Oltre alle piogge monsoniche, con accumuli pluviometrici superiori ai 200-250 mm lungo i versanti orientali dei Peloritani e dell‘Etna, ai 300mm del catanese e ai quasi 400mm in calabria, l’ondata di maltempo che ha cagionato danni e disagi tra Sicilia e Calabria è stata caratterizzata anche dai fortissimi venti orientali che in molte zone hanno soffiato con raffiche di picco superiori ai 90-100 km/h. I forti venti da E-SE, in risalita dal basso Ionio e dal mar Libico, si erano notevolmente intensificati già dalla tarda serata di martedi 21, con l’ulteriore approfondimento dell’ampia circolazione depressionaria, di matrice afro-mediterranea, ben strutturata a tutte le quote, con un solido CUT-OFF (circolazione ciclonica chiusa in quota) alla quota di 500 hpa (circa 5300 metri), che dal nord della Tunisia si è lentamente spostato verso la parte più alta del Canale di Sicilia, avvicinandosi al minimo barico al suolo, stimato sui 1000-1001 hpa, che si andava a scavare nel tratto di mare a sud dell’isola di Pantelleria. La struttura ciclonica, di matrice afro/mediterranea, è stata tenuta in vita da infiltrazioni di aria fredda che dalla regione balcanica si sono dirette verso il medio-basso Tirreno, con forti venti di Grecale e Levante (da E-NE), mentre dall’entroterra desertico libico continuano a risalire correnti d’aria più miti, d’estrazione sub-tropicale continentale, che si sono notevolmente umidificate durante il passaggio sopra lo Ionio, pilotando verso le coste di Sicilia e Calabria intensi addensamenti nuvolosi che danno luogo a piogge battenti e rovesci, localmente esaltati dall’azione orografica. L’interazione fra le differenti masse d’aria ha alimentato e approfondito la circolazione ciclonica lungo il Canale di Sicilia. Nella nottata, tra martedi 21 e mercoledi 22 Febbraio, con la risalita dell’area depressionaria sull’alto Canale di Sicilia, che ha chiuso le ultime isobare (quelle più strette) proprio sulla Sicilia, le forti burrasche da E-SE, attivate sullo Ionio, si sono poi rapidamente estese alle coste del siracusano e del catanese per propagarsi al messinese ionico, con venti davvero impetuosi che si sono disposti da Est ed E-NE lungo la costa catanese, mentre nel messinese ha prevalso la componente da E-SE, con raffiche di oltre i 70-80 km/h che hanno reso la pioggia orizzontale, provocando una drastica riduzione della visibilità orizzontale.
Il progressivo infittimento delle isobare, tra la Sicilia e il basso Tirreno, ha determinato un progressivo rinforzo della ventilazione orientale che ha spazzato tutte le coste della Sicilia orientale, con raffiche che hanno superato pure gli 80-90 km/h, rendendo ancora più avverse le condizioni atmosferiche e creando molti danni, per alberi sradicati, cartelloni stradali divelti e insegne pubblicitarie riverse sulle strade. Solo a Catania, le forti raffiche da Est e E-NE, avrebbero sradicato quasi 200 alberi. All’aeroporto di Fontarossa il forte vento da Est e E-NE ha soffiato impetuosamente fino alla mattinata di mercoledi 22 Febbraio, con raffiche di oltre gli 80 km/h e un picco massimo di ben 94 km/h, da E-NE, registrato intorno le 07:20 AM. Venti molto forti dai quadranti orientali hanno sferzato pure la zona dell’acese, sradicando decine di alberi e insegne pubblicitarie. Il danno più grosso si è verificato proprio ad Acireale, con un tetto di oltre 100 metri letteralmente divelto dalle potenti raffiche da Est e sbattuto sul palazzo di fronte e di seguito in strada, schiacciando sei auto parcheggiate. Fortunatamente non vi erano persone per strada in quel momento. Anche sul messinese ionico i venti di Levante e Scirocco l’hanno fatta da padrone, accompagnando le intense mareggiate che si sono abbattute su tutto il litorale.
