Clima, Coldiretti: “allarme caldo e siccità, nel 2012 sono triplicati gli incendi”

MeteoWeb
Un vasto incendio boschivo

Il caldo record scatena gli incendi che nei primi tre mesi del 2012 sono triplicati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e dimezza i raccolti in molte regioni per colpa di una straordinaria siccita’ primaverile provocata dal crollo delle precipitazioni che da settembre ad oggi in Italia sono state pari ad appena il 30% dei valori normali, con situazione drammatiche nel nord, nel centro Italia ed in Sardegna dove e’ stato chiesto lo stao di calamita’. E’ quanto emerge dalla prima mappa dell’Itala a secco tracciata dalla Coldiretti dalla quale si evidenzia che erano 15 anni che a marzo in Italia non si registravano temperature cosi’ alte con valori attuali che sono oltre 10 gradi superiori alla norma. Il manifestarsi della siccita’ gia’ a marzo, rileva Coldiretti, ”e’ un fatto del tutto straordinario che sta provocando pesanti effetti sul piano ambientale, economico e sociale in vaste aree del territorio nazionale. Nelle citta’ sono pronti i razionamenti e le autobotti sono gia’ intervenute per superare le specifiche emergenze mentre nelle campagne con i terreni induriti non si riesce a seminare e le colture in campo soffrono la mancanza di disponibilita’ di acqua per la crescita primaverile”. La carenza idrica e’ resa evidente dalla magra straordinaria della gran parte dei corsi d’acqua del centro Italia come l’Arno e del nord dove i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono circa 30 centimetri al di sotto del livello medio del periodo, secondo una analisi della Coldiretti. In Friuli Venezia Giulia gli invasi sono gia’ in grave sofferenza ed i Consorzi di bonifica della regione sono stati convocati dal Governo regionale per concordare le azioni da mettere in campo nel caso l’allarme siccita’ non rientri. E’ allarme anche in Veneto dove – si teme per il grano, il radicchio, l’orzo e le colture in campo che con il rialzo precoce delle temperature hanno bisogno d’acqua ma i canali di irrigazione sono vuoti. In sofferenza anche una coltivazione tipica del Veneto: l’asparago sia bianco che verde. E’ in via di emanazione un provvedimento che proclami lo stato di grave sofferenza idrica, con l’individuazione delle azioni da intraprendere nell’immediato.

Si attendono con ansia le precipitazioni che per portare sollievo dalla siccita’ – sottolinea la Coldiretti – devono ora avvenire in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiche’ i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento. Una situazione che – precisa la Coldiretti – aumenta il pericolo di frane e smottamenti in un Paese dove il territorio di sette comuni su dieci e’ a rischio. In Friuli Venezia Giulia gli invasi sono gia’ in grave sofferenza ed i Consorzi di bonifica della regione – informa la Coldiretti – sono stati convocati dal Governo regionale per concordare le azioni da mettere in campo nel caso l’allarme siccita’ non rientri. E’ allarme anche in Veneto dove – riferisce la Coldiretti – si teme per il grano, il radicchio, l’orzo e le colture in campo che con il rialzo precoce delle temperature hanno bisogno d’acqua ma i canali di irrigazione sono vuoti. In sofferenza anche una coltivazione tipica del Veneto: l’asparago sia bianco che verde. E’ in via di emanazione un provvedimento che proclami lo stato di grave sofferenza idrica, con l’individuazione delle azioni da intraprendere nell’immediato. In Alto Adige il marzo 2012 si attesta come quello piu’ caldo da 90 anni mentre in Trentino e’ stato chiesto di anticipare i prelievi di acqua per combattere la siccita’ determinata da un caldo sopra la media e la conseguente sofferenza patita dagli alberi da frutto, specie in Valle di Non.

In Liguria gli agricoltori del Ponente sono preoccupati, l’acqua scarseggia e le riserve idriche sono ai minimi. I floricoltori, rileva la Coldiretti, sono stati danneggiati dal clima dei mesi scorsi, dal caldo seguito alla coda di freddo invernale dei primi di febbraio. In questo momento le piante coltivate all’aperto come ranuncoli e anemoni, sono andate in fioritura troppo presto rispetto alle esigenze del mercato. In Toscana la siccita’ di questi giorni sta provocando seri danni soprattutto alla produzione di grano (tenero e duro) e ai cereali (mais e orzo in particolare) che stanno per entrare in una fase cruciale e la mancanza di acqua, in un momento delicato come questo puo’ mettere fortemente rischio la fioritura e la successiva maturazione dei cereali. In sostanza per la Toscana la siccita’ e le temperature decisamente fuori stagione avranno secondo la Coldiretti un drastico effetto sulla resa ad ettaro con un abbattimento del 50 per cento della produzione e potrebbe costare, in termini di produzione, oltre 2 milioni di quintali di grano per un valore tra 50 e 60 milioni di euro. Anche in Umbria e’ gia’ emergenza acqua dal momento che la portata delle sorgenti appenniniche che riforniscono gli acquedotti di Umbria Acque, in particolare della Scirca e di Nocera Umbra si e’ ridotta di circa il 50%, esattamente di quanto sono calate le piogge nell’ultimo anno. La situazione dei livelli delle falde ricorda quella del 2006, prima della crisi idrica del 2007. Infine la Sardegna ha addirittura chiesto lo stato di calamita per la siccita’ che sta colpendo la regione dove il problema e’ molto serio e colpisce seriamente le aziende agropastorali. Le scarse piogge, infatti, stanno costringendo gli allevatori ad acquistare i mangimi, con incrementi di costi difficilmente sostenibili e in piu’ le condizioni climatiche del momento non potranno assolutamente garantire il regolare sviluppo delle coltivazioni.