In Russia prosegue l’inverno: attese nuove nevicate su Mosca e temperature in ulteriore calo mentre sul resto d’Europa si respira aria di primavera

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Fitta nevicata su Mosca

Mentre buona parte dell’Europa continua a rimanere sotto la protezione del potente anticiclone dinamico di blocco che sta aggravando la fase siccitosa sul settore occidentale del vecchio continente, sul comparto russo e su buona parte dell’Europa orientale è ancora inverno. Le temperature, in gran parte del territorio russo e sui paesi limitrofi, sono sotto la soglia degli zero gradi, mentre si susseguono nevicate di debole e moderata intensità che dalla regione degli Urali e dall’area moscovita si estendono verso il sud della Russia europea. Del resto siamo di fronte a un quadro configurativo di “blocking”, figlio della perdurante anomalia barica presente sugli USA, talmente potente da riuscire a schermare l’Europa dall’umido flusso atlantico, costringendo le grandi perturbazione oceaniche, quelle che proprio in questo periodo dovrebbero apportare le benefiche precipitazioni primaverili (tanto invocate dagli agricoltori), a rimanere relegate in mezzo all’oceano, per deviarle verso nord-est o nord, in direzione della Groenlandia, dell’Islanda e dell’Artico norvegese.

La presenza del potente anticiclone di blocco sta influenzando l’andamento del ramo principale del getto polare, che uscendo con una grande ondulazione oraria (onda anticiclonica) dal nord degli USA e dal Canada orientale si estende fino all’Atlantico settentrionale, percorrendo il margine settentrionale del promontorio anticiclonico. Da qui il ramo principale del getto polare è costretto a ridiscendere sul fianco orientale della grande struttura anticiclonica, diramandosi con un proprio ramo verso sud-est, in direzione della penisola Scandinava, l’Europa orientale fino alla Russia europea, con l’affondo di frequenti saccature artiche, colme di aria molto fredda, che dalle latitudini polari scendono fino alla pianura ucraina e al bacino del mar Nero. Ciò spiega perché nella Russia europea e sull’estremo est europeo l’inverno è ancora vivo, mentre il resto del continente già fa i conti con i primi tepori primaverili.

Paesaggio siberiano nella stagione invernale

Questo trend, che ha caratterizzato la scorsa settimana, proseguirà anche nei prossimi giorni, fungendo da regia per una nuova attivazione del vortice polare che posizionerà i propri elementi principali sull’Artico russo e sul nord della penisola Scandinava, pilotando nuovi impulsi di aria fredda verso le pianure Sarmatiche e l’Europa orientale, fino al bacino del mar Nero e alla Romania. Già dalle prossime ore, il vortice polare, attestato con una circolazione depressionaria a carattere freddo sotto i 990 hpa poco ad ovest della Novaja Zemlja (Nuova Terra), in pieno Artico russo, estenderà una propria saccatura, colma di aria molto fredda di origine polare, che si propagherà velocemente all’Europa orientale, fino all’Ucraina e al bacino del mar Nero. Nel corso della mattinata odierna, lungo il margine meridionale della saccatura artica, si andrà ad isolare una profonda area depressionaria, ben strutturata anche in quota, con un minimo al suolo sui 985 hpa, che dal confine nord-orientale della Bielorussia si sposterà verso il sud della Russia europea.

Questa circolazione depressionaria, ben alimentata dal continuo affondo di impulsi di aria molto fredda, per non dire gelide, che dall’Artico si fiondano verso la Scandinavia e il nord della Russia europea, penalizzerà il tempo su tutta la Russia europea, dove i cieli si presenteranno nuvolosi o molto nuvolosi, con frequenti nevicate e rovesci misti di neve e gragnola su gran parte delle pianure Sarmatiche e sugli Urali. Su Mosca, già dalle prossime ore, sono attese nuove nevicate sparse, con temperature di poco sotto il livello dei +0°. Le nevicate, con accumuli al suolo, si dovrebbero estendere fino alla città di Volgograd, anche se dalla mattinata, nel sud della Russia europea, si farà avanti un più intenso richiamo d’aria mite, con venti da Sud e S-SO, proveniente dal mar Nero. La profonda depressione russa, posizionata poco ad est dai confini bielorussi con un minimo al suolo sui 985 hpa, al contempo richiamerà sostenuti, o intensi, venti da Sud e S-SE che dalle steppe del Kazakistan risaliranno verso l’est della Russia europea, gli Urali e il bassopiano siberiano occidentale, con raffiche di vento che supereranno anche i 50-60 km/h, localmente anche 70 km/h. A Alykel, per esempio, nell’ovest della Siberia, il forte vento da S-SE ha raggiunto i 68 km/h, con “Scaccianeve” e temperatura sui -9° -10°. Ma in molte altre località della Siberia occidentale queste condizioni, con nevicati e sostenuti venti dai quadranti meridionali, persisteranno fino al fine settimana. Ma l’inverno rimarrà ancora vivo in tutto il comparto russo e sul nord della Siberia fino ai primi giorni del mese di Aprile grazie alla presenza di un vortice polare molto intenso sull’Artico russo che comincerà a ledere i bordi più orientali della grande struttura anticiclonica che continuerà a tenere sotto scacco buona parte dell’Europa centro-occidentale.