Impulsi freschi verso il Medio Oriente, attesi forti temporali fra l’est dell’Arabia Saudita e l’area del golfo Persico

Forti temporali sull'est dell'Arabia Saudita

Il particolare quadro configurativo di blocco che da oltre una settimana si è consolidato sull’Europa centro-occidentale, dove regna incontrastato un robusto anticiclone di blocco che continua a sbarrare la strada all’umido flusso atlantico diretto sul vecchio continente, sta generando delle ripercussioni su più larga scala, al di fuori del continente europeo. Difatti, lungo il bordo orientale del possente anticiclone di blocco, è scivolata un ampia saccatura artica, colma di aria molto fredda di diretta estrazione polare, che si è fiondata sulla Russia europea, favorendo l’isolamento, su quest’ultima, di una profonda circolazione depressionaria, con un minimo al suolo sceso fino ai 986-986 hpa. Questa profonda area ciclonica, ben alimentata dai continui impulsi di aria molto gelida discendenti direttamente dalle latitudini artiche, tra il mare di Barents e l’Artico russo, nei prossimi giorni tenderà a governare il trend meteo/climatico su tutto il comparto russo, l’area degli Urali e la Siberia occidentale, dove perdureranno condizioni meteorologiche dalle spiccate caratteristiche invernali, con temperature sotto la soglia degli zero grado e nevicate sparse fino al piano.

Le forti precipitazioni attese fra il golfo Persico e l'Iran occidentale, lungo i monti Zagros

Tra la giornata odierna e quella di domani la profonda depressione russa, coadiuvata con un minimo al suolo stimato poco sotto i 990 hpa, dalle pianure Sarmatiche si sposterà verso l’est dell’Ucraina e la Bielorussia, attivando una intensa risposta mite, con sostenuti venti da Sud e S-SE, che risaliranno dal bacino del mar Nero e dal mar Caspio verso le pianure orientali della Russia europea, gli Urali e il bassopiano della Siberia occidentale, con raffiche di vento ad oltre i 50-60 km/h. La circolazione depressionaria nei bassi strati sarà coadiuvata in quota (a 500 hpa) da una estesa goccia fredda, posizionata col proprio perno sopra la Russia europea, che estenderà i propri effetti fino al cuore dell’area medio-orientale, dove scenderanno dei refoli di aria fredda in quota, in seno all’ampia saccatura in azione sull’area russa, che transiteranno sopra le masse d‘aria calde e secche che in questo periodo cominciano ad originarsi sopra le zone desertiche, tra l‘Asia Minore e la penisola Arabica.

L’affondo di masse d’aria più fredde in quota, con l’isoterma di -25° a 500 hpa che riuscirà a scivolare fino alla Siria, all’Iraq e all’estremo nord dell’Arabia Saudita, innescheranno parecchia instabilità, agevolando la formazione di intensi moti convettivi, esaltati dal forte “gradiente termico verticale”. Non appena l’aria fresca in quota, proveniente dalle latitudini settentrionale, scorrerà al di sopra dell’aria calda, che preesiste da tempo nei bassi strati, le turbolenze prodotte dal consistente “gradiente termico verticale” faranno scoppiare imponenti annuvolamenti cumuliformi che daranno luogo a veloci rovesci di pioggia e temporali, localmente anche di moderata o forte intensità, che investiranno l’Arabia Saudita centro-settentrionale, l’Iraq per spostarsi sull’estremo ovest dell‘Iran, lungo la catena dei monti Zagros, che risentiranno anche di un notevole “stau” che garantirà precipitazioni più abbondanti.

L’irrompere di queste infiltrazioni di aria fresca in quota dovrebbe far sviluppare un minimo barico anche presso il suolo, con valori di poco sotto i 1010 hpa, che dal nord-est dell’Arabia Saudita e dal Kuwait, nel corso della giornata, si allontanerà in direzione dell’Iran, richiamando caldi venti meridionali verso l’altopiano iraniano, mentre tra l’Iraq, il Kuwait e l’Arabia Saudita, dal pomeriggio, si inseriranno più miti venti da O-NO e NO che spireranno verso le coste del golfo Persico, portando polvere e sabbia. Questa particolare situazione sinottica, con la convergenza fra i caldi venti dai quadranti meridionali, diretti verso le coste iraniane, con le più fresche correnti da NO che si verseranno sulla parte più alta del golfo Persico, potrà agevolare la formazione di una linea temporalesca, ben organizzata, che dalle coste nord-orientali dell’Arabia Saudita potrebbe estendersi fino al Qatar e all’isola del Bahrein, per propagarsi in seguito alle coste sud-occidentali iraniane, fra il Larestan, il Fars e i versanti occidentali della catena montuosa degli Zagros (che supera i 4000 metri di altezza).

I monti Zagros visti dai confini iracheni

Qui lo sbarramento orografico imposto dai grandi rilievi degli Zagros alle umide correnti occidentali che scorrono in quota, esalterà ulteriormente le precipitazioni, rendendole anche abbondanti, mentre buona parte dell’altopiano iraniano interno rimarrà in “ombra pluviometrica”. Domani, il minimo depressionario che si è spostato sopra l’entroterra iraniano, evolverà verso nord-nord/est, allontanandosi sul deserto di Karakum, tra il Turkmenistan, la steppa dell’Uzbekistan e il lago d’Aral, dove si approfondirà fin sotto i 1000 hpa, richiamando sostenuti venti orientali e apportando delle precipitazioni sparse tra Turkmenistan, Uzbekistan e ovest del Kazakistan. Domenica, con lo spostamento dell’area depressionaria sul Kazakistan centrale, pronta ad essere assorbita dalla vasta area ciclonica russo-siberiana, le precipitazioni annesse alla perturbazione si estenderanno al Tagikistan, Kirghizistan e al nord dell’Afghanistan, con intense nevicate sui rilievi dell’ovest del Tagikistan sull’estremo nord dell’Afghanistan, specie fra i rilievi dell’Hindu Kush e il Pamir.