Stavolta l’area dello stretto di Messina è stata risparmiata dalle burrasche di vento, grazie alla protezione offerta dall’Aspromonte che ha fatto da barriera, mettendo al riparo il braccio di mare tra Reggio e Messina dai fortissimi venti di Levante che hanno sferzato tutta la zona ionica e il basso Tirreno. Scavalcando l’Aspromonte e i rilievi delle Serre i forti venti di Scirocco e di Levante, nel corso della nottata tra martedi 21 e mercoledi 22, si sono versati, sotto potenti e turbolente raffiche di caduta ad oltre i 90-100 km/h, sul cosentino tirrenico, il vibonese e nel reggino tirrenico, per estendersi a tutto il basso Tirreno con forti venti da Est ed E-NE, che hanno sferzato tutto l’arcipelago eoliano, l’isola di Ustica e le esposte coste del palermitano. Al contempo, il fitto “gradiente barico” (differenza di pressione) che si è venuto a creare tra la Sicilia e le Alpi, dalla contrapposizione fra l’area depressionaria sui 1001 hpa attestata sull’alto Canale di Sicilia e il robusto promontorio anticiclonico, disteso lungo i paralleli sulla MittelEuropa, con massimi barici prossimi i 1030 hpa a nord della catena alpina, ha contributo a rendere i venti orientali ancora più furiosi, producendo delle vere e proprie bufere di Levante e Grecale che dalle coste della Calabria tirrenica si sono estese a tutto il basso Tirreno, piegando più da NE lungo le coste sud-orientali sarde e il settore più orientale del Canale di Sardegna.
Tra le Alpi e la Sicilia il divario barico è stato di poco inferiore ai 30 hpa, ciò spiega la notevole accelerazione dei forti venti orientali che si sono versati sul basso Tirreno, con furiose bufere da Est ed E-NE che hanno sferzato tutta la costa tirrenica calabrese, le isole Eolie e le coste del palermitano, con potentissime raffiche di oltre i 90-100 km/h, mentre in alcune zone del vibonese e del cosentino tirrenico l’effetto del vento di caduta lungo le vallate sottovento delle Serre e dei rilievi della Catena Costiera ha generato delle folate veramente impetuose, con picchi di oltre i 100-120 km/h. In alcune località si sarebbero registrate raffiche estreme fino a 120-130 km/h che hanno sradicato alberi e scoperchiato i tetti di qualche abitazione. Incredibile il dato della stazione di Bonifati che ancora una volta non smentisce le sue perfomance eoliche con le forti correnti da Est e Sud-est. Nella locale stazione, particolarmente esposta ai fortissimi venti di caduta dalla Catena Costiera, sarebbe stata misurata una raffica di picco di ben 142 km/h. Pensate che proprio nella giornata di mercoledi, a Bonifati, lungo il viadotto San Tommaso, un camion è stato ribaltato al centro del ponte dalle forti raffiche di vento. L’automezzo pesante è rimasto pericolosamente appoggiato al guardrail. Altri mezzi telonati sono rimasti bloccati nell’area di servizio di Bonifati e di Belvedere Marittimo.
Un altro camion si è ribaltato a Paola sempre per le forti raffiche discendenti dalle vallate della Catena Costiera. Bonifati è famosa per le furiose raffiche di caduta che si attivano ogni qual volta che dallo Ionio e dalla piana di Sibari si intrufolano intensi venti orientali che sono costretti a scavalcare lo spartiacque della Catena Costiera per rigettarsi verso le coste del cosentino tirrenico, con raffiche di caduta che diventano molto impetuose, specie se il “gradiente barico” è rivolto verso il Tirreno. I forti venti da Est ed E-NE hanno poi travolto le Eolie e la costa palermitana, dove all’aeroporto di Punta Raisi, particolarmente esposto alle burrasche provenienti dai quadranti orientali, si è registrata una raffica di picco, da E-NE, che ha lambito i 103.7 km/h alle 08:50 AM, dopo un’altra raffica over 101 km/h delle 05:50 AM. A Palermo, in piena città, invece le raffiche più forti hanno superato di poco gli 80-90 km/h, creando tanti disagi per cornicioni caduti e alberi e insegne stradali sradicate. Anche le coste sud-orientali della Sardegna, da Capo Bellavista a Capo Carbonara, sono state investite da furibonde bufere di Grecale, con picchi di oltre i 120 km/h segnalati dalla stazione di Capo Carbonara. L’intensa ventilazione orientale ha cominciato a perdere di forza e intensità solo dal pomeriggio di mercoledi 22, andando pian piano ad indebolirsi dalla serata.
