Il profondo ciclone in risalita dalla Libia piloterà forti venti e intense mareggiate sulle coste ioniche siciliane, con onde alte fino a 6 metri

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Il radicamento sul bacino centrale del Mediterraneo della goccia fredda, scivolata nei giorni scorsi sulle regioni meridionali, e il contemporaneo affondo di una ampia saccatura, colma di aria fredda in quota, fino al cuore dell’entroterra desertico algerino, determinando una nuova marcata fase di maltempo che già dalle prossime ore andrà ad interessare le estreme regioni meridionali, in particolare la Sicilia orientale, con piogge, forti rovesci, ma soprattutto venti molto forti che produrranno forti mareggiate lungo le coste del siracusano e del catanese. Lungo il bordo occidentale di questa grande saccatura, che tiene sotto scacco il Mediterraneo centrale, stanno scivolando delle masse d’aria fredde che dal Regno Unito e dalla Francia, muovendosi verso sud sul margine orientale del robusto promontorio anticiclonico oceanico attestato con i propri massimi davanti la penisola Iberica, scavalcano la catena montuosa dell’Atlante per versarsi sopra l’entroterra desertico algerino, con sostenuti venti da Nord e N-NE che piloteranno l’isoterma di +0° a 850 hpa in pieno deserto. L’affondo dell’asse di saccatura fino al cuore del Sahara algerino avrà ripercussioni molto importanti che verranno acuite dallo scorrimento di uno dei rami principali del “Jet Stream”, che dall’Atlantico tropicale risale verso l’Africa nord-occidentale, investendo l’entroterra algerino e la Libia, prima di raggiungere il basso Mediterraneo per piegare verso ovest, in direzione dell’Asia minore e del Medio Oriente.

La goccia fredda in isolamento sul Sahara algerino

Difatti, l’aria fredda (isoterme di +0° a 850 hpa) che sfonderà nel cuore dell’Algeria orientale con sostenuti venti da N-NE, scendendo di latitudine in piena fascia sahariana, sotto i 25-24° di latitudine nord, incrociando l’immenso strato di aria calda e secca (sub-tropicale) che preesiste fra l’estremo sud dell’Algeria e il nord del Niger, dove compare l’isoterma di +20° +22° a 850 hpa, sarà costretta a ruotare e invorticarsi su se stessa, favorendo lo sviluppo di una circolazione depressionaria che andrà a prendere sviluppo, a tutte le quote, proprio lungo il confine fra l’Algeria orientale e l’ovest della Libia, non lontano dall‘Hamada (deserto roccioso) di Tinhert. Al contempo, l’affondo di masse d’aria fredde sull’entroterra algerino causerà, poco più ad est, sull’entroterra libico ed egiziano, un conseguente intenso richiamo di aria calda sub-tropicale che dal nord del Niger e del Ciad salirà verso la regione desertica del Fezzan, il deserto Libico e la Cirenaica, dove nel pomeriggio arriverà l’isoterma di +20° a 850 hpa, che si posizionerà poco a sud del golfo della Sirte, generando una brusca scaldata su tutto il territorio libico. La risalita dell’aria calda sub-tropicale sulla Libia e su buona parte del territorio egiziano sarà accompagnata da intensi venti da S-SE e SE che dai deserti interni spireranno verso le coste della Tripolitania e Cirenaica, generando pure delle estese tempeste di polvere che potranno raggiungere pure il basso Mediterraneo.

Il marcato contrasto termico che si verrà a determinare, fra le masse d’aria fredde che stanno scivolando nel cuore dell’entroterra desertico dell’Algeria orientale (isoterme sui +0° a 850 hpa), con l’aria calda sub-tropicale che dal Sahara risalirà verso le coste libiche ed egiziane (isoterme fino a +18° +20° a 850 hpa), agevolerà l’ulteriore approfondimento, fin dagli strati più bassi, della ciclogenesi in formazione lungo il confine libico-algerino. Nel corso del pomeriggio il vortice ciclonico si muoverà verso nord-est, spostandosi sulla Tripolitania, dove si andrà notevolmente ad approfondirsi, con un minimo barico al suolo pronto a scendere sui 1000 hpa che entro la serata si collocherà poco a sud di Tripoli. L’area ciclonica cosi formata sarà supportata in quota (a 500 hpa) da una grossa goccia fredda che si posizionerà fra la Tripolitania e la bassa Tunisia, apportando nubi e annesse piogge, localmente anche intense, fra la Tunisia meridionale, le regioni dell’Algeria orientale e in seguito pure sulla Tripolitania. Venendo agganciata dal “Jet Stream”, che dall’entroterra algerino sale verso la Libia e il basso Mediterraneo, la ciclogenesi nord-africana, stimata con un minimo di poco sotto i 1000 hpa, tenderà a muoversi verso nord-nord/est per portarsi fra il mar Libico e il basso Canale di Sicilia nella mattinata di domani, dispensando un marcato peggioramento delle condizioni atmosferiche su tutta la Sicilia orientale e la bassa Calabria ionica, a suon di piogge, rovesci e venti forti, in genere da E-NE e NE.

