Anticiclone europeo sempre più potente relega il flusso perturbato sul nord Atlantico, profondo ciclone extratropicale in formazione a nord delle Azzorre

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Situazione sinottica in Europa, si nota l'ampio anticiclone in rinforzo sulla Mitteleuropa

Con lo spostamento verso la Mitteleuropa del baricentro del robusto promontorio anticiclonico che da settimane governa l’andamento meteo/climatico su gran parte del vecchio continente, iniziano a presentarsi i primi importanti cambiamenti. L’arretramento verso levante della grande struttura anticiclonica, con massimi barici di oltre i 1032-1034 hpa centrati sull’Europa centrale, ha spinto l’umido flusso oceanico fino ai settori più occidentali del continente. Difatti, una ondulazione ciclonica, di origine nord Atlantica, è riuscita ad affondare le proprie radici sulla Spagna, favorendo l’isolamento di una goccia fredda in quota, con isoterme di -30° a 500 hpa, sopra la penisola Iberica, dove è in corso una marcata destabilizzazione delle condizioni atmosferiche, dopo il lunghissimo periodo siccitoso che ha messo in ginocchio l’agricoltura in molte regioni di Portogallo e Spagna. L’area ciclonica in quota, che si è collocata con il proprio perno tra la regioni autonoma di Murcia e il nord-est dell’Andalucia, ha portato la prima vera ondata di maltempo della stagione su buona parte della Spagna orientale, dove nella giornata di ieri si sono verificate delle piogge e dei rovesci che sono risultati davvero persistenti, favorendo precipitazioni davvero abbondanti lungo le coste della comunità di Valencia e di Murcia.

Il particolare posizionamento del minimo in quota ha pilotato verso le coste mediterranee iberiche umidi e sostenuti venti orientali, di Levante (Llevante in catalano), generalmente da Est, che hanno addensato una fitta nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico) lungo le coste del golfo di Valencia e sulla regione di Murcia, dove si sono registrate le precipitazioni più abbondanti, localmente superiori ai 100-120 mm in meno di 24 ore. Di solito queste situazioni sinottiche possono originare forti ondate di maltempo in buona parte della Spagna orientale, dalla Catalogna al murciano, con piogge molto forti (esaltate dallo “stau“ indotto dall‘orografia locale), che possono provocare allagamenti e inondazioni, venti piuttosto intensi (dal mare) e mareggiate, con onde alte più di 3.0-4.0 metri. Stavolta le piogge più copiose hanno flagellato la costa Blanca, in particolare l’area attorno la città di Alicante, con oltre 130 mm d’acqua accumulati a Torreveja e quasi 100 mm a Rojales.

Allagamenti a Torreveja, nella provincia di Alicante

Le fitte piogge, che hanno interrotto il lungo periodo di siccità che da mesi teneva sotto scacco questo angolo della Spagna orientale, hanno anche creato qualche disagio, con locali allagamenti a Torreveja e nella zona di Rojales, entrambe nella provincia di Alicante. Se sulle coste è tornata la pioggia, sulle cime più alte di Murcia, in particolare nella catena montuosa del Sistema Betico, la neve ha fatto la sua comparsa oltre i 1000-1200 metri di quota, imbiancando le aree montuose che per tutto l’inverno erano rimaste completamente spoglie. In alcune zone gli accumuli supererebbero i 20-30 cm già a 1000 metri. Nei prossimi giorni questo nuovo trend meteo/climatico dovrebbe ancora continuare. Il “Jet Stream” che esce dal nord degli USA e dal Canada orientale comincia a seguire grandi ondulazioni in sede nord Atlantica, trovandosi la strada verso l’Europa sbarrata dal robusto promontorio anticiclonico di blocco che nel frattempo arretra verso il cuore del vecchio continente, relegando gli umidi impulsi perturbati oceanici sul comparto occidentale europeo.

