Emergenza siccità al centro/nord: anche l’Emilia Romagna è in stato di allerta

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La situazione e’ sicuramente preoccupante, direi d’allerta“. Cosi’ l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna Tiberio Rabboni ha fatto il punto, con l’ADNKRONOS, sui livelli di siccita’ che stanno interessando tutto il territorio regionale. “Secondo i dati tecnici al 22 marzo, i prelievi di acqua per l’irrigazione risultano gia’ di un valore triplo rispetto alla media degli ultimi 5 anni” ha precisato l’assessore, spiegando che “il terreno e’ molto secco e il record di mancanza di piogge e’ a livelli centenari“. Di fatto si stanno prelevando 16 milioni di metri cubi d’acqua, rispetto ad una media di 5,6 milioni. Non solo. “Le fonti presentano portate piu’ basse rispetto alla media: – ha aggiunto Rabboniil Po ha una portata media inferiore del 50% rispetto alla media del periodo, i fiumi appeninici di occidente sono in scarsita’ e quelli romagnoli sono gia’ in magra, mentre la diga di Ridracoli e’ a 12 mln di metri cubi rispetto ad una portata di 33 milioni, vale a dire che e’ piena solo per un terzo della sua capacita‘”. Per far fronte all’emergenza, oltre alla cabina di regia insediata in Regione, “per il 5 aprile abbiamo convocato i Consorzi di bonifica e il Cer (Consorzio canale emiliano romagnolo) per attivare il Piano di gestione di emergenza, tramite i piani di conservazione dei singoli consorzi, in modo da gestire nel modo piu’ razionale possibile le risorse idriche che ci sono“.

Quanto alle richieste di Coldiretti dirette anche al Governo affinche’ rifinanzi il piano irriguo nazionale, Rabboni ha ricordato che “sono rivendicazioni che facciamo da anni, senza dimenticare che abbiamo gia’ depositato a Roma diversi progetti redatti insieme ai conzorzi“. Piu’ in generale, Rabboni ha elencato alcune pratiche per arginare il problema. Tra questi ci sono “l’irrigazione con bassi livelli di dispersione, l’alimentazione dei sistemi irrrigui aziendali di precisione, il risparmio idrico, l’uso plurimo della risorsa e l’accumulo piu’ significativo dell’acqua” nei periodi di non emergenza. Su questo punto e sul suggerimento di Coldiretti di usare le ex cave per raccogliere l’acqua, Rabboni ha ricordato che “alcuni progetti sono stati gia’ concordati con le Province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia e le ditte di escavatori per utilizzare le ex cave come laghetti irrigui“. Infine, ha concluso, “lo scorso mese abbiamo pubblicato un bando regionale da 11 mln di euro per la creazione di laghetti interaziendali“.