Acqua: solo il 52% delle stazioni di monitoraggio è in buono stato

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Scarichi inquinanti civili e industriali, depuratori mal funzionanti, artificializzazione dei corsi d’acqua. Sono i principali problemi collegati alle risorse idriche italiane. Delle 549 stazioni di monitoraggio censite nell’annuario 2010 dell’Ispra, solo il 52% raggiunge o supera il ”buono stato” (e si tratta dei tratti montani dei corsi d’acqua), il 35% delle stazioni e’ appena sufficiente e quasi un quarto delle stazioni presenta uno stato scarso o addirittura pessimo. Una situazione che non si verifica solo nelle aree dove mancano fognature e depuratori, ma anche dove la rete e’ funzionante gia’ da anni. Lo sostiene Giulio Conte dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia sottolineando la necessita’ di intervenire nel settore idrico “non solo completando l’infrastruttura di base dove ancora manca, ma anche diffondendo approcci e tecniche innovativi: sanitari a basso consumo, sistemi per la raccolta della pioggia e il riuso delle acque grigie. E occorre ripensare la pianificazione territoriale e urbanistica – aggiunge – per ridurre l’artificializzazione e l’impermeabilizzazione dei suoli che fanno confluire nelle fogne le acque meteoriche che vanno a sovraccaricare inutilmente i depuratori”.