I colpi di coda dell’inverno: quando freddo e neve fanno sul serio anche in primavera. E quest’anno?

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Vivremo anche quest’anno, come spesso capita, il classico colpo di coda dell’inverno quando la primavera è già iniziata, cioè ormai tra fine marzo e inizio aprile? E’ possibile e chi ha definito “colpi di coda” le ondate di freddo e neve delle ultime settimane al centro/sud, ha comunque sbagliato l’utilizzo dei termini in quanto non si trattava di colpi di coda ma di ondate di freddo e neve interne alla stagione, in piena regola climatica.
Ma cos’è un colpo di coda? E quali sono i più significativi della storia?
In gergo meteorologico, si parla di ’colpo di coda dell’inverno’ nel caso in cui, tra la seconda metà di marzo e la prima metà di aprile, quindi nella prima parte della primavera, l’inverno continua a farsi sentire con l’ultima irruzione fredda proveniente da nord.
E’, solitamente, quell’episodio che segna in modo brusco la fine della stagione invernale e l’inizio di quella primaverile.
E si tratta di un classico delle stagioni Euro-Mediterranee; difficilmente si vive il passaggio tra inverno e primavera senza un colpo di coda, che spesso è debole/moderato ma a volte può anche essere particolarmente significativo, portando condizioni meteorologiche che sarebbero di per sè eccezionali anche in pieno inverno.
Basti pensare al 2007, quando dopo un inverno tremendamente mite e secco su gran parte d’Italia e d’Europa, tra 20 e 22 marzo si scatenava in Italia il vortice polare con nevicate abbondantissime sull’Appennino e fin alle basse quote.
Un episodio eccezionale in tempi recenti è quello di 7, 8 e 9 aprile 2003, l’episodio più freddo dell’ultimo secolo in Italia nel mese di aprile (eppure parliamo di appena 7 anni fa).
In quei giorni il grande gelo interessò tutta l’Italia e in modo particolare le Regioni Adriatiche. Nevicò fin sulla costa Pugliese con addirittura 5cm di accumulo a Bari che raggiunse la temperatura straordinaria di -1,0°C. A Termoli, sulla costa Molisana, caddero addirittura 25cm di neve e tutto l’Appennino centro/meridionale fu sommerso, basti pensare ai 35cm caduti a Potenza, in Basilicata.
Un altro colpo di coda particolarmente signficativo è quello di 24 e 25 marzo 2002.
Continuando a sfogliare a ritroso la storia meteorologica dei più significativi colpi do coda, non possiamo dimenticare il 14 aprile 2001 quando nevicò in modo violento su gran parte del centro Italia, imbiancando Viterbo e con fiocchi fin alla periferia di Roma. Quel giorno caddero ben 10cm di neve sulle spiagge e nelle vie di Vasto, quasi 20cm a Campobasso e circa mezzo metro a Potenza.
Indimenticabili anche 14 e 15 aprile 1995 quando caddero quasi 40cm di neve bagnatissima sulle colline Laziali a causa di furiosi temporale di oltre 10 ore. Copiose nevicate interessarono anche L’Aquila.
Un altro episodio indimenticabile, stavolta soprattutto per il centro/nord Italia, è quello del 18 aprile 1991. Quel giorno nevicò con blizzard in gran parte della pianura Padana e a Bologna addirittura caddero 20cm di neve. Fu un episodio eccezionale anche per l’Appennino centrale e la Marsica, dove in quei giorni si registrarono gli accumuli nevosi più significativi degli ultimi decenni.
Abbiamo poi l’indimenticabile marzo 1987, uno dei mesi più freddi degli inverni degli ultimi 40 anni sui Balcani, intorno al mar Nero e al sud Italia. Più volte nel corso del mese di marzo nevicò in modo copioso fin sulle coste joniche di Puglia, Molise e Calabra, per non parlare della Grecia che fu letteralmente sommersa.
Un aprile eccezionale, ancor più indietro nel tempo, fu quello del 1973: il 15 a Firenze la temperatura scese fino a -1°C e il 21 nevicò copiosamente su gran parte del nord e fin alle porte di Roma. A Bologna l’accumulo nevoso superò i 10cm.
Eccezionale anche il freddo dell’aprile 1969, quando il 20 del mese a Venezia la colonnina di mercurio scese sottozero fino a -0,3°C.
Altra irruzione importante, quella del marzo 1962 con freddo e neve tra 16, 17 e 18 del mese specie al centro/nord.
Infine, ricordiamo gli storici -2,4°C di Milano l’8 aprile 1956.
Insomma, l’inverno può fare sul serio anche in piena primavera. E quest’anno, aprile, deve ancora iniziare…