Com’era veramente l’uomo di Neanderthal?

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L’uomo di Neanderthal cosi’ come lo conosciamo oggi potrebbe presto cambiare il suo ‘look’: ai classici occhi azzurri o verdi incorniciati da capelli rossicci potrebbero aggiungersi presto capelli e occhi castani. A suggerirlo e’ un nuovo studio genetico in via di pubblicazione sulla rivista American Journal of Human Biology, ma che nel frattempo ha gia’ scatenato un acceso dibattito tra gli esperti. Al centro di questo nuovo e controverso studio ci sono tre donne di Neanderthal vissute in Croazia 38.000 anni fa, i cui resti erano gia’ stati studiati per completare la prima mappa del Dna dei Neanderthal, pubblicata nel 2010. I ricercatori brasiliani dell’universita’ federale del Rio Grande do Sul, coordinati da Tabita Hunemeier, hanno concentrato le loro analisi su 40 segmenti di Dna che contribuiscono a determinare la pigmentazione: poiche’ il colore di pelle, capelli e occhi e’ determinato dall’interazione tra piu’ geni, i ricercatori hanno pensato di valutare il loro impatto sommando gli effetti dei singoli geni. La donna di Neanderthal conosciuta come Vi33.26, per esempio, ha sette geni per gli occhi castani, uno per gli occhi ‘non castani’, tre per gli occhi azzurri e quattro per gli occhi ‘non azzurri’: facendo la semplice somma aritmetica, risulterebbero sei geni a favore degli occhi castani e un bilancio negativo per quelli azzurri. Secondo questo metodo, tutte e tre le donne di Neanderthal avrebbero avuto pelle scura e occhi castani, e solo una di loro avrebbe avuto i capelli rossicci. I risultati di questo studio hanno suscitato molte perplessita’ nel mondo scientifico. I dubbi piu’ forti riguardano il metodo, ovvero l’uso di questa semplice ‘conta’ dei geni: Carles Lalueza-Fox dell’Istituto di biologia evolutiva di Barcellona ricorda per esempio che i geni non hanno tutti lo stesso ‘peso’, e alcuni possono influire sulla pigmentazione piu’ di altri, quindi la semplice somma dei loro effetti puo’ non essere sufficiente. Al di la’ delle critiche, comunque, gli esperti concordano sul fatto che l’identikit dell’uomo di Neanderthal e’ destinato a cambiare molto presto. ”L’uomo di Neanderthal occupava un’area geografica molto ampia – commenta John Hawks dell’universita’ del Wisconsin – e’ quindi probabile che ci fosse una certa variabilita’ nella pigmentazione. Siamo solo agli inizi”.