Reportage fotografico: un’escursione sulle nevi di Campo Felice, nel Parco Regionale del Velino-Sirente (AQ)

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    di Vittorio Malara – Ieri, sabato 18 febbraio, ho realizzato un’escursione da Prato Agabito al Passo del Morretano nel comune di Lucoli (AQ). Il sentiero si presta molto bene alle escursioni con le ciaspole o con gli sci da escursionismo. Non presenta particolari difficoltà ed è accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta a queste attività, proprio per questo è molto frequentato da chi predilige questo tipo di contatto con la natura.
    Il percorso completo parte da una quota di circa 1560 m. fino a raggiungere il valico del Morretano (1983 m.) e dura circa due ore (di buon passo) in andata e circa un’ora e mezza al ritorno. Il punto di partenza è raggiungibile con l’auto in soli dieci minuti dallo svincolo di Tornimparte della Roma-L’Aquila (A24), salendo verso gli impianti di Campo Felice e fermandosi subito prima del valico della Chiesola (1633 m.).
    Per i neofiti completare il percorso e raggiungere il valico (da cui si gode un’ottima vista delle vette circostanti), potrebbe risultare faticoso (anche tre ore e mezzo o quattro, solo in andata).
    Una volta giunti in cima si può ammirare tutta la valle del Puzzillo, delimitata dall’omonimo monte (2174 m.) e, di fronte, dalla dorsale Cimata di Pezza (che proviene dai campi da sci), mentre a sud la valle culmina nei pressi del Rifugio Sebastiani (2102 m.) e si chiude con
    l’anfiteatro del Costone (2271 m.). E’ proprio dal Rifugio Sebastiani – sepolto da 3-4 metri di neve in quasi tutti gli inverni, tanto che spesso ne affiora soltanto il tetto! – che si dipartono i sentieri più belli, pericolosi, e consigliati solo agli esperti, per l’avvicinamento da Nord alla vetta del Velino (2486 m.) e alle altre cime più suggestive del comprensorio (Monte Cafornia, Bicchero, Colle dell’Orso, Punta Trento e Punta Trieste, etc..)”
    Spero che la visione di queste immagini possa affascinare tanti e far comprendere quanto sia meravigliosa la natura – in una delle sue tante manifestazioni – e che è compito di tutti noi usarla ed usufruirne, sempre, rispettosi della sua originaria sostenibilità.
    Nel salutare tutti gli appassionati della montagna, lascio la mia mail a chi fosse interessato (vm4204@gmail.com), e dedico questo reportage ai miei cari amici e concittadini del CAI Aspromonte di Reggio, salutando anche tutte le sezioni Calabresi.