Super nevicate tra Balcani e Carpazi con accumuli di oltre i 5 metri, città e villaggi isolati nelle aree montuose

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Gli effetti delle abbondanti nevicate che hanno colpito i Balcani, con intere case sommerse da muri di neve fresca

Oltre all’Italia le forti nevicate di questi giorni hanno duramente colpito anche i paesi dell’area balcanica e i Carpazi, dove nelle zone montuose si registrano accumuli davvero eccezionali, di vari metri di neve fresca. Negli ultimi giorni, soprattutto durante lo scorso fine settimana, delle vere e proprie tempeste di neve, con temperature che si sono mantenute sempre molto basse, fra i -10° e -20°, hanno interessano in particolare la Serbia, il Montenegro, la Croazia, la Bosnia e la Macedonia. Purtroppo, anche qui, a causa dell’eccessivo innevamento, si sono riscontrati gravissimi disagi e danni incalcolabili. In alcune aree della Serbia, del Montenegro e della Bosnia Erzegovina, il manto nevoso ha superato i 4-5 metri di spessore, seppellendo intere case e abitazioni nelle località rurali, dove abitano in prevalenza anziani e vecchi agricoltori. Decine di migliaia di persone sono ancora isolate in numerosi villaggi e piccoli paesi irraggiungibili per l’impraticabilità delle strade innevate e ghiacciate. I rifornimenti di generi alimentari e medicinali vengono inviati con gli elicotteri. Sempre per causa delle forti nevicate il rischio slavine su tutta l’area montuosa dei Balcani è al massimo grado. Già sono state segnalate decine di valanghe, alcune anche di grande estensione, in alcune regioni montagnose della Serbia, del Montenegro e della Bosnia Erzegovina.

In Montenegro un autobus di linea con a bordo una cinquantina di persone è rimasto bloccato per giorni presso Kolasin, a causa di una slavina caduta sulla strada. In Serbia le autorità di Belgrado continuano a lanciare appelli al risparmio energetico a causa di continui picchi nei consumi che provocano improvvisi blackout nell’erogazione di elettricità. In Croazia la neve è caduta sino alle coste, imbiancando, con accumuli di oltre i 10-20 cm, città litoranee, come Spalato, mentre i fiocchi si sono visti pure a Dubrovnik (l’ex Ragusa d’Italia), dove hanno soffiato forti venti da N-NE. Completamente paralizzato per centinaia di chilometri il traffico fluviale sul Danubio, ghiacciato su buona parte del suo corso in Austria, Croazia, Serbia, Ungheria, Romania e Bulgaria. L’intenso innevamento dei Balcani e della pianura danubiana è ben visibile pure dalle immagini satellitari odierne che mostrano una immensa distesa bianca che dalle coste del mar Nero occidentale si estende fino alla Croazia, la Bosnia Erzegovina, l’Albania e la Macedonia. Immagini davvero stupefacenti che non si vedevano da parecchio tempo. Il Danubio, secondo fiume più lungo d’Europa dopo il Volga, è una delle principali vie navigabili commerciali del vecchio continente insieme al Reno e all’Elba.

Molti villaggi, nelle zone montuose di Serbia, Bosnia e Montenegro, sono tuttora isolati

Non va meglio neppure sui Carpazi, soprattutto fra Romania e Bulgaria, che per giorni sono state sferzate da intense nevicate che hanno scaricato metrate di neve nelle zone montuose che hanno sommerso villaggi, paesi, boschi e campagne. Le più colpite sono le regioni montuose più occidentali dove, secondo le autorità locali, si registrano accumuli nivometrici che superano i 3-4 metri, dopo giorni e giorni di forti bufere, accompagnate da valori termici scesi sotto i -20°. Molte strade sono ancora impraticabili, soprattutto nelle aree più interne della Romania e Bulgaria, mentre in alcune città, interamente sommerse dal manto bianco, si attende l’arrivo dei soccorsi che avranno il compito di liberare le strade e di salvare le decine di anziani e agricoltori rimasti isolati nelle loro abitazioni di campagna. Anche nelle grandi città, come Sofia e Bucarest, rispettivamente capitali della Bulgaria e Romania, non mancano i disagi per le strade ghiacciate e innevate, dopo le grandi tormente dello scorso martedì 7 Febbraio, che paralizzarono tutta la regione carpatica e le coste occidentali del mar Nero, con forti nevicate e fortissimi venti da NE e E-NE, che raggiunsero anche i 90-100 km/h (a Bucarest nevico con raffiche di vento fino a 83 km/h).

Gran parte degli eventi nevosi sono stati favoriti dalle ciclogenesi che si sono sviluppate sui mari attorno all’Italia, specie sul Tirreno, in questi ultimi giorni. Difatti, le aree depressionarie che si formavano lungo il Tirreno e l’Italia centrale, hanno attivato degli intensi richiami miti che dall’entroterra libico si muovevano in direzione della Grecia e del mar Egeo, risalendo i Balcani con scorrimenti di masse d’aria più tiepide e umide, in quota (a 500 hpa), che scorrevano sopra l’aria gelida e pesante presente nei bassi strati. Lo scorrimento dell’aria mite sopra il cuscino freddo nei bassi strati ha favorito lo sviluppo di una estesa nuvolosità che ha dato luogo a fitte e persistenti nevicate su buona parte dei Balcani, con abbondanti depositi fin dalla pianura. Per fortuna la situazione è destinata lentamente a migliorare, anche se fino a domani permarranno residue nevicate sparse, specie fra Romania, Bulgaria, Moldavia e Ucraina occidentale. Nonostante il progressivo miglioramento il clima continuerà a presentarsi alquanto rigido per buona parte della prossima settimana, grazie al cosiddetto “effetto Albedo” (dato i suoli completamente innevati), con valori localmente sotto -15° -20°.

Ecco come si presentano i centri abitati vicino Belgrado, sotto una immensa distesa bianca