Allarme per la Lontra, in Italia è in via d’estinzione: ne sono rimasti solo 220-260 esemplari per colpa del degrado dei fiumi

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Degradazione degli ambienti fluviali, presenza invasiva dell’uomo e inquinamento mettono a rischio la presenza in Italia della lontra, mammifero che attualmente sopravvive nel nostro Paese, in circa 220-260 esemplari, solo in alcune zone del sud (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) e del centro-sud (Molise e Abruzzo). E’ quanto e’ emerso dall’incontro organizzato dal Corpo forestale dello Stato in occasione della ‘Giornata mondiale dell’acqua’, che ha avuto come protagonista proprio il simpatico mustelide, ‘mammifero chiave’ degli ecosistemi fluviali, la cui diffusione in Europa e’ concentrata soprattutto in Finlandia, Irlanda, Scozia, Portogallo, Grecia e in alcuni Paesi dell’Est. Da molti anni il Corpo forestale dello Stato contribuisce, in collaborazione con vari Enti ed Universita’, alla realizzazione di progetti volti al monitoraggio delle popolazioni e alla conservazione di esemplari in cattivita’. Tra gli obiettivi principali dell’attuale piano d’azione per la conservazione della lontra c’e’ l’aumento della popolazione italiana, cosi’ che la specie possa passare dalla categoria ‘In pericolo’ a quella ‘Vulnerabile’, ovvero a minor rischio. Il raggiungimento di tale obiettivo, sottolinea il Cfs, presuppone un impegno indirizzato a ridurre i principali fattori limitanti e di mortalita’. E una prima considerazione incoraggiante emerge dagli studi, a cui il Corpo forestale ha contribuito, che attestano un incremento numerico della lontra, che e’ passata dai circa 100-130 esemplari negli anni ’90 ai circa 220-260 esemplari, stimati ai giorni nostri.

Per scongiurare il rischio di estinzione di piccoli nuclei o popolazioni isolate ed assicurare un flusso genico costante sia all’interno delle popolazioni che tra popolazioni diverse, il piano d’azione per la conservazione del mammifero punta a garantire la connessione tra le diverse popolazioni, in particolare tra la sub-popolazione molisana e quella meridionale, e al mantenimento e/o recupero di una idoneita’ ambientale che possa assicurare la possibilita’ di spostamento sia all’interno di uno stesso bacino idrografico che tra bacini diversi. Inoltre, si cerca di favorire l’espansione dell’areale della specie, per garantire la persistenza della popolazione italiana e ristabilirne nel lungo termine l’areale storico. Presupposto indispensabile a cio’ e’ l’avvio di programmi di riqualificazione dell’habitat. In particolare, sottolinea il Corpo forestale, ”e’ necessario sia favorire l’espansione dell’attuale popolazione italiana verso nord in aree idonee del Lazio e dell’Abruzzo, che quella della popolazione austriaca in territorio italiano (Friuli, Veneto e Trentino Alto Adige)”. Nel convegno, al quale hanno preso parte tra gli altri il Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, e il presidente onorario del Wwf Italia, Fulco Pratesi, sono stati approfonditi alcuni aspetti legati alla salvaguardia degli ambienti fluviali dove vive la lontra e sono state illustrate le iniziative di educazione ambientale rivolte anche ai piu’ giovani. Al termine dei lavori e’ stato presentato il libro ‘Il fiume e la lontra’, con le illustrazioni dell’artista naturalistica Iole Eulalia Rosa del Gruppo ‘Ars et natura’ e i testi di Antonio Canu, che ha dedicato parte della sua vita alla difesa di questo animale. La storia di una giovane lontra raccontata dal fiume che la accoglie, una favola ecologica per bambini, ragazzi e adulti che si auspica possa trovare il suo lieto fine in una realta’ sempre migliore per la nostra regina dei fiumi.