
Stamattina abbiamo già pubblicato i dati di riepilogo riferiti a febbraio 2012 grazie alle indicazioni fornite dall’Isac-Cnr e dal NOAA che combaciano esattamente e ci raccontano di un mese eccezionalmente freddo in tutt’Italia e su gran parte d’Europa, con nettissimi surplus pluviometrici al centro/sud Italia e, invece, la persistenza della grave siccità iniziata mesi fa nelle Regioni centro/settentrionali del nostro Paese.
Per approfondire meglio l’analisi di quanto accaduto, abbiamo intervistato il dott. Michele Brunetti dell’Isac-Cnr, il quale ci ha sostanzialmente confermato quanto scriviamo da tempo con riferimento all’analisi del mese di febbraio. “Per quanto riguarda – ha detto Brunetti – le temperature medie mensili, sia il 1929 che il 1956 e il 1985 hanno registrato anomalie molto più pronunciate del febbraio di quest’anno, tuttavia il fatto più eccezionale di questo 2012 è stato legato all’abbondanza di precipitazioni nevose“.
Anche nel Lazio le nevicate sono state eccezionali, specie nel viterbese e nel frusinate.
Per quanto riguarda le anomalie calde degli ultimi giorni, Brunetti spiega che “sono comunque una conseguenza della circolazione anticiclonica che abbiamo sul Mediterraneo attualmente“, con l’anticiclone delle Azzorre a determinare la presenza di una bolla calda tra penisola Iberica, Europa occidentale e anche l’Italia, specie centro/settentrionale, mentre gelo e neve colpiscono Israele e Medio Oriente dopo aver imbiancato le isole dell’Egeo, tra Grecia e Turchia.
Con riferimento alle previsioni per le prossime settimane, noi restiamo dell’avviso – come su MeteoWeb stiamo ribadendo in ogni aggiornamento previsionale – che il freddo tornerà, che l’inverno non è ancora finito e che avremo sia in marzo che in aprile dei “colpi di coda” molto intensi, con temperature gelide e nevicate fin a bassa quota.
Questa convinzione è legata a un’analisi statistica di tutte quelle stagioni invernali iniziate con una fase decisamente mite tra dicembre e gennaio, com’è stato anche quest’anno specie al centro e al nord, quindi comunque su gran parte d’Italia, e poi all’esplodere improvviso del grande gelo con eventi storici nel mese di febbraio, com’è accaduto quest’anno e com’era già accaduto nel 1956 o, più di recente, nel 2003. In tutte queste stagioni, poi, la prima parte della primavera (marzo e aprile) è stata caratterizzata da continue sfuriate invernali molto intense, con nevicate fuori stagione fin a bassissima quota e temperature polari.
Crediamo che da metà marzo in poi, nella seconda metà del mese e poi anche a inizio aprile, avremo il ritorno del grande freddo e la situazione nella stratosfera, con l’evidenza di un nuovo riscaldamento proprio a ridosso di metà mese, ci lascia pensare che questa tesi possa essere davvero attendibile.
Dopotutto lo scenario illustrato dal documento appena segnalato, spiega che “sull’Italia è prevista un’anomalia negativa perbuona parte del mese, soprattutto al centro-sud. Di conseguenza su scala nazionale si prevede che il mese sia più freddo della media climatologica di circa 1 grado rispetto al periodo di riferimento 1971-2000“.
Dal punto di vista delle precipitazioni, lo stesso studio spiega che “episodi precipitativi sono previsti verso l’inizio della seconda settimana e nella seconda parte del mese. Su scala mensile le precipitazioni cumulate sono previste prossime alla media mensile, con valori inferiori al nord-ovest. La distribuzione di probabilità relativamente uniforme può indicare incertezza previsionale“.
Brunetti, in merito alla grave situazione di siccità del centro/nord Italia, aggiunge che “marzo non sarà eccezionale in termini di precipitazioni; nell’immediato è più importante quello che accade nel nord Atlantico per capire l’evoluzione meteorologica sull’Europa e in Italia“, lasciando da parte la Niña “che riguarda il Pacifico e non gli attribuirei troppa importanza sul clima Europeo“.