La neve sui rilievi interni della Murcia

Questo particolare assetto configurativo spodesterà l’alta pressione delle Azzorre (l’alta pressione dinamica oceanica) dai sui territori di origine, costringendola a rintanarsi verso l’Europa centrale e il bacino del mar Mediterraneo, dove dominerà un solido “Centro d’Azione” che continuerà a regnare incontrastato fino al prossimo weekend. Nel frattempo, lo spostamento verso levante del baricentro dell’anticiclone dinamico oceanico, lascerà in eredità una estesa “lacuna barica” sull’Atlantico centro-settentrionale che verrà prontamente colmata dall’affondo di una grande saccatura oceanica che verrà propagata da un profondo ciclone extratropicale posizionato poco a sud delle coste meridionali della Groenlandia. La propagazione di tale saccatura, nel tratto di oceano ad ovest delle isole Azzorre, nel corso della prossima nottata e della prima mattinata di domani, dovrebbe agevolare la formazione di una profonda area ciclonica extratropicale, ben strutturata a tutte le quote, che verrà alimentata anche dall’interazione tra un ramo del getto polare, che dall’artico canadese scivola sopra l‘Atlantico settentrionale, e la “corrente a getto sub-tropicale”.

Il profondo vortice ciclonico che si formerà a nord delle Azzorre

Ciò dovrebbe generare una intensa avvezione di vorticità positiva che darà origine alla profonda ciclogenesi atlantica che si sposterà poco a nord dell’arcipelago delle Azzorre, con un minimo barico al suolo pronto a scivolare al di sotto dei 970-968 hpa. L’area ciclonica, particolarmente profonda, verrà preceduta da potenti burrasche, con forti venti da SO e S-SO che risaliranno l’Atlantico centro-orientale fino al tratto di oceano a sud dell‘Islanda. I risentimento di questa area ciclonica, in seno alla circolazione atmosferica, si estenderanno fino alle coste dell’Africa occidentale, fra Marocco, nord del Mali e della Mauritania e l’ovest dell’Algeria, dove la ventilazione, invece di disporsi da E-NE O da NE, si orienterà più da E-SE e SE, con l’attivazione di raffiche di caduta, con conseguente effetto favonico, lungo le coste atlantiche marocchine, fino a Casablanca e Rabat. Ma venti molto forti sferzeranno pure l’arcipelago delle Azzorre, con raffiche ad oltre i 90 km/h e piogge insistenti, rese quasi orizzontali, nella prima mattinata di domani, mentre l’oceano si presenterà da molto agitato a grosso, con onde alte più di 6 metri.

Venti molto forti e piogge colpiranno l'arcipelago delle Azzorre

Dalla tarda mattinata al pomeriggio i venti, sempre intensi, continueranno ad investire l’arcipelago portoghese ruotando più da O-SO e Ovest, subito dopo il transito del fronte freddo che sarà accompagnato pure da piogge e rovesci. Al profondo vortice depressionario sarà associato un intenso sistema frontale che si muoverà molto lentamente verso est, a causa della forte resistenza offerta dall’imponente anticiclone dinamico europeo che riuscirà a respingere ogni singolo attacco perturbato proveniente da ovest. Di conseguenza la profonda circolazione depressionaria oceanica resterà relegata in pieno oceano, venendo cosi obbligata a deviare verso nord, muovendosi cosi in direzione delle coste meridionali groenlandesi e di Terranova, dove andrà nuovamente ad approfondirsi. Tra la notte di venerdi e la giornata di sabato la vasta area ciclonica si muoverà più verso nord-ovest, avvicinandosi sempre più alle coste meridionali della Groenlandia e di Terranova, richiamando intensi venti meridionali su quasi tutto l’Atlantico settentrionale orientale, mentre venti molto forti da NE, con punte di ben oltre i 100 km/h, sferzeranno le coste più meridionali della Groenlandia, il mar del Labrador e le coste di Terranova. Sull’isola della Nuova Scozia e lungo le coste del New England, nel nord-est degli Stati Uniti, la sostenuta ventilazione richiamata dalla profonda area ciclonica si disporrà più da NO e O-NO.