Emergenza gelo e neve di febbraio: la prima stima dei danni per la provincia di Arezzo

E’ un conto salato, quello che emerge da una prima stima dei danni causati dagli eventi atmosferici che hanno interessato il territorio provinciale tra il 31 gennaio ed il 17 febbraio. Ammonta infatti a otto milioni e mezzo il conto totale, tra le spese sostenute nell’emergenza ed i danni quantificati sul territorio, inviato alla Regione Toscana dall’Amministrazione provinciale di Arezzo in vista dell’incontro convocato dal presidente Enrico Rossi in programma domani, martedi’ 13 marzo, al quale parteciperanno il presidente della Provincia Roberto Vasai ed il responsabile della protezione civile Nicola Visi. Le zone piu’ colpite sono quelle dei Comuni di Badia Tedalda e Sestino, dove il presidente Vasai, l’assessore all’agricoltura Andrea Cutini ed i tecnici della protezione civile si sono recati per un sopralluogo di valutazione della situazione. I danni maggiori alle strutture pubbliche si sono verificati proprio a Badia Tedalda, coinvolgendo la tensostruttura comunale individuata anche come punto di ricovero della popolazione in caso di evento sismico e la casa di riposo per anziani, insieme a una scuderia di cavalli.

Nel dettaglio, per gli interventi di emergenza i Comuni, le Unioni dei Comuni e la Provincia hanno sostenuto spese per 1.952.000 euro mentre la prima stima dei danni alle strutture pubbliche, comprese quelle dell’Enel, ammonta a 6.448.000 euro, 3 milioni dei quali nel solo Comune di Sestino dove sono state colpite anche attivita’ artigianali e industriali. In corso di valutazione, inoltre, i danni all’agricoltura, settore gia’ in difficolta’ per la crisi economica e che deve fare i conti con le criticita’ dovute all’eccessivo carico di neve ed alle forti gelate che hanno colpito i due comuni dell’alta Valtiberina. I tecnici della Provincia, di concerto con quelli dei comuni colpiti e delle organizzazioni professionali agricole stanno concludendo le valutazioni dei diffusi danni alle strutture agricole per la verifica dell’esistenza dei parametri di legge per l’attivazione della dichiarazione dello stato di calamita’ naturale in agricoltura. Da ricordare, infine, che durante l’emergenza, assieme ad uomini e mezzi messi a disposizione da Enti locali, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco ed anche dall’Esercito, intervenuto con due pale gommate del Genio Militare a Badia Tedalda e Sestino, sono stati mobilitati anche 250 volontari a supporto della popolazione.