Mentre quasi tutta la penisola faceva i conti con un’ondata di gelo eccezionale, con particolari disagi a causa della neve, il tarantino, escluse le aree più elevate delle murge, ha vissuto un’ondata di maltempo caratterizzata da piogge e temporali. Il dato pluviometrico finale del mese di Febbraio 2012, rappresenta uno dei più elevati della meteorologia moderna per il capoluogo tarantino, dal momento che sono caduti ben 179 mm di pioggia. Per trovare un valore più elevato bisogna andare indietro nel tempo di 16 anni, precisamente al Gennaio del 1996, quando caddero ben 194 mm. Dal punto di vista pluviometrico la città di Taranto vanta una media annua di circa 500-550 mm, non troppo elevata rispetto ad altre località italiane. Ma a periodi siccitosi, soprattutto riguardanti il semestre caldo, alterna possibili alluvioni lampo e nubifragi, dovuti a masse d’aria generalmente umide sciroccali, che di norma invadono il territorio durante la stagione autunnale. L’esposizione ai venti provenienti dai quadranti meridionali, determina infatti periodicamente giornate umide e piovose.

UNO SGUARDO NEL PASSATO – Ma qual è il dato più elevato da quando esistono rilevazioni meteorologiche? Secondo l’archivio a nostra disposizione, riferito al periodo 1921-2012, il mese più piovoso in assoluto risulta essere Novembre 1976, quando Taranto vide un accumulo finale di 245 mm di pioggia. Un dato realmente eccezionale, nemmeno avvicinato in altre circostanze, e che rappresenta l’unico mese con un valore superiore ai 200 mm. Per quanto riguarda il solo mese di Febbraio, non è un caso che l’unico ad aver fatto “meglio” (o peggio a seconda dei punti di vista), sia proprio il Febbraio del mitico 1956, anno ricordato per il grande gelo su gran parte d’Italia. In quel contesto caddero ben 184 mm di pioggia, misurati dal pluviometro dell’ufficio idrografico e mareografico. Estendendo la nostra ricerca al dato finale annuo, notiamo un piovosissimo 1976, quando l’accumulo si fermò a 965 mm, un dato quasi doppo rispetto alla media pluviometrica annuale. Notevole anche il 1996 con 858 mm.

ED IL FUTURO? – In giro si sente spesso parlare di estate calda o fredda, secca o piovosa, già a partire dall’inverno in atto. E viceversa. Diciamo da subito che sono le solite chiacchiere da bar, in quanto al momento la dinamicità dell’atmosfera non permette previsioni a così lunga scadenza. I modelli di previsione stagionale sono soltanto di tipo sperimentale, per cui è facilissimo incorrere in inesattezze. E se qualcuno dovesse indovinare? Beh, con un 50% di probabilità tutti potremmo avere la nostra notorietà, ma la validità scientifica della nostra previsione sarà praticamente nulla. Non è possibile quindi conoscere la tendenza esatta dei mesi che verranno, ma dovremo affidarci come sempre facciamo, alle previsioni deterministiche, riferite cioè ai pochi giorni (e non mesi) successivi. Certamente dopo un Gennaio poco sottomedia, ed un Febbraio eccezionalmente piovoso, potremmo attenderci un mese di Marzo caratterizzato da precipitazioni medie. Ma è solo una previsione data dal buonsenso e la natura ci ha da sempre insegnato che non sempre esistono periodi di compensazione immediati. La media pluviometrica del mese di Marzo dell’ultimo decennio, sfiora i 70 mm di precipitazioni.

I DANNI IN CITTA’ – Il mese appena trascorso ha fatto registrare anche dei danni in città. Tra i più notevoli citiamo quello dello scorso 11 Febbraio, quando un furgone venne inghiottito da una voragine apertasi al quartiere Tamburi, nel punto in cui si svolge il mercato settimanale. In quella circostanza abbiamo descritto l’accaduto attraverso le immagini inviateci tempestivamente dal corpo dei vigili del fuoco di Taranto. In occasione di simili incidenti, dove puntualmente viene sfiorata la tragedia, nascono le solite polemiche, in alcuni casi sicuramente ragionevoli, circa la manutenzione delle strade cittadine. Un precedente molto simile risale all’estate del 2006, quando il 4 del mese caddero quasi 100 mm di pioggia in poco più di 2 ore. Anche in quella circostanza una voragine inghiottì delle auto parcheggiate nei pressi della chiesa Madonna delle Grazie, e anche in quella circostanza non si ebbero feriti. Diverso è il discorso degli allagamenti, ormai sempre più numerosi soprattutto nel quartiere Salinella, che diventa una vera e propria Venezia del Sud anche con temporali non troppo intensi. Ma questa è un’altra storia.


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