Valle d’Aosta: i “geositi” raccontano la storia geologica della Region

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Credit: ESA

Testimonianze dell’evoluzione geologica della crosta terrestre, i dieci geositi censiti in Valle d’Aosta, caratterizzati da un alto valore scenico e paesaggistico, si propongono quali mete di itinerari per appassionati di geologia o turisti che vogliono scoprire zone poco conosciute seppur suggestive della regione alpina. Gli itinerari geologico – culturali, fruibili da tutti, sono stati scelti dall’Amministrazione regionale valdostana nell’ambito di un progetto pilota sulla valorizzazione dei geositi, secondo i criteri scientifici di classificazione del paesaggio quali la rarita’, la rappresentativita’, l’esemplarita’ didattica, il valore scenico e storico culturale, e l’accessibilita’ nell’ottica di una fruizione diretta o indiretta. Fenomeni complessi e remoti, ma anche piu’ vicini a noi – come l’erosione dovuta all’azione dell’acqua, alluvioni, depositi morenici, smottamenti e frane – hanno dato vita ad affascinati creazioni di roccia, pietra, terra e acqua. Si va dal recente alveo relitto del torrente Buthier di Aosta che scorreva sotto il Ponte Romano, alla morena bicolore della Comba d’Orein, nel Comune di Bionaz, dallo spettacolare Rock glacier con l’orrido del Fond di Rhemes-Notre-Dame alle suggestive macine in pietra che punteggiano il sentiero tra l’Alpe Valmeriana (Pontey) e Bellecombe (Chatillon), dalla frana di Champlong, a Cogne, alle curiosita’ dell’area di Emarese, tra laghi ‘fantasma’, vaste pietraie e una una grotta da cui spira una corrente d’aria gelida. Completano i geositi i dintorni del borgo di Bard – che testimoniano la presenza dell’antico ghiacciaio Balteo che, fino a circa 10.000 anni fa, fluiva lungo l’asse vallivo principale – i resti della frana della Becca France, nel Comune di Sarre – che racconta l’evento franoso che cinque secoli fa distrusse l’antico villaggio di Thora – i calanchi di Saint-Nicolas e il dosso montonato di Vollein a Quart. Per informazioni sugli itinerari www.regione.vda.it.