Alluvione di Cinque Terre e Lunigiana: dall’Ue 18 milioni

Pontremoli il 25 ottobre

La Commissione europea ha proposto oggi di erogare 18,06 milioni di euro del Fondo di solidarieta’ dell’Ue (Fsue) a favore dell’Italia in seguito alle gravi inondazioni che hanno colpito la Liguria e la Toscana nell’ottobre 2011. Il Fondo aiutera’ le autorita’ pubbliche a sostenere le spese rese necessarie dall’emergenza, soprattutto per ripristinare le infrastrutture primarie tra cui le forniture di acqua, gas ed elettricita’. Il Commissario per la politica regionale Johannes Hahn, responsabile del Fondo di solidarieta’, ha dichiarato: “Lo scorso gennaio in occasione della mia visita alle zone colpite ho potuto constatare da vicino la portata dei danni e l’importanza di un intervento dell’Ue. La nostra priorita’ e’ far si’ che i cittadini di queste regioni tornino il prima possibile alla loro vita normale e che le attivita’ economiche, come il turismo, si risollevino velocemente.” Il 25 ottobre 2011, a causa di condizioni meteorologiche estreme, un’enorme quantita’ di pioggia si e’ abbattuta in poche ore sull’Italia nord-occidentale causando la rottura degli argini di due fiumi principali, il Vara e il Magra, e la conseguente inondazione di varie citta’ limitrofe. Le province piu’ seriamente colpite sono state La Spezia in Liguria e Massa Carrara in Toscana. E’ stata colpita anche l’area delle “Cinque Terre”, sito Patrimonio dell’umanita’ Unesco nella riviera ligure. Nel dicembre 2011 le autorita’ italiane hanno presentato una richiesta di assistenza al Fsue. Sebbene l’importo dei danni diretti, superiore a 722 milioni di euro, fosse inferiore alla normale soglia d’intervento del Fondo di solidarieta’ dell’Ue (al momento 3,5 miliardi di euro per l’Italia), la commissione ha potuto mobilitare il Fondo grazie all’eccezione del regolamento del Fsue per le “catastrofi regionali straordinarie”.

Questa disposizione permette alla commissione di intervenire economicamente quando una regione viene colpita da una catastrofe straordinaria che coinvolge una parte rilevante della popolazione e che si ripercuote in modo grave e durevole sulle condizioni di vita dei cittadini e sulla stabilita’ economica della regione stessa. La domanda delle autorita’ italiane richiama l’attenzione sulla devastazione di infrastrutture essenziali, ad esempio nell’ambito dei trasporti, dell’acqua e dell’elettricita’, sull’impatto per le imprese e il turismo, nonche’ sulla distruzione di abitazioni private. Nella zona della Liguria colpita dal disastro vi sono stati 13 morti e oltre mille persone sono state obbligate ad abbandonare le loro case. In Toscana sono stati segnalati due morti e oltre 300 persone evacuate. Le conseguenze delle inondazioni sono state particolarmente gravi per 1 209 lavoratori impiegati in circa 846 imprese, per lo piu’ PMI a conduzione familiare, oltre i due terzi delle quali direttamente collegate al turismo che rappresenta una delle principali attivita’ economiche della zona. Si ipotizza che il ritorno definitivo alla normalita’ richiedera’ fino a un anno e forse di piu’.