Grazie al resoconto di un nostro lettore, Pierluigi Cocco, possiamo fare il punto su com’è andata a Sulmona, nell’aquilano, quest’ondata eccezionale di gelo e neve: “non vi mando più aggiornamenti in tempo reale – ci ha scritto Pierluigi – da qualche giorno fa, allorquando nella mia Sulmona, sia pur di in presenza di un innevamento ancora eccezionale e temperature siberiane (martedì mattina -15, nella prima, vera notte di cielo sereno, al contrario, ad esempio, di Avezzano, L’Aquila e Tagliacozzo, dove le “serenate” si sono succedute negli ultimi 4-5 giorni), un certo odor di piattume meteo, si sta ricominciando ad assaporare. Certo è che la nevicata che ha interessato Sulmona in circa 30 ore di precipitazione ininterrotta, e che ha scaricato al suolo ben 110 cm. d’un sol fiato, non si ricordava dal lontano ed evocato 1956, quando però il manto nevoso, rimpinguato, a più riprese, per più di 20 giorni, nella sola Sulmona ha superato i due metri e mezzo. L’unico mio rammarico, pur nella gioia e nella consapevolezza di aver vissuto un evento storico ma breve, è che i due impulsi successivi, che nel mediterraneo hanno scavato ben due profonde depressioni, la prima sullo Jonio e l’altra nel Tirreno, sono state per la Valle Peligna sterilità più assoluta, con soli 15-20 cm. in totale riversati al suolo, sebbene le previsioni fossero di almeno altre due copiosissime nevicate. Ma la mia convinzione è che ogni evento non sia mai la fotocopia degli altri (ad Urbino, ovviamente, non la pensano come me). Ciò che mi ha deluso maggiormente, è stata la LP posizionata sullo Jonio, che normalmente in quella posizione e con quella profondità, scarica su Sulmona non meno di 70-80 cm. (vedi gennaio 1993 e, ancor più, 1999). La mia tesi è che gran parte dell’energia di cui essa avrebbe dovuto disporre, sia stata consumata dalla precedente e storica depressione, carica di umidità e costantemente sollecitata dalle gelide correnti siberiane. Riepilogando: episodio storico dal punto di vista dell’accumulo di neve (non di freddo), ma pur sempre singolo episodio di breve durata (a conti fatti, circa 36 ore complessive). Grande rimpianto, come detto, per i due successivi step, che se avessero mantenuto le attese iniziali, avrebbero fatto per Sulmona, senza dubbio, la storia assoluta, stavolta pienamente equiparabile al 1956. In ogni caso, sono pienamente soddisfatto della meraviglia a cui ho assistito. Non sò se chiedo troppo, ma prima della fine dell’inverno, mi piacerebbe assistere ad un episodio analogo (più di uno, parlo di questa portata, nella stessa stagione a Sulmona non l’ho mai visto, ed ho 40 anni): chissà! Mai porre limiti alla provvidenza“.
A corredo dell’articolo una foto della splendida Piazza Garibaldi di Sulmona nel momento della nevicata (mattina del 3 febbraio scorso).
Riepilogo e considerazioni sull’ondata di gelo e neve a Sulmona (Aq)


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