Una cometa avrebbe colpito il nostro pianeta 12.900 anni fa

Un nuovo studio suggerisce che un’enorme roccia spaziale entrò in collisione con il nostro pianeta circa 13.000 anni fa. L’impatto sarebbe stato abbastanza potente da sciogliere il terreno e da uccidere molti grandi mammiferi ed esseri umani. Potrebbe essere inoltre la causa di un periodo di freddo che ebbe inizio proprio da quel momento. I risultati di questo studio sarebbero controversi, in quanto non sarebbe stato rilasciato alcun cratere da impatto come altri eventi noti sul nostro pianeta. Ma i ricercatori insistono affermando che è molto comune per le rocce spaziali disintegrarsi per attrito in atmosfera prima ancora che possano raggiungere il suolo. Un evento simile si pensa che avvenne nel 1908 in Siberia, appiattendo 2000 Km quadrati di foresta, in quello che è noto come l’evento di Tunguska. Se una cometa in viaggio a 48 Km/s colpisse la Terra, creerebbe un lampo estremo capace di surriscaldare l’aria sino a 2200°C. Oltre a sciogliere il suolo, le temperature sarebbero catastrofiche per la vita sulla Terra. Un nuovo sito nel Messico centrale però, sul lago Cuitzeo, mostra segni evidenti di un impatto, tra cui formazioni rocciose di sferule fuse e diamanti microscopici che proverebbero la loro formazione in presenza di temperature estreme. Oltre al sito messicano, gli scienziati hanno trovato segni di un impatto in Canada, in Russia, in Siria e in vari siti europei. E tutti i frammenti che rappresenterebbero delle prove sono stati trovati sepolti sotto un sottile strato di roccia che risalirebbe proprio a 12900 anni fa. In quel periodo la Terra stava iniziando una nuova era glaciale. E’noto come molti grandi animali come il Mammut, non siano riusciti a sopravvivere a questo cambiamento. E’noto anche un netto declino di alcune popolazioni di esseri umani vissuti in Nord America, noti come la cultura Clovis. I ricercatori non pensano che l’impatto abbia cambiato il clima terrestre, ma credono che un evento simile possa avere avuto un effetto significativo. Certamente è un bella coincidenza. Di fronte a queste ipotesi è molto comune avere la comunità scientifica divisa in più parti. Le ipotesi sono svariate e le prove sempre molto flebili. Quello che la scienza cerca di fare in queste circostanze, è dare il proprio contributo affinchè tutti possano avere la propria idea. I ricercatori, guidati da Isabel Israde-Alcántara dellUniversità Messicana Michoacana di San Nicolas de Hidalgo, hanno pubblicato i loro risultati on-line il 5 marzo sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences.