Il gelo continua a imperversare nei Balcani, dove le temperature registrano nuovi minimi. Il record si e’ avuto la notte scorsa in Serbia, dove a Karajukic Bunari, sull’altopiano di Peshter, il termometro ha segnato -32, nella cittadina di Sienica -28, a Novi Sad -25, all’aeroporto di Belgrado -24, mentre nella capitale la temperatura stamane era di -15. Cresce di giorno in giorno il numero delle vittime del freddo, che sono ora 13 in Serbia, una decina in Bosnia-Erzegovina, 4 in Croazia, due in Macedonia, una in Montenegro. In Serbia le autorita’ hanno lanciato un pressante appello alla popolazione a limitare e risparmiare il consumo di energia. E’ stata abolita l’illuminazione di edifici pubblici e cartelloni pubblicitari. Tutti i fiumi principali, a cominciare da Danubio e Sava, sono ghiacciati e la navigazione e’ stata vietata. Circa 70 mila serbi restano isolati in villaggi e localita’ tagliate fuori da neve e ghiaccio. Il presidente Boris Tadic, che ieri si era recato in alcune localita’ in difficolta’ nel sud del paese, ha visitato oggi le regioni dell’ovest. Per tutta la settimana le scuole restano chiuse. In Bosnia oltre 50 mila persone sono senza elettricita’ nella parte est di Mostar (sud), mentre neve e vento hanno divelto diverse linee di alta tensione presso le centrali idriche di Jablanica e Mostar. A Sarajevo la situazione migliora, ma resta critica.
Sempre più freddi sui Balcani: oggi -32°C in Serbia, e la gente continua a morire


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