Tsunami Giappone: la storia del peschereccio ritrovato in Canada un anno dopo grazie alla corrente di “Curoscivo”

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Il peschereccio giapponese ritrovato a largo della British Columbia

Ad un anno dal tragico tsunami che l’11 Marzo dello scorso anno ha devastato le coste nord-orientali del Giappone, nella parte nord dell’isola di Honshu, si continua a parlare dei suoi tragici effetti, mentre i sismologi nipponici cominciano a pubblicare i primi dettagliati studi sul terribile evento naturale che ha messo in ginocchio il paese del Sol Levante e la sua economia non più prosperosa come un tempo. Ebbene nei giorni scorsi, le autorità marittime canadesi, hanno ritrovato un peschereccio di cui si erano perse le tracce in seguito allo tsunami che ha sconquassato le coste del Giappone settentrionale, con onde alte fino a 20-30 metri non lontano dall’area di Sendai, la più devastata dalla furia dell‘onda assassina. L’imbarcazione è stata rintracciata la settimana scorsa nell’Oceano Pacifico, esattamente dalla parte opposta, al largo delle coste delle isole canadesi di Haida Gwaii, davanti lo stato della British Columbia. Ad avvistarlo è stato un ricognitore dell’Aviazione di Ottawa, impegnato in un pattugliamento di routine sopra le acque territoriali canadesi.

L’armatore è stato subito avvertito anche perché il battello, lungo 65 metri, ricoperto ormai di ruggine, ma in apparenza intatto, costituiva un serio pericolo per la navigazione. Le autorità del Canada hanno precisato come un’ispezione aerea abbia indicato che a bordo non vi sarebbe più nessuno. In poche parole il natante, per poco più di anno ha vagato per il Pacifico settentrionale, affrontando tempeste e le grandi onde dell’oceano, prima di ripiegare in direzione delle coste nord-americane, rimanendo pressoché intatto, senza danni significativi. Molto probabilmente, subito dopo il tremendo tsunami, il peschereccio, finendo alla deriva in mezzo al Pacifico, è stato aggancitato dalla calda corrente di “Curoscio” che lo ha spinto verso nord-est ed est-nord-est, fino alle coste nord-americane. Ma per capire come è stato possibile che il peschereccio dalle coste nipponiche sia giunto fin sulle coste occidentali canadesi, attraversando l’oceano più grande del pianeta, basta analizzare l’andamento delle correnti oceaniche che si muovono lungo il Pacifico settentrionale.

La distribuzione delle correnti oceaniche lungo il Pacifico settentrionale

Nell’oceano Pacifico il regime della circolazione oceanica è in buona parte analogo a quello dell’Atlantico. Due correnti equatoriali attraversano da Est ad Ovest il Pacifico; la corrente nord-equatoriale e la corrente sud-equatoriale, entrambe separate dalla controcorrente equatoriale che è diretta verso est e può raggiungere le coste ecuadoriane e peruviane durante gli anni di “Nino”. La corrente nord-equatoriale è compresa nell’area ad ovest della piccola isola di Clipperton e limitata dai paralleli 10° e 20° di latitudine nord fino all’arcipelago delle Marshall. A nord delle isole Caroline si incurva verso nord-ovest e attraverso le isole Marianne raggiunge le coste più meridionali del Giappone, con una velocità di circa 1 miglio orario. Proseguendo verso nord-est acquista maggiore velocità, sui 2-3 miglia orarie, scorrendo a gran velocità lungo le coste orientali del Giappone, dall’isola meridionale di Kyushu fino ad Honshu e l’Hokkaido.

Qui la corrente prende il nome di “Curoscivo” (o corrente nera) e molto spesso spinge verso il largo, in direzione del Pacifico. Questa corrente calda dai bacini nipponici si muove verso nord-est, piegando, per effetto della rotazione terrestre, sempre più verso est, in direzione delle coste nord-americane. Questa corrente, che scorre a gran velocità davanti le coste giapponesi, la possiamo paragonare alla corrente del Golfo, visto le sue particolari peculiarità. Ma a differenza della corrente del Golfo atlantica, la “Curoscivo” non riesce ad andare oltre il parallelo 50 a causa della barriera offerta dalle isole Aleutine (che peraltro in inverno impediscono la discesa degli iceberg dal mar di Bering verso sud). A causa di questo ostacolo insormontabile la “Curoscivo” è costretta a piegare verso est, rallentando sensibilmente il suo moto e raffredandosi, ancora prima di bordare le coste ripide e scoscese della British Columbia. Qui un piccolo ramo di “Curoscivo” piega a nord e segue le coste fino alle Aleutine e al golfo d’Alaska. Il resto della corrente di “Curoscivo” tende a piegare verso sud e sud-est, bordando le coste della British Columbia, lo stato di Washington, l’Oregon e la California, dove trasporta masse d’acqua molto fredde.

I vari circuiti delle correnti oceaniche lungo il bacino del Pacifico

Qui il flusso di “Curoscivo” si spegne e si origina la famosa corrente di California che continua il suo cammino verso sud, sino all’uscita della baia di S.Francisco, poi tende a deviare verso sud-ovest, mantenendo una velocità media di propagazione sui 0.5-1.0 miglia all’ora. Scivolando davanti le coste californiane la corrente di California, piuttosto fredda in superficie, tende poi a ricongiungersi con la calda corrente nord-equatoriale, chiudendo il circuito in tutto il nord Pacifico. Di solito lungo i margini di queste correnti si vengono a creare le cosiddette isole di rifiuti, che per l’80% sono composte da plastica e il resto da altri rifiuti che giungono dalle coste asiatiche e americane. Da notare come oltre alle correnti oceaniche portanti, derivate dalla circolazione dei venti e dalla diversa distribuzione della salinità dell’oceano, esistano anche delle importanti controcorrenti che hanno un ruolo fondamentale nel regolamentare il clima in tutta l’area pacifica.

Un tratto della West Coast nord-americana

Ad esempio, sulle coste nord-americane, si osservano due forti controcorrenti, una presente davanti le coste dell’Oregon e della California, da S.Francisco allo stretto di Juan de Fuca, e l’altra invece agisce a largo dell’America centrale e del Messico. Infine più a sud, a ridosso dell’equatore, troviamo la famosa e caldissima controcorrente equatoriale, caratterizzata da acque limpidissime, si osserva dalle isole Marshall all’isola di Fanning, a sud delle Hawaii. La sua velocità di propagazione è compresa tra le 0.5 e le 2 miglia orarie il suo letto molto spesso coincide con la fascia dove si attivano le “Calme equatoriali”.