A Cosenza nasce ‘Star’, la macchina a raggi X

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Al via la realizzazione di Star, la macchina a raggi X, che nascera’ negli spazi dell’universita’ della Calabria a Cosenza. ”I quattro enti di ricerca coinvolti, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Societa’ Sincrotrone di Trieste, Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze fisiche della Materia (Cnism) e universita’ della Calabria stanno sottoscrivendo un accodo quadro per realizzare il progetto”, ha spiegato Ezio Puppin, presidente del Cnism responsabile della realizzazione della macchina. L’universita’ della Calabria e’ invece responsabile della realizzazione delle opere di impiantistica e di edilizia. Il progetto, ha proseguito Puppin, ”ha ricevuto 15,7 milioni di euro dal ministero per l’Istruzione, l’Universita’ e la Ricerca e la macchina dovrebbe essere pronta per il 2014”. Star sara’ ”la prima macchina al mondo del genere – ha rilevato – e racchiude in un unico strumento le capacita’ dei grandi acceleratori di particelle, come i sincrotroni e la compattezza dei classici strumenti per le radiografie a raggi X”, ma con la differenza che il costo degli acceleratori e’ dell’ordine di miliardi di euro e una macchina come Star dell’ordine di qualche milione di euro. Come quelli prodotti dai sincrotroni, anche i raggi X che produrra’ Star saranno di un solo colore. Per il tipo di raggi X prodotti, la macchina, secondo Puppin, ”potrebbe portare a una rivoluzione nella diagnostica, alla quale servono raggi X monocolore. I sistemi attuali generano invece raggi X di varie lunghezze d’onda o di piu’ colori con la conseguenza che i pazienti vengono esposti a una quantita’ di raggi X maggiore del necessario”. Oltre ad essere uno strumento innovativo per la ricerca di base, Star promette di avere applicazioni nel settore medico diagnostico e potrebbe essere utile per sviluppare nuove competenze tecnologiche al fine di industrializzare la macchina e produrla in serie a costi piu’ contenuti. ”Il nostro proposito – ha concluso Puppine’ inoltre agganciare la macchina, una volta costruita, alle grandi facility di ricerca previste in Europa, di cui nessuna e’ in programma in Italia”.