Nevica a Gerusalemme, i rabbini: “no ai pupazzi di neve, sono offensivi”

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La abbondante nevicata caduta oggi a Gerusalemme e in molte elevazioni della Cisgiordania e della Galilea – per la prima volta negli ultimi anni – ha costretto i rabbini a tornare a studiare i divieti del caso, per aiutare i timorati ebrei a non infrangere involontariamente i divieti della ortodossia. Innanzi tutto questi rabbini ortodossi hanno ricordato alla popolazione, sulla scia degli insegnamenti del pensatore medievale Maimonide, che i pupazzi di neve sono vietati agli ebrei i quali, in ogni caso, non possono mai rappresentare le forme umane, per non rischiare di scivolare nella idolatria. Una difficolta’ particolare si e’ aggiunta oggi in quanto la nevicata e’ avvenuta di venerdi’, ossia poco prima del riposo sabbatico, in cui agli ebrei e’ vietata qualsiasi attivita’ che esuli dalle preghiere. Dal calare delle tenebre – e per tutta la giornata di sabato – sara’ dunque vietato ai timorati fare palle di neve. Se sia lecito invece lanciare domani palle di neve preparate fin da oggi e’ ancora oggetto di discussione fra rabbini con approcci diversi. Domani, sempre nel rispetto del riposo sabbatico, gli ebrei ortodossi dovranno astenersi dallo scrollare le palandrane su cui si fosse ammucchiata neve. Le istruzioni sono di lasciarla sciogliere autonomamente. Quanto alla rimozione della neve che si fosse ammucchiata davanti agli ingressi delle abitazioni, i rabbini ortodossi si sono mostrati invece piu’ aperti, in quanto – hanno spiegato – non sarebbe logico obbligare le persone a restare fuori dalle proprie abitazioni fino al disciogliersi del manto nevoso.