L’agricoltura italiana è in ginocchio al centro/nord per la siccità, al sud per la troppia pioggia e la cenere dell’Etna

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“E’ allarme siccita’ in molte aree del Centro Nord per i cambiamenti climatici. Non si registrano rilevanti precipitazioni e non ci sono state adeguate nevicate e quindi e’ mancato o e’ molto diminuito il manto nevoso che, sciogliendosi in estate, garantisce l’afflusso di acqua; laghi, corsi fluviali e bacini sono a secco e se non piovera’ andremo incontro a problemi serissimi per l’agricoltura”. Lo sottolinea Confagricoltura che e’ vivamente preoccupata per le carenze idriche che si registrano in molte regioni e che mettono a rischio le semine primaverili, ma anche le colture risicole e le attivita’ colturali in genere. Con danni che vanno ad aggravare ulteriormente i costi di produzione ed i mancati redditi delle imprese agricole.

In tutto il Veneto – informa Confagricoltura – sono mancate all’appello oltre 140 millimetri di pioggia. Nel bellunese, ad esempio, si pensa che si possa ricavare dal manto nevoso solo un terzo della riserva d’acqua (104 milioni di metri cubi, contro una media di 300 milioni negli ultimi nove anni). Nel bresciano tra l’altro e’ mancato l’ adeguato afflusso di acqua al lago d’Idro dal momento che i monti che lo circondano hanno pochissima neve; a Malga Bissina in questo periodo ci dovrebbero essere 2,5 metri di neve, ce ne sono solo 60 centimetri. In Romagna l’invaso di Ridracoli conta solo 18 milioni di metri cubi d’acqua accumulata; il 25% in meno di quanto conteneva nel 2007, che fu l’anno di maggiori difficolta’ (allora c’erano 24 milioni di litri). In Toscana la riduzione delle precipitazioni sta portando ad un inaridimento del terreno ed al contemporaneo abbassamento di livello delle falde acquifere, ragione per cui si teme che a fine luglio si riduca considerevolmente la disponibilita’ d’acqua. A gennaio, in provincia di Arezzo, sono caduti 24,3 mm, a fronte dei 37,7 del 2011 e dei 186,3 del 2010; a Siena 21,1 mm nel 2012 a fronte di 40,5 nel 2011 e 172,8 nel 2010.

Nel Mezzogiorno, area storicamente deficitaria d’acqua – pone in evidenza ancora Confagricoltura – la situazione va un po’ meglio, anche se i problemi non mancano. Nel foggiano, ad esempio, c’erano state gravi carenze idriche fino agli inizi di febbraio per la mancanza di precipitazioni e riserve d’acqua molto inferiori alla media. I raccolti di grano non saranno del tutto compromessi ma si prevede una riduzione del 25-30% delle rese. “In Sicilia si e’ passati da un eccesso all’altro – ricorda Confagricoltura -. Fino a gennaio si e’ avuta la siccita’ (che non ha fatto crescere la pezzatura dei frutti ed ha compromesso i raccolti cerealicoli), poi le bombe d’acqua con danni alle strutture, piante abbattute e raccolti persi. Oltre tutto il fenomeno del “flash-flood”, devasta senza portare benefici e lascia solo aridita’. E si teme ora per la nuova fase eruttiva dell’Etna. Le ceneri disperse nell’aria, ricadendo e depositandosi anche a lunga distanza dal vulcano, rovinano frutta e pomodori”.