Il profondo ciclone che è risalito sul basso Mediterraneo, spingendosi dalle coste della Tripolitania (ovest della Libia) verso il mar Libico e il basso Canale di Sicilia, nella giornata di venerdi 9 Marzo, durante la fase di approfondimento, lungo l’entroterra libico-algerino, si è reso responsabile di una intensa fase di maltempo che ha colpito l’Algeria orientale, il sud della Tunisia e buona parte del territorio libico, dove si sono susseguiti forti bufere di vento, estese tempeste di sabbia, spesso accompagnate da piogge e temporali. Come previsto, l’affondo di una ampia saccatura in quota e la contemporanea discesa, lungo il bordo occidentale della struttura perturbata, di aria piuttosto fredda nel cuore dell’Algeria orientale, con sostenuti venti da N-NE, ha contribuito alla realizzazione e all’approfondimento della struttura ciclonica. Già dalla mattinata di venerdi 9 Marzo l’affondo di aria fredda (isoterme di +0° a 850 hpa) fino al cuore dell’Algeria orientale, con sostenuti venti da N-NE, ha favorito la nascita dell’interessante ciclogenesi che dall‘Hamada (deserto roccioso) di Tinhert, in territorio algerino, si è rapidamente spostata verso il sud della Tripolitania, andando ad approfondirsi, con un minimo barico che è sceso fino a 999-998 hpa (a Tripoli venerdi sera la pressione è scesa a 999 hpa).
La formazione del vortice di bassa pressione, nel cuore dell’entroterra desertico, lungo il confine libico-algerino, è stata agevolato proprio dallo scivolamento di questo flusso di aria fredda che dal Regno Unito e dalla Francia, scivolando lungo il margine orientale dell’alta pressione delle Azzorre attestato con i suoi massimi davanti la penisola Iberica, si è fiondata sull’entroterra desertico algerino, dopo aver scavalcato i monti dell’Atlante algerino. L’aria fredda, con isoterme di +0° a 850 hpa, scendendo di latitudine in piena fascia sahariana, sotto i 25-24° di latitudine nord, si è versata sopra l’immenso muro di aria calda e secca (sub-tropicale) preesistente fra l’estremo sud dell’Algeria e il nord del Niger, dove compare l’isoterma di +20° +22° a 850 hpa.
Qui la massa d’aria fredda è stata costretta a ruotare e invorticarsi su se stessa, favorendo lo sviluppo di una circolazione depressionaria che è andata a prendere sviluppo, a tutte le quote, proprio lungo il confine fra l’Algeria orientale e l’ovest della Libia. Al contempo, mentre le masse d’aria fredde scivolavano sull’entroterra algerino orientale, poco più ad est, sull’entroterra libico ed egiziano, si è sviluppato un conseguente intenso richiamo di aria calda sub-tropicale che dal nord del Niger e del Ciad è salito verso la regione desertica del Fezzan, il deserto Libico e la Cirenaica. La risalita dell’aria calda sub-tropicale sulla Libia e su buona parte del territorio egiziano è stata accompagnata da venti molto forti da S-SE e SE che dai deserti interni della Libia meridionale continuano a soffiare, con raffiche fino a 80-100 km/h, verso le coste della Tripolitania e Cirenaica, generando pure delle estese tempeste di polvere che stanno offuscando il cielo della Libia, estendendosi al Mediterraneo. Il marcato contrasto termico che si è determinato, fra le masse d’aria fredde che sono scivolate nel cuore dell’entroterra desertico dell’Algeria orientale (isoterme sui +0° a 850 hpa) e l’aria calda sub-tropicale che dal Sahara è risalita sulle coste libiche ed egiziane (isoterme fino a +18° +20° a 850 hpa), ha agevolato l’ulteriore approfondimento della ciclogenesi, supportata in quota da una ampia goccia fredda, che si è mossa verso l‘area di Tripoli, con un minimo barico sceso 998 hpa.
La profonda circolazione depressionaria cosi formata ha attivato forti venti da S-SE, più da E-SE lungo le coste della Cirenaica e del golfo della Sirte, che si sono ulteriormente intensificati dalla serata, sia per l’infittimento delle isobare (il minimo è sceso sotto i 998 hpa) che per il forte “gradiente termico orizzontale” (forti differenze termiche in un’area geografica) che si è formato tra l’entroterra algerino, investito in pieno dall’incursione fredda da N-NE, e il Fezzan e la Cirenaica, interessati dalla rimonta calda sub-tropicale proveniente dalla regione sahariana. In serata il minimo barico della circolazione ciclonica dalle montagne Berbere si è diretto verso la periferia occidentale di Tripoli, prima di allontanarsi sopra le acque del basso Mediterraneo. Ciò ha contribuito ad estendere le forti burrasche di vento da S-SE e E-SE sulle coste aree costiere, da Bengasi fino a Sirte e Misurata. Sulla Cirenaica il fitto “gradiente” ha generato delle forti tempeste di sabbia che dall’entroterra desertico interno si sono estese fino alle coste, accompagnate da forti raffiche di vento che hanno raggiunto picchi di 90-100 km/h.
