Nave incagliata a Siracusa: prima immersione dei sub

Dopo tanti rinvii, prima immersione questa mattina per i sommozzatori impegnati nella ricognizione esterna e interna delle parti sommerse della nave cisterna ”Gelso M.” che sabato scorso e’ finita contro gli scogli di contrada Mazzarrona, appena doppiato Capo Santa Panagia, lungo la costa nord di Siracusa. La ricognizione e’ comunque durata poco in quanto la risacca, nonostante le buone condizioni in superficie del mare, ha ridotto la visibilita’ a una quarantina di centimetri. Compatibilmente con il miglioramento delle condizioni di visibilita’, le immersioni riprenderanno. Per quanto riguarda le operazioni di recupero delle circa 300 tonnellate di carburante, oltre all’ipotesi di allestire un percorso di circa 500-600 metri sulla terraferma per consentire l’arrivo dei mezzi, si sta seguendo anche l’ipotesi di una rimozione del carburante via mare.”Abbiamo l’esigenza di far presto – spiega il capitano di vascello Luca Sancilio, comandante della capitaneria di porto, che sta coordinando gli interventi -. Se il mare tiene, l’ipotesi di convogliare il carburante via mare su un rimorchiatore potrebbe consentirci di guadagnare tempo”. Il monitoraggio delle acque e dell’aria finora non ha fatto emergere criticita’. Stanno anche proseguendo le ispezioni a bordo: sono state individuate alcune vie di accesso alle cisterne del carburante, circostanza che probabilmente non rendera’ necessario dover bucare lo scafo per applicare le pompe di aspirazione. Da Augusta si aspetta che arrivi un pontone sul quale si sta ultimando di caricare le voluminose attrezzature che serviranno per il pompaggio del carburante.