sei strumenti installati sono mulini di campo elettrico che misurano il campo statico elettrico dell’atmosfera. Volando nelle nubi, saranno in grado di dare un valore conseguente al rischio fulmini. Essi sperano di unire i dati con le informazioni da un radar meteo posto nelle vicinanze, e di sviluppare una serie di modelli standard per valutare le minacce di un fulmine alla base delle nubi e la riflettività radar. I tre mesi del progetto sono sostenuti da un contratto di ricerca di 250 mila dollari da JAXA.


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