”Come Provincia di Perugia chiediamo all’unanimita’ di intervenire con maggiori controlli sui pozzi pubblici e anche quelli privati visto che ci sono abitazioni non allacciate alla rete pubblica e che rischiano di non essere informate sui rischi che corrono. Di mettere in campo tutte le risorse per avere a disposizione eventuali impianti di potabilizzazione dell’acqua per continuare ad utilizzare pozzi fondamentali per Foligno, Perugia, Bevagna, Giano dell’Umbria e Montefalco”. Lo richiede, in un apposito odg il capogruppo del Psi alla Provincia di Perugia, Enrico Bastioli. La siccita’ che sta colpendo il territorio infatti, evidenzia una nota dell’ente, non riguarda l’andamento sempre piu’ scarso delle falde dell’Appennino umbro-marchigiano dove si concentrano i bacini di acqua potabile maggiori, ma sta coinvolgendo anche i pozzi della piana folignate e assisana che vengono regolarmente pompati per dare acqua alle famiglie. Con la mancanza di acqua si cerca di pescare sempre piu’ in profondita’, hanno spiegato i tecnici di Regione, Arpa, Provincia, Ato e Asl, e si va incontro ad uno strato di tetracloroetilene, sostanza tossica se supera i 10 microgrammi al litro, che si e’ sedimentato nel fondo a causa di scarichi industriali che risalgono ormai a 40 anni fa. Quindi nell’anno di massima siccita’, l’ultimo fu il 2007, si rischia di avere pozzi pubblici (5 in particolare sotto l’occhio del ciclone) non utilizzabili per via della concentrazione di sostanze tossiche.
Allarme siccità in provincia di Perugia


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