Bufere di vento sull’Istmo di Tehuantepec, nel Messico meridionale; irrompe il temuto “Tehuano”

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L’Istmo di Tehuantepec, nel Messico meridionale

Il “Tehuano” è un freddo e impetuoso vento da nord-nord/est che spazza periodicamente l’area in prossimità dell’Istmo di Tehuantepec, nel Messico meridionale. L’Istmo si estende dalla baia di Campeche, a nord, fino al golfo di Tehuantepec, a sud. Misura 200 chilometri nel punto minimo tra golfo e golfo, o 192 km se si prende in considerazione la Laguna Superior sulla costa del Pacifico. Proprio la particolare peculiarità orografica di questa area e la ristrettezza dell’Istmo permette ai venti Alisei, provenienti dal golfo del Messico e dal versante caraibico, di incanalarsi uscendo a ventaglio fino alla costa pacifica, sotto forma di intense correnti da N-NE, talora forti e impetuose. Infatti il “Tehuano” normalmente quando soffia è molto più forte e burrascoso degli Alisei di NE che spirano frequentemente sulla regione del Messico meridionale. Spesso le raffiche che escono a gran velocità dalla parte finale dell’Istmo di Tehuantepec, dopo essersi incanalate, possono raggiungere punte superiori ai 60-70 km/h. Gli eventi di “Tehuano” si verificano quando una tesa ventilazione nord-orientale dalla baia di Campeche, sul golfo del Messico, si incanala poi all’interno dell’Istmo di Tehuantepec, tra i rilievi della Sierra Madre meridionale, per uscire di gran carriera sul golfo di Tehuantepec, sul versante pacifico, aprendosi a ventaglio con forti raffiche da N-NE. In realtà la forza di questo vento che spazza il golfo di Tehuantepec non è originata dal semplice effetto di incanalamento delle masse d’aria che penetrano all’interno dell’omonimo Istmo.

Le forti e impetuose raffiche di “Tehuano” si attivano quando tra l’entroterra messicano e l’oceano Pacifico si contrappongono masse d’aria con notevoli differenze di temperature e densità. Sono proprio queste notevoli differenze, in densità e temperatura, che fanno del “Tehuano” uno dei venti più potenti e temuti lungo le coste centro-americane affacciate sull’oceano Pacifico. I venti di “Tehuano” si alzano ogni qual volta che un flusso di aria secca e fredda scivola dal continente nord-americano verso l’entroterra messicano, con intense correnti dai quadranti settentrionali. L’aria fredda, di matrice continentale, che dagli USA scivola in direzione dell’altopiano centrale messicano determina un brusco raffreddamento, anche in piena area tropicale. Questa tipo di massa d’aria che si posa sopra l’altopiano messicano è molto più densa e pesante dell’aria calda e umida tropicale preesistente lungo le coste meridionali messicane e sull’oceano Pacifico. Le notevoli differenze di densità fra le opposte masse d’aria creano un forte gradiente barico (differenza di pressione) fra l’entroterra messicano e le coste pacifiche, tale “gradiente” induce ai venti nord-orientali di incanalarsi con forza all’interno dello stretto Istmo di Tehuantepec (un pò come avviene in Liguria con la Tramontana).

Ecco il soffio impetuoso del "Tehuano" che si apre a ventaglio sul golfo di Tehuantepec, con raffiche fino a 90 km/h (fonte NOAA)

Qui la corrente d’aria, una volta entrata sull’Istmo, tende ad acquistare ulteriore velocità per l’effetto dell’incanalando lungo il famoso Passo Chivela, tra la baia di Campeche e le coste del Pacifico. Questo fenomeno permette la veloce tracimazione dell’aria fredda, accumulata sugli altopiani interni del Messico centro-meridionale, verso il golfo di Tehuantepec, dove spesso questo vento può causare degli improvvisi cali termici, davvero rilevanti per una regione tropicale. La sensazione di freddo inoltre viene acuita anche dalle forti raffiche in uscita dall’Istmo di Tehuantepec che spesso riescono a toccare e superare la soglia dei 60-70 km/h, con picchi occasionalmente superiori sul golfo di Tehuantepec, dove di solito si raggiungono le massime velocità. Il vento burrascoso da nord-nord/est si avverte nel tratto di oceano, fino a 10-15 miglia a largo del golfo di Tehuantepec, una volta usciti dall’area di influenza il vento diviene meno intenso e le raffiche vanno a diminuire fino a rendersi quasi inesistenti in mare aperto. Questo vento è molto temuto dai pescatori del golfo di Tehuantepec e può rappresentare una grave minaccia per le piccole imbarcazioni a causa dell’attivazione di un insidioso moto ondoso di deriva che spinge i natanti verso il largo. Gli eventi più intensi di “Tehuano” sono molto più comuni nella stagione invernale, quando si fanno più frequenti le incursioni fredde dagli USA occidentali in direzione dell’altopiano messicano, determinando i notevoli contrasti barici fra l’altopiano e le coste affacciate sul Pacifico.

Un episodio di "Tehuano" evidenziato da un satellite della NASA

Oltre al “Teahuano”, scendendo più a sud, lungo la costa pacifica del Costa Rica e di Panama, si possono originare dei venti analoghi. Le stesse condizioni bariche che attivano il “Tehuano” sono la causa del “Papagayo”, il fresco vento che spira a largo delle coste del Costa Rica e Panama, con raffiche di forte intensità. Il “Papagayo” lo possiamo definire il fratello del “Tehuano”. Esso spira con sostenute raffiche da nord-est che tendono ad incanalarsi attraverso le vallate fra i rilievi dell’America centrale, acquistando ulteriore velocità e forza. Il punto preferito in cui si incanala il “Papagayo” è quello dove sorge il lago Nicaragua. Qui infatti la ventilazione da nord-est, che proveniente dal mar Caraibico, non incontrando particolari ostacoli orografici riesce a proseguire la sua corsa fino alle coste pacifiche del Costa Rica, con risentimenti anche sui confini panamensi. Tra oggi e domani, con il rinforzo dell’Aliseo di NE su tutto l’Atlantico tropicale e sul settore arabico, a ridosso della baia di Campeche, lungo l’Istmo di Tehuantepec tornerà ad attivarsi l’impetuoso vento di “Tehuano” che uscirà sul golfo di Tehuantepec, con forti raffiche da NE e N-NE, che raggiungeranno i 70-80 km/h, anche più nel tratto di mare antistante, dove ci saranno delle vere e proprie bufere che daranno parecchio fastidio alla navigazione. Più a sud invece, tra le coste pacifiche del Costa Rica e le confinanti rive panamensi, tornerà il “Papagayo” che soffierà a sud delle coste panamensi, avvertendosi distintamente sul Pacifico orientale, al di sotto dei 10’ 5’ di latitudine nord. I forti venti nord-orientali continueranno a investire le coste pacifiche del Messico meridionale, del Costa Rica e della parte nord di Panama, almeno fino alla giornata di mercoledi.

Anche GFS mette in risalto un intenso "Tehuano" lungo il golfo di Tehuantepec per i prossimi giorni