Il progetto del nuovo Porto di Talamone, ad Orbetello (Grosseto), uno “tsunami di cemento”

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Uno “tsunami di cemento pronto ad abbattersi” sul Porto di Talamone, ad Orbetello, in provincia di Grosseto, con “il progetto di un porto turistico nuovo e piu’ grande”. Si tratta di “un’ondata di 50mila metri cubi di nuovi edifici che, con il sostegno di Regione, Provincia e Comune, e con tanto di variante urbanistica ad hoc, aumenterebbe di circa il 30% l’insediamento esistente portandosi con se’, in un delicato paesaggio di bonifica, un reticolo di strade e parcheggi, l’interramento di tre ettari di mare, la costruzione di un nuovo molo portuale lungo 550 metri. Uno scenario catastrofico finora scongiurato dalle osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste”. E’ la vicenda denunciata, e accuratamente documentata, da Andrea Filpa, docente di Progettazione Urbanistica presso l’Universita’ degli Studi ‘Roma Tre’ e membro del Comitato scientifico del Wwf, nel libro “Il porto turistico della gente vana” (Oasi Alberto Perdisa Editore) presentato oggi ad Orbetello nell’incontro organizzato dal Wwf insieme con Italia Nostra, Legambiente, Mare Vivo, Ambiente e Lavoro Toscana, Comitato Terra di Maremma, ReTe Comitati per la difesa del territorio, Maremmaviva. E’ “un caso esemplare di assalto al territorio e spreco di fondi pubblici” su cui i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, tra cui Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia, si sono confrontati durante la tavola rotonda, moderata da Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera.