Energie rinnovabili in Calabria tra luci e ombre

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In Calabria, luci e ombre sull’energia pulita. Secondo il rapporto di Legambiente, in regione c’e’ una discreta produzione di energia da impianti idroelettrici (728,6 MW prodotti da 40 grandi impianti, con 2.113,5 GWh/a) e dal pur controverso grande eolico (934,7 MW). La Calabria resta invece al palo sul fronte del solare, con soli 235,1 Mw prodotti: un dato insufficiente rispetto ai risultati delle altre regioni meridionali. ”Un gap da colmare, anche in considerazione del fatto che potenzialmente il sole e’ per la regione una vera e propria fonte di ricchezza, gratuita e pulita”, sostengono gli ambientalisti. Tra le 13 province italiane che presentano le migliori esperienze, rientra anche Cosenza. Se invece si prendono in considerazio¬ne i consumi totali nelle province, ossia considerando anche quelli industriali e agricoli, sono otto le province in grado con le rinnovabili di coprirli completa¬mente. Al nono posto segue la provincia di Crotone. Un ragguardevole risultato raggiunto grazie alla produzione di 21,6 Mw da fotovoltaico, 243 Mw da mini eolico, 2.030 kWe di biogas e 85 Mw di energia da biomassa. Dal fotovoltaico ed eolico arrivano segnali positivi. Al 38esimo posto nella classifica del solare fotovoltaico su tetti si piazza il piccolo Comune di Candidoni, nella Piana di Gioia Tauro: 393,5 kW (1.003,9 kW/1.000 ab).

Un risultato che e’ frutto dell’impegno dell’agroazienda Fattoria della Piana, un’eccellenza tutta calabrese pluripremiata (e’ recentissimo il Premio ”Best Practices” per la produzione di biogas): i vecchi tetti in eternit dei capannoni dell’allevamento bovino sono stati sostituiti da pannelli fotovoltaici, con un duplice vantaggio. Sul fronte del grande eolico, da segnalare i Comuni di Maida (40 torri installate e 80 MW prodotti), di San Sostene (43 torri e 79,5 MW) e di Cortale (42 torri e 75,95 MW). Sempre nel Catanzarese, tra i 47 nuovi parchi eolici entrati in funzione nel 2011 c’e’ anche quello che interessa i Comuni di Gasperina, Vallefiorita e Palermiti con 97,5 MW prodotti. Sono 647 i comuni che hanno in¬stallato sul proprio territorio impianti a biomassa. Tra questi si distinguono distin¬guere 394 comuni con impianti che producono energia elettrica (653,7 MW installati). Con 40 MW prodotti, spicca Strongoli nel Crotonese, le cui centrali bruciano pero’ biomasse provenienti prevalentemente da altri continenti, annullando gli effetti positivi dell’utilizzo delle rinnovabili sul bilancio energetico e ambientale. Per funzionare al meglio, le biomasse devono invece svilupparsi in rapporto al territorio e alle risorse presenti. Un obiettivo da conseguire nell’immediato futuro. ”La prospettiva a cui guardare -ha dichiarato il presidente di Legambiente Calabria, Franco Falcone- e’ quella dell’autonomia energetica di edifici, quartieri e ambiti territoriali. I numeri e le esperienze presentate oggi dimostrano come gli obiettivi fissati dall’Unione europea per l’energia e il clima al 2020 siano assolutamente raggiungibili, ma anche come la green economy rappresenti la chiave piu’ efficace per uscire dalla crisi”.