Un megaterremoto sconvolgerà la Terra domani: è una delle ultime profezie mediatiche

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Negli ultimi anni vari terremoti di intensità notevole stanno sconvolgendo il nostro pianeta, probabilmente in maniera superiore al recente passato, ma siamo pur sempre di fronte ad un campione molto ristretto rispetto alla storia geologica della Terra. Il terremoto più violento di sempre, da quando esistono rilevazioni sistematiche, appartiene al 22 Maggio 1960 (oltre 50 anni fa!), mentre le eruzioni vulcaniche più violente appartengono addirittura a tempi remoti, quando in una di queste si verificarono addirittura anni senza estate. Senza scomodare la mega eruzione del 79 d.C del Vesuvio, che annientò Pompei ed Ercolano, o quelle del Tambora, del Monte Sant’Elena, del Popocatepetl, del monte Rainier o di Santorini, è risaputo che varie altre eruzioni hanno interessato da sempre il globo. Per non parlare dei rigidissimi inverni e dei fenomeni violenti di un tempo. E’attuale il pensiero che i fenomeni violenti stiano ormai diventando consuetudine, battendo ogni record. Eppure, andando a visualizzare i record storici, notiamo come decenni fa questi fenomeni fossero altrettanto presenti e altrettanto devastanti. Il tornado più violento risale infatti al 18 marzo 1925, quando percorse oltre 350 chilometri attraverso tre Stati, uccidendo 689 persone e ferendone quasi 200. La tromba marina più alta è datata 1898, mentre nel 1974, ci fu il record di tornado simultanei negli USA, quando vennero avvistati ben 125 vortici d’aria tra l’Indiana e la Giorgia Settentrionale. Agli anni ’60 appartiene la pioggia più violenta nell’arco di 24 ore, quando all’isola di Reunion, caddero ben 1828 mm. Anche per quanto riguarda gli uragani, di norma più potenti di un tempo, esistono esempi significativi che testimoniano la distruzione che questi eventi causassero anche nel passato. Senza nulla togliere al fenomeno del global warming, al quale nessuno può obiettare la sua esistenza e un’energia maggiore disponibile per questi fenomeni, si capisce che quantomeno non siamo di fronte ad una catastrofe planetaria imminente. Si potrebbe continuare per molto tempo con i record del passato, ma già queste prime semplici considerazioni dovrebbero bastare per capire che non è in atto alcuna fine del mondo. Ma allora, perché abbiamo la sensazione di vivere periodi così tanto turbolenti?

Schermata di Googleearth

L’AVVENTO DI INTERNET E LE BUFALE MEDIATICHE – Terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, catastrofi climatiche: l’avvento di internet e l’utilizzo di strumentazioni all’avanguardia, ha permesso al grande pubblico di udire notizie alle quali un tempo non era possibile accedere. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui ci sembra di vivere uno dei periodi più turbolenti della storia terrestre, e di avvertire un senso di “tempo finale” della nostra esistenza. In realtà, come visto, siamo a conoscenza di periodi ben peggiori senza aver scomodato la storia della Terra, contraddistinta da estinzioni, bombardamenti da parte di asteroidi, comete o eruzioni a catena dei principali vulcani del pianeta. L’accesso a questi dati, consente anche ai buontemponi, che si avvalgono di una comunicazione più semplice e diretta, di spaventare la popolazione attraverso credenze, leggende, e profezie che nulla hanno a che fare con il mondo scentifico. Proprio in questi giorni, gira notizia di un megaterremoto in procinto di verificarsi sul nostro pianeta. La data di tale evento sarebbe per domani, 22 Marzo 2012. La teoria si baserebbe su una serie di terremoti avvenuti con ricorrenza regolare di 188189 giorni dovuti all’ellitticità della nostra orbita, partendo dal 27 Febbraio 2010, data del tristemente famoso terremoto del Cile, al 3 Settembre 2010, giorno del terremoto della Nuova Zelanda, e sino all’11 Marzo 2011, in occasione del terribile terremoto che ha sconvolto il Giappone. Proseguendo di altri 188 giorni, si giunge al terremoto di magnitudo 7.3 che ha colpito le isole Fiji. Domani, 22 Marzo, ricorre il 189° giorno da quell’evento.

