La nascita della meteorologia scientifica

MeteoWeb

Non è facile stabilire una data che segni la nascita di una disciplina così vasta ed importante come la meteorologia.

Sicuramente l’opera di Galileo Galilei e dei suoi discepoli mutò in modo radicale anche gli studi sui fenomeni atmosferici, tradizionalmente trattati come sterile commento ai testi aristotelici o come semplice raccolta di dati osservativi. Lo scienziato italiano, con le sue osservazioni presso la corte medicea di Firenze, diede grande impulso alla moderna meteorologia, intesa come scienza che si occupa dell’atmosfera terrestre e dei fenomeni che in essa avvengono.

Altro elemento di estrema importanza fu l’esperimento di Evangelista Torricelli, eseguito nel 1644, il quale dimostrò l’esistenza del vuoto, inaugurando un intenso periodo di ricerche barometriche culminanti con gli studi di Giovanni Alfonso Borelli sulle connessioni fra variazioni barometriche e clima. L’esperimento portò all’invenzione del barometro, uno dei principali strumenti meteorologici.

Agli inizi dell’Ottocento un importante centro di studi meteorologici era rappresentato dall’Osservatorio Ximeniano, dove dal 1813 le osservazioni meteorologiche non furono più irregolari e subalterne rispetto alle osservazioni astronomiche. In quella data l’allora direttore Giovanni Inghirami attivò infatti un Osservatorio meteorologico a tutt’oggi operativo.

Ma la svolta decisiva per la creazione di un servizio meteorologico internazionale efficiente arrivò nel 1854. Durante la guerra di Crimea. Il 14 novembre, una violenta tempesta a Balaklava, nel Mar Nero, fece colare a picco 41 navi  di Francia, Inghilterra, Piemonte e Turchia, alleate contro la Russia. Questo disastro fece prendere coscienza dell’utilità di un sistema di avvisi di tempesta, e portò alla creazione di una rete meteorologica in Francia. Quell’anno infatti, Jean Joseph Urbain Le Verrier, considerato il padre della meteorologia moderna, venne chiamato dal ministro francese della Guerra a determinare le cause del fenomeno. Il risultato della sua collaborazione fu che, se fossero state disponibili le osservazioni meteorologiche sull’intera regione, sarebbe stato possibile prevedere la tempesta, evitando così il disastro sia dal punto di vista umano che da quello bellico.

Tuttavia si dovette aspettare un altro contributo di sangue per dare forza al suo progetto.

Il 14 febbraio 1855, la fregata di prima classe Semillante, armata di 60 cannoni, partì dal porto di Tolone con destinazione Odessa, in Crimea, per portare aiuti all’esercito francese impegnato nella furiosa guerra.

La mattina del 15 febbraio l’imbarcazione fu sorpresa da una tempesta mentre tentava di attraversare le Bocche di Bonifacio e si schiantò sugli scogli ad ovest dell’isola di Lavezzi tra la Corsica e la Sardegna. Nel naufragio perirono quasi 700 uomini: 560 corpi riposano nei due cimiteri sull’isola di Lavezzi, mentre gli altri non vennero mai ritrovati.

Il giorno dopo, 16 febbraio del 1855, nacque il Servizio Meteorologico Francese, seguito, in brevissimo tempo, dalla nascita dei vari “Servizi” in  tutti gli altri Stati.

Altre notizie di carattere scientifico si possono trovare sul blog    http://alfiogiuffrida.blogspot.com/