”Non possiamo sottrarci alle minacce di catastrofi naturali ma oggi c’e’ la capacita’ di prevenirle se possibile e il dovere di contenerle. Non dobbiamo arrenderci al fatalismo ma rispondere con solidarieta’ e fermezza”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento presso la residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia, Masaharu Kohno, in occasione della cerimonia in ricordo del terremoto che ha colpito il Giappone orientale l’11 marzo dello scorso anno. ”Nessuno di noi – dice Napolitano parlando, tra gli altri, davanti al presidente della Camera, Gianfranco Fini – dimentichera’ facilmente le immagini, la devastazione, la sofferenza, lo stoicismo prodotti dal terremoto dell’11 marzo scorso in Giappone. Ci siamo sentiti vicino al Giappone che pagava un prezzo altissimo”, continua Napolitano sottolineando poi il rischio nucleare corso con il grave danneggiamento della centrale di Fukoshima. ”Quel rischio di contaminazione nucleare – ricorda il Capo dello Stato – fece suonare un campanello di allarme senza precedenti. Il disastro pero’ fu evitato grazie alla determinazione e al coraggio di questo Paese”. Insomma, sollecita il presidente della Repubblica, di fronte alle catastrofi naturali ”non possiamo arrenderci al fatalismo ma rispondere con solidarieta’ e fermezza”. Anche perche’, aggiunge Napolitano, facendo riferimento al terremoto che, sebbene in proporzioni diverse, ha colpito l’Italia nel 2009 a L’Aquila, deve esserci ”solidarieta’ di fronte all’avversita’. E questo – conclude rivolto all’ospite giapponese – e’ il risultato di un’antica amicizia tra i nostri Paesi”.
Terremoto del Giappone, il ricordo di Napolitano a un anno dal disastro: “non arrendersi al fatalismo”


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