Ambiente: nuovo agrumeto a villa Certosa, residenza Sarda di Berlusconi. Controlli della Forestale: tutto in regola?

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Silvio Berlusconi pianta un aranceto e si ritrova la Guardia forestale in casa. E’ accaduto, secondo quanto riferisce il sito internet del quotidiano La Nuova Sardegna, a villa Certosa, la residenza dell’ex premier in Costa Smeralda. “Lo sbancamento sulla collina di Punta Lada, con il decespugliamento integrale della macchia mediterranea evoluta – essenze rare come ginepri, l`euforbia arborea, le ginestre selvatiche e altre essenze cespugliose quali il cisto e l`aromatico rosmarino – non è sfuggita – scrive il quotidiano – agli attenti occhi degli agenti del corpo di vigilanza ambientale. Che ieri mattina, di buon`ora, hanno suonato ai cancelli di Villa Certosa, la residenza sarda del cavaliere Silvio Berlusconi, ed hanno effettuato un lungo e minuzioso sopralluogo nella parte alta dell`immenso compendio di proprietà dell`Idra Immobiliare“. Secondo il quotidiano “le ruspe prima e una decina di giardinieri dopo avrebbero dissodato e preparato quei terreni incolti, incuneati tra le rocce di granito, per l`impianto di un nuovo frutteto“, in particolare si tratterebbe di un aranceto ma collocato su un’area sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale per la quale mancherebbe il nulla osta. “Un peccatuccio veniale, quello commesso dai tecnici del premier i quali, una volta accertata l`eventuale irregolarità, potrebbero essere sanzionati con una pesante ammenda“, scrive ancora La Nuova Sardegna, “nel caso in cui la richiesta avanzata agli uffici regionali venga accolta. In caso contrario coloro che hanno azzerato i tempi di realizzazione – per la fretta di profumare con ulteriori essenze naturali il vasto giardino del Cavaliere – potrebbe rispondere di violazioni alla normativa ambientale. Un reato punito penalmente“.

Nessun blitz a Villa Certosa della Forestale, bensì una visita concordata per verificare alcuni lavori di manutenzione e sistemazione del parco“. Lo ha precisato in una nota l’avvocato Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio, aggiungendo che “tutti i lavori, per altro assai modesti, sono stati regolarmente e previamente assentiti dalle autorità competenti e non vi è quindi alcuna problematica se non un controllo di normale routine“.