Un esteso fronte freddo, collegato ad una circolazione depressionaria a carattere freddo che si è spostata verso il bassopiano siberiano occidentale, tra domenica 18 e lunedi 19 Marzo, ha attraversato i vari stati dell’Asia centrale, causando un repentino calo termico che ha prodotto anche delle nevicate, fino a quote piuttosto basse. Le nevicate che hanno fatto seguito al passaggio del fronte freddo hanno imbiancato diverse località e città dell’Uzbekistan, il Kirghizistan, il Kazakistan ed il Tagikistan, con abbondanti accumuli nelle aree montuose. In Uzbekistan, nella capitale Taskent, poco più di 489 metri di quota, durante la giornata di domenica 18, la pioggia della mattinata si è subito trasformata in una bella nevicata subito dopo il transito del fronte freddo, con il termometro sceso a -1°, che ha cominciato ad imbiancare le strade, gli alberi e i tetti delle abitazioni. La nevicata ha continuato per tutto il pomeriggio e la serata successiva, ammantando con oltre 10-15 cm la città uzbeka, con il vento ruotato da N-NO e Nord, mentre la temperatura è scivolata al di sotto dei -2°.

La persistente nevicata, a tratti anche fitta, ha interessato Taskent fino alla tarda mattinata di lunedi 19, lasciando un importante deposito di neve fresca al suolo. La neve non ha neppure risparmiato la città di Samarcanda. Anche qui si è cominciato già dalla nottata fra sabato 17 e domenica 18 con le prime piogge e persino un temporale che ha colpito la zona dell’aeroporto di Samarcanda intorno le 12 AM di domenica 19. Subito dopo il transito del fronte freddo, con l’afflusso dell’aria fredda post-frontale, il termometro è letteralmente crollato, dai +8° delle 05:00 AM ai +0° delle 12:00 PM fino ai -1° delle 12:30 PM. Un calo termico repentino che ha rapidamente trasformato la pioggia, della tarda mattinata, in acqua/neve e poi neve che ha cominciato a depositarsi sul terreno, malgrado il suolo è stato precedente bagnato dalla pioggia. Nel pomeriggio la nevicata si è ulteriormente intensificata, imbiancando per bene tutta la città di Samarcanda e i centri limitrofi. La fitta nevicata si è arrestata solo nel primo pomeriggio di lunedi 19, lasciando anche qui, come nella capitale Taskent, un importante accumulo al suolo. Ma le nevicate, domenica 18, si sono estese anche più in basso, imbiancando diverse aree della steppa uzbeka, soprattutto il settore più orientale, maggiormente esposto allo “stau” (sbarramento orografico) esercitato dalle imponenti catene montuose, presenti lungo il confine con il Tagikistan, ai freddi e umidi venti occidentali e da O-NO che hanno fatto seguito al fronte freddo.

La neve si è vista anche a Buhara (soli 230 metri), nella giornata di domenica 18, anche se non vi sono stati accumuli importanti rispetto a Taskent o Samarcanda che sono state completamente ammantate di bianco da ore di persistenti nevicate. Le nevicate sono state particolarmente abbondanti sulle montagne che separano l’Uzbekistan dal Tagikistan, dove la neve è caduta fitta ininterrottamente per quasi 24 ore. Sopra i 1000 metri di quota si stimano accumuli di oltre 1.0-1.5 metri, depositi superiori ai 2.0 metri di neve fresca sono presenti alle quote superiori. Si tratta di accumuli molto abbondanti, con un manto nevoso ancora poco assestato, che rischia di originare grandi slavine e valanghe con il rialzo termico previsto nei prossimi giorni. L’esteso fronte nuvoloso, dopo aver apportato fitte nevicate sull’est dell’Uzbekistan, si è poi spostato sul Tagikistan e sul Kirghizistan, dove ha scaricato altre intense nevicate, con abbondanti accumuli fin sulle vallate più basse. Domenica 18 Marzo, con l’ingresso della sostenuta ventilazione dai quadranti occidentali (da O-NO e Ovest), nella capitale tagika Dushanbe le piogge si sono trasformate in neve dalla nottata successiva, con l’arrivo dell’aria fredda in discesa dal comparto russo.

Lunedi 19 la neve ha imbiancato per bene Dushanbe. Alla fine della precipitazione nevosa sulla capitale del Tagikistan sono caduti ben 21 cm di neve fresca. Le nevicate hanno imbiancato anche Khudjan e Kurgan-Tyube, ad oltre 400 metri di altezza. Nella cittadina di Fayzabad, siamo ben oltre i 1000 metri, il manto nevoso ha oltrepassato il metro di spessore, creando non pochi disagi. Ma nelle zone montuose le forti nevicate avrebbero lasciato accumuli di oltre i 2-3 metri, elevando cosi il pericolo di slavine per la presenza di un eccessivo manto nevoso poco stabile. Una fitta e persistente nevicata ha colpito anche Bishkek, la capitale del Kirghizistan, che si è nuovamente imbiancata, come in pieno inverno. Durante la nevicata la temperatura è scivolata fino a -2° -3°. Intense nevicate e repentini cali termici, apportate dalla stessa perturbazione, si sono registrate anche sul Kazakistan meridionale e sulla grande catena montuosa del Tien Shan, al confine fra il Kirghizistan, il Kazakistan e la provincia cinese dello Xinjiang, che supera i 7000 metri di altezza, con i 7439 metri del Pik Pobedy. Nei prossimi giorni l’aumento delle temperature potrà dare luogo a pericolose valanghe, specie nelle zone soggette a forte acclività.


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