Terremoto/Tsunami dell’11 marzo in Giappone: domani il ricordo del disastro di un anno fa

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Il devastante Maremoto che ha colpito le coste giapponesi lo scorso 11 Marzo 2011

Tremava la terra, il mare si sollevava ad altezze innaturali: il Giappone precipitava nella tragedia. Era l’11 marzo del 2011, le 14:46 ora locale, le 7:26 di mattina in Italia, quando un terremoto di magnitudo 9 e un successivo potentissimo tsunami si abbattevano in poche ore sulle coste settentrionali del Paese asiatico, lasciando circa 19mila morti e provocando la piu’ grave crisi nucleare della storia del mondo dopo Chernobyl, a causa della fusione dei noccioli dei reattori 1, 2 e 3 della centrale nucleare di Fukushima. Ad un anno di distanza, domani il Giappone ricorda le sue vittime, i suoi dispersi, la distruzione, fermandosi per un minuto, con le bandiere a mezz’asta e con una cerimonia al Teatro nazionale di Tokyo a cui parteciperanno l’imperatore Akihito e il premier Yoshihiko Noda. A Fukushima sara’ il governatore Yuhei Sato a guidare gli eventi commemorativi nell’area. Tokyo ricorda, perche’ non puo’ dimenticare, in primo luogo, le conseguenze della contaminazione radioattiva. La riduzione della radioattivita’ e’ infatti l’obiettivo considerato ancora oggi ‘indispensabile’ per evitare il bando dei prodotti agricoli e la fuga dei residenti. Secondo un rapporto di ‘Save the Children’ ”la catastrofe ha messo i piu’ piccoli e le loro famiglie in una condizione estremamente difficile. In tutto il Giappone sono 25 mila i bambini che hanno dovuto abbandonare la propria casa”. Ma Tokyo ricorda anche il cordoglio e l’assistenza umanitaria della comunita’ internazionale. Stime delle Nazioni Unite riferiscono che circa 45 Stati in tutto il mondo si offrirono di inviare squadre di ricerca e salvataggio in seguito al disastro. La Nuova Zelanda spedi’ degli operatori specializzati per setacciare le macerie lasciate dal terremoto di Christchurch. L’Australia mobilito’ la fregata HMAS Sydney e la nave da sbarco pesante HMAS Tobruk cariche di elicotteri, ingegneri dell’esercito e squadre mediche. Gli Stati Uniti dislocarono delle unita’ navali, inclusa la portaerei Ronald Reagan. La Germania invio’ specialisti di ricerca e salvataggio del Technisches Hilfswerk. La Cina, colpita solo un giorno prima del Giappone dal terremoto dello Yunnan, erogo’ una prima donazione di 167.000 dollari, oltre ad attivare una squadra di salvataggio di 15 membri partita da Pechino il 13 marzo.