All’aeroporto internazionale di Bengasi, che si trova appena fuori il centro della città, il fortissimo vento da E-SE ha toccato dei picchi di velocità massima davvero ragguardevoli, con punte di ben 111 km/h che hanno creato notevoli disagi al traffico aereo, costringendo le autorità locali alla chiusura dello scalo. Molto probabilmente, nella zona dell’aeroporto, le forti raffiche da E-SE si sono notevolmente rinforzate durante la discesa dalle colline interne che caratterizzano l’entroterra settentrionale della Cirenaica (il Gebel El Achdar), ad est della città di Bengasi. Le impetuose raffiche da E-SE hanno portato anche delle intense tempeste di sabbia che hanno provocato delle drastiche riduzioni di visibilità, a meno di 1 chilometro. Con lo spostamento verso nord-nord/est della circolazione depressionaria, i forti venti occidentali che seguivano il profondo minimo barico, hanno generato una violenta tempesta, con nuvole di polvere alte più di 1500-2000 metri (ben visibili dalle immagini satellitari), che ha imperversato in tutta la regione desertica del Fezzan, con drastiche riduzioni di visibilità. Una violenta tempesta di sabbia ha sferzato pure la città di Sebha, con un vento molto forte da Ovest che ha raggiunto una intensità media sostenuta fino a 77.8 km/h e raffiche di oltre i 90 km/h che hanno costretto le popolazioni locali a rimanere nelle case o in luoghi chiusi, visto l’aria irrespirabile per l’ingente quantità di polvere sollevata dai deserti algerini.
In molte altre località del Fezzan i venti sostenuti da S-SE (il pre-frontale) della mattinata sono stati sostituiti da forti burrasche da O-SO e Ovest che dall’Algeria orientale si sono propagate al deserto libico, con raffiche di vento ad oltre gli 80-90 km/h. Nella giornata di ieri, con la risalita della profonda ciclogenesi, tra il mar Libico occidentale e il basso Canale di Sicilia, con un minimo attestato sui 996 hpa (o poco più in basso), le forti bufere di vento di Grecale e Levante che hanno investito la Sicilia hanno ripiegato come forti burrasche, da N-NE e Nord, lungo tutta la Tunisia, in particolare sul settore più meridionale, dal golfo di Gabes fino al confine con le coste più occidentali della Tripolitania. All’aeroporto dell’isola di Djerta le forti raffiche da Nord hanno superato i 91 km/h, mentre a Gabes il vento da N-NO ha oltrepassato la soglia degli 80 km/h, rendendo le piogge completamente orizzontali. Raffiche fino a 74 km/h a Sfax, mentre a Tunisi le folate, tra Nord e N-NE, non hanno superato i 67 km/h. Oltre al vento burrascoso si sono aggiunte pure forti mareggiate, con marosi biancheggianti di schiuma, alti fino a 5.0-6.0 metri, che hanno flagellato i litorali bassi e sabbiosi del golfo di Gabes, creando anche dei danni nei tratti esposti al fenomeno dell’erosione costiera.
Temporali e piogge abbondanti non hanno risparmiato l’Algeria nord-orientale, la Tunisia e la Libia occidentale, con apporti pluviometrici importanti.
Prima di raggiungere le acque del Mediterraneo, nella nottata tra venerdi e sabato, l’area depressionaria, caratterizzata nei bassi strati da un piccolo sistema frontale che è andato gradualmente ad ampliarsi con l‘afflusso di aria calda dai deserto libico, ha originato pure delle piogge e delle cellule temporalesche che dall’entroterra della Tripolitania sono risalita verso nord-nord/est. I temporali si sono generati a seguito dell’afflusso dell’aria più fredda e pesante che dall’entroterra desertico algerino è sfondata sulla Libia occidentale con intensi venti occidentali, che oltre alle tempeste di sabbia, hanno scalzato verso l’alto l’aria molto più calda spinta dai sostenuti venti da S-SE e SE lungo il settore caldo della circolazione depressionario. Le turbolenze prodotte, alimentate in quota dal passaggio del “Jet Stream”, hanno generato un cordone di solidi cumulonembi che hanno dato la stura a forti rovesci e temporali che si sono mescolati all’interno delle tempeste di sabbia (note anche come “Haboob”) che hanno sferzato il deserto libico.
Tra gli accumuli più consistenti in territorio libico vanno segnalati i 42 mm di Nalut, dove ieri ne sono caduti altri 46 mm, per un totale di ben 89 mm. Ma ieri piogge abbondanti, portate dalla ritornante da N-NE della profonda area ciclonica centrata sul basso Canale di Sicilia, hanno colpito anche la Tunisia e parte dell’entroterra dell’Algeria orientale, con accumuli di oltre i 50-60 mm. A Medenine l’accumulo complessivo è stato di ben 50 mm che sommati ai 31 mm caduti venerdi 9 fanno un totale di ben 81 mm. Notevoli pure i 42 mm di Sfax, i 36 mm di Siliana, i 33 mm di Monastir, i 30 mm di Djerba e i 26 mm di El Kef. A Tunisi l’accumulo di sabato 10 si è fermato a soli 22 mm. Ma i corpi nuvolosi che scivolavano lungo il margine occidentale della ciclogenesi afro-mediterranea hanno scaricato intense piogge anche nella vicina Algeria, soprattutto nelle regioni nord-orientali esposte alla ritornante umida da N-NE. A Souk Ahras sono caduti fino a 72 mm d’acqua, 43.5 mm a Guelma, 41 mm a Miliana, 32 mm ad Annaba, 26 mm ad El-Kala e 18 mm a Constantine. Sulle vette dell’Atlante Telliano invece è tornata la neve che grazie allo sfondamento dei freddi venti settentrionali, con isoterme sui +0° a 850 hpa, è caduta sopra i 1200 metri di quota, lasciando delle imbiancate. Dopo questa acuta fase perturbata la situazione meteo/climatica in tutta la fascia nord-africana andrà definitivamente a migliorare ad iniziare dalla giornata di domani, con il graduale dissipamento della circolazione depressionaria poco a nord del golfo della Sirte.


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