Forti mareggiate hanno flagellato le coste ioniche siciliane, con onde alte fino a 5.0 metri
Il progressivo rinforzo della ventilazione orientale ha determinato un considerevole aumento del moto ondoso su tutto lo Ionio e sul basso Tirreno, con mari passati da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitati. Già dalla prima mattinata di mercoledi 22 le intense mareggiate, spinte dai forti venti da E-SE in azione sul mar Ionio, hanno flagellato tutti i litorali della Sicilia ionica, da Capo Passero fino all’imboccatura meridionale dello stretto di Messina, con l’avvento di spettacolari marosi biancheggianti di spuma che si sono infranti con grande impeto sulle coste. Le onde, alte anche più di 4.0-5.0 metri e molto ben formate, hanno creato pure dei disagi e molti danni a strutture balneari e abitazioni situate nei pressi della linea costiera. In qualche caso i possenti frangenti, prodotti dai forti venti di Levante e Scirocco, hanno invaso alcuni tratti della statale 114, spingendo sull’asfalto un ingente quantità di detriti, ghiaia e materiale sabbioso. Durante la forte mareggiate i “Run-Up” si sarebbero concentrati tra l’alta costa catanese e il messinese ionico, specie nel tratto compreso fra Riposto e Capo S.Alessio, dove si sono abbattute gigantesche ondate, alte più di 5.0 metri.
In mattinata, il moto ondoso si è incanalato anche lungo l’imboccatura meridionale dello stretto di Messina, con la propagazione di grandi onde lunghe da SE, alte più di 3.0 metri, che si sono abbattute su tutti i litorali a sud della città peloritana, costringendo alla chiusura del piccolo approdo di Tremestieri. I fortissimi venti da Est hanno reso agitato anche il basso Tirreno, favorendo la formazione di onde di “mare vivo” di 3.0-4.0 metri che si sono propagate fino alle coste sud-orientali sarde e al Canale di Sardegna. Le risacche da E-NE sono entrate in molti porti delle Eolie esposti a Levante, come lo scalo di Vulcano e quello liparoto di sottomonastero. In alcune frazioni di Lipari, come a Canneto, le ondate hanno invaso le strade e le abitazioni limitrofe. I dati delle boe della rete onda metrica nazionale, gestite dall’ISPRA, sono davvero eloquenti. Difatti, durante la prima mattinata di mercoledi 22, la boa di Catania, durante la forte burrasca da E-SE, ha registrato il passaggio di onde medie alte più di 5.9 metri, con una direzione media di propagazione da E-SE. Anche la boa di Palermo ha segnalato onde medie sostenute alte più di 4.7 metri, stavolta provenienti da E-NE, visto il particolare posizionamento del minimo barico sulla parte alta del Canale di Sicilia che ha richiamato forti burrasche da E-NE su tutto il basso Tirreno, con raffiche ad oltre i 90-100 km/h. Il moto ondoso tenderà ad attenuarsi solo dalla tarda mattinata, con l’attivazione di una sostenuta onda lunga di scaduta da Est e E-NE, tra le coste orientali di Sicilia e Calabria, che perderà vigore dal pomeriggio/sera su quasi tutti i bacini, con il graduale colmamento della circolazione depressionaria che si muoverà verso il basso Ionio e il mar Libico.



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