La rivoluzione della Terra intorno al Sole

UNA SEMPLICE COINCIDENZA – Potrebbe essere una teoria abbastanza convincente, ma solo per chi decidesse di crederci. Innanzitutto partiamo dal presupposto che questa coincidenza sembra verificarsi soltanto dal Settembre 2010. Scorrendo infatti ai 188-189 giorni precedenti al terremoto di magnitudo 8.8 del Cile, si arriverebbe al 23 Agosto 2009, giorno in cui non si ha notizia di alcun terremoto devastante. Ma allora perché qualcosa dovrebbe essere cambiato dal 2010? Ovviamente queste profezie non sanno spiegarlo, dando credito ad una semplice coincidenza, e noi sappiamo il perchè! Le eventuali variazioni, come lo spostamento della linea degli absidi e la variazione di eccentricità, avvengono nel corso di migliaia di anni, non certamente nel corso di poche centinaia di giorni. Per accostare un evento simile, potremmo parlare di più alluvioni che per coincidenza di verifichino su una regione per 2-3 anni consecutivamente. Ciò non obbliga a pensare che questo possa accadere anche l’anno successivo, ma che possano trascorrere anche decenni prima di avere altri riscontri simili. Un altro esempio, possiamo ricavarlo da uno dei paesi più scolvolti al mondo dai terremoti: la cittadina di Parkfield, posta sulla faglia di Sant’Andrea. I sismologi hanno scoperto che questa sezione della faglia produce terremoti di magnitudo 6.0 con intervalli regolari medi di circa 22 anni, con estremi tra 20 e 24 anni. Dopo i terremoti avvenuti nel 1857, 1881, 1901, 1922, 1944 e 1966, gli scienziati attendevano naturalmente un evento tra il 1986 e il 1990. Questo sisma è in realtà avvenuto nel 2004, dopo ben 38 anni. Da quel momento si è appreso che probabilmente il periodo è stato caratterizzato da una semplice coincidenza. Altro punto debole è il fatto che terremoti sino alla magnitudo 7-8 siano abbastanza frequenti. Nel mondo possono verificarsi sino a 2021 terremoti compresi tra la magnitudo 7.0 e 7.9 in un solo anno, che ne aumenta la probabilità che possa verificarsi casualmente in quei giorni. In ultima analisi possiamo tranquillamente dire che vari terremoti di magnitudo 7 o superiore si verificano in aree altamente sismiche e disabitate, alle quali non vengono mai associati danni particolari. Per cui se anche dovesse verificarsi un forte terremoto in una di queste aree del mondo, non sarebbe giusto infondere panico generalizzato.

Il nostro pianeta

LA SCIENZA – La scienza ci dice che la nostra stella e la Luna hanno delle influenze troppo piccole per poter generare direttamente dei terremoti. Probabilmente il nostro satellite, come alcune ricerche recenti dimostrano, ha una sua influenza nella interazione dei fenomeni tellurici, ma soltanto in modo secondario. L’attrazione gravitazionale del Sole e della Luna, può provocare terremoti nelle profondità di una delle zone sismiche più pericolose del mondo: la Faglia di Sant’Andrea. Anche se l’attrazione degli oggetti planetari è troppo debole per innescare un terremoto in piena regola, i risultati suggeriscono che potrebbero mettere in moto una catena di eventi, che porta alla devastazione sulla superficie. Ma questo ci fa comprendere come non basti la sola influenza degli astri. Per cui, essere certi che nella giornata di domani possa esserci un megaterremoto è assolutamente una teoria infondata. La storia ci ha dimostrato come questi fenomeni avvengano senza un ciclicità facilmente prevedibile, e che molto spesso, colpiscono proprio nei momenti meno probabili. In questo articolo cerchiamo di tranquillizare i lettori a non fossilizzarsi sulle teorie quotidiane su eventi devastanti, quantomeno senza una valenza scientifica. E se qualcuno non fosse ancora convinto, non resta che riparlarne il 23 Marzo.