L'aria fredda affonda fino al Sahara algerino, mentre sulla Libia risale aria piuttosto calda

La graduale risalita verso nord della struttura vorticosa verrà però bloccata dall’estensione di un robusto cuneo anticiclonico, con massimi di oltre i 1036-1037 hpa, che dalla Francia si espanderanno a tutta l’Europa centrale e la regione alpina, inglobando pure le nostre regioni settentrionali sotto la più rassicurante isobara di 1030-1032 hpa. L’espansione dell’alta pressione delle Azzorre su tutta la MittelEuropa e le regioni centro-settentrionali, con valori over i 1030 hpa, inasprirà notevolmente il “gradiente barico” (forti differenze di pressione) su tutto il Mediterraneo centrale, con un netto infittimento delle isobare fra la Sicilia, lo Ionio e le coste libiche e tunisine. Tra le Alpi e la Sicilia si verranno a creare differenze bariche di oltre i 35 hpa, davvero notevoli. L’intenso “gradiente barico” che si verrà a sviluppare, già dalla serata e dalla nottata successiva, andrà ad attivare forti e burrascosi venti dai quadranti orientali che da Creta e dal tratto di mare antistante le coste egiziane e della Cirenaica spireranno con grande intensità in direzione del basso Ionio, del Canale di Sicilia e delle coste tunisine, con raffiche pronte a oltrepassare persino i 90-100 km/h fra il basso Ionio, il mar Libico e il Canale di Sicilia.

Nella mattinata di domani, con la lenta risalita della profonda area depressionaria verso il mar Libico e la parte più bassa del Canale di Sicilia, il fittissimo “gradiente” che si instaurerà tra le coste libiche e la Sicilia, darà vita ad autentiche bufere di vento da Est, fra basso Ionio e mar Libico, con venti ad oltre i 100 km/h in mare aperto. Seguendo la curvatura ciclonica, dato il particolare posizionamento del minimo barico al suolo, i forti venti orientali provenienti dal basso Ionio, all’altezza delle coste siciliane e del Canale di Sicilia, tenderanno a ruotare più da E-NE (Levante e Grecale) e NE, con forti burrasche, fino a forza 8-9 della scala Beaufort, che sferzeranno le coste del basso catanese, il siracusano e il ragusano, con raffiche capaci di raggiungere gli 80-90 km/h, mentre nell’area di Capo Passero si potrebbero superare persino i 100 km/h. Lungo il Canale di Sicilia, fra le Pelagie e Pantelleria, i venti da E-NE e NE potranno divenire, a tratti, anche tempestosi, con folate di oltre i 100 km/h.Venti molto forti, generalmente dai quadranti nord-orientali, tra la prossima nottata e la giornata di domani, spazzeranno pure l’isola di Malta e Gozo, mentre forti burrasche da N-NE, forza 8 Beaufort, scorreranno lungo le coste tunisine, da Capo Bon fino al golfo di Gabes e all’isola di Djerba. L’intensa ventilazione dai quadranti nord-orientali andrà gradualmente ad attenuarsi solo dal tardo pomeriggio e dalla serata di domani, allorquando i forti venti di Grecale insisteranno solo sul basso Ionio e lungo il Canale di Sicilia, prima di perdere di intensità nella giornata domenicale.

Forti mareggiate, con onde alte fino a 5.0-6.0 metri, flagelleranno le coste sud-orientali siciliane e le isole del Canale

Le forti burrasche da Est e E-NE, forza 8-9 sulla scala Beaufort, che dalla prossima notte sferzeranno tutto il Mediterraneo centro-orientale, renderanno i mari meridionali, attorno la Sicilia, da agitati (forza 5) a molto agitati (forza 6), fino a localmente grossi (forza 7) a largo, in particolare il basso Ionio e il settore orientale del Canale di Sicilia. Bisogna notare che il “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) sarà molto ampio, tanto da estendersi dall’isola di Creta fino alle coste del catanese e siracusano. Ciò contribuirà a sollevare grandi ondate, in propagazione da Est ed E-NE, che raggiungeranno “Run-Up” di 5.0-6.0 metri. I marosi, sviluppati dalle impetuose burrasche di Levante e Grecale, dopo aver attraversato il basso Ionio, andranno a sbattere con grande impeto sulle coste del catanese e del siracusano, dove si attiveranno delle intense mareggiate che flagelleranno soprattutto i litorali da Augusta a Capo Passero. Qui le mareggiate potranno divenire veramente intense, creando disagi e danni nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione costiera. Anche il Canale di Sicilia diventerà localmente grosso (forza 7) a largo, con onde che potranno superare pure i 6.0 metri di altezza. Le possenti mareggiate da NE investiranno anche le coste orientali di Malta, dove potranno cagionare ingenti danni, e le isole di Linosa e Lampedusa, che rimarranno inevitabilmente isolate, almeno fino alla giornata di lunedi. Mareggiate intense, con onde di oltre i 5.0-6.0 metri, investiranno pure le coste della bassa Tunisia, dal golfo di Gabes fino all’isola di Djerba e le coste meridionali tunisine. Lo Ionio e il Canale di Sicilia continueranno a mantenersi agitati fino alla giornata di domenica, quando con l’attenuazione dei forti venti nord-orientali è atteso un conseguente indebolimento del moto ondoso, con una graduale scaduta.