Entro i limiti i valori del Pm10 nei 3 giorni di monitoraggio in Piazzale Roma – S.Croce a Venezia, ma in Veneto c’e’ mal’ aria. A soli tre mesi dall’inizio dell’anno, tutte le citta’ della regione, ad esclusione di Belluno, hanno gia’ esaurito il bonus di 35 giorni di superamento della soglia di 50mg/m3 per le polveri di Pm10 che l’Europa considera tollerabile per la salute umana nell’arco dell’intero anno. Seppur salvata dal vento di questi giorni, Venezia, a quota 55, non puo’ certo dirsi fuori dall’allarme smog. Sotto inchiesta anche l’inquinamento acustico. In citta’ il rumore e’ sempre fuori legge. Oltre i limiti concessi i decibel registrati, tre giorni su tre, sia di giorno che di notte. E’ questo il quadro che emerge dalle analisi compiute a Venezia in Piazzale Roma – S.Croce, all’altezza del civico 496, in prossimita’ dell’ingresso dell’Autorimessa Comunale, dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power. I dati del monitoraggio, sono stati presentati in conferenza stampa a bordo del convoglio ambientalista in sosta al binario 14 della stazione di Venezia Santa Lucia da Gigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto, Rossella Muroni, Direttrice generale Legambiente, Gianfranco Bettin, Assessore Ambiente e Citta’ Sostenibile, Citta’ di Venezia, Luca Ricciardi, Responsabile Laboratorio mobile di Rfi e da Claudio Fiorentini, Responsabile Enel Relazioni Esterne Macro Area Nord.
Le analisi commentate sono il frutto delle 72 ore di monitoraggio realizzate dal laboratorio mobile della Struttura Operativa ”Laboratori di Prove e Misure” di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), nelle intere giornate di domenica 1, lunedi’ 2 e martedi’ 3 aprile. Secondo quanto emerso nei tre giorni di monitoraggio, sono risultati sotto controllo i valori di benzene, biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono. Per quanto concerne i valori relativi alle polveri sottili, queste si sono attestate al di sotto della soglia di guardia, non superando mai il limite giornaliero di 50 mg/m3 previsto dal DL n. 155 del 13/08/2010. La media giornaliera di Pm10 piu’ alta e’ stata di 40 mg/m3, registrata nel primo giorno di osservazione. Analoghe osservazioni emergono anche dalle analisi compiute dall’equipaggio del Treno Verde che, con strumenti scientifici forniti da Con.Tec, una centralina portatile che consente di fare monitoraggi itineranti, ha effettuato un’istantanea delle polveri sottili ad ”altezza uomo”, camminando per le strade veneziane lunedi’ 2 e martedi’ 3 aprile. Nella giornata di lunedi’, dalle ore 16.45 alle 19.55, il tragitto dei volontari ha interessato Piazzale Roma, i giardini Papadopoli, San Basilio, Santa Margherita, San Sebastiano (universita’), San Marco e il ponte di Rialto. Durante il percorso, la media oraria registrata, e’ stata di 17,47 mg/m3 di Pm10, con un 7,45% costituito da PM2,5. Martedi’ 3, il monitoraggio si e’ svolto dalle ore 09.30 alle 11.10. Il rilevamento ha interessato l’intera area di Piazzale Roma: la media oraria di PM10 riportata e’ stata di 48,27 mg/m3 con un 20,5 % costituito da PM2,5.
Ma tutto cio’ non implica che si possa tirare un ”sospiro di sollievo”. Infatti, se nelle giornate appena trascorse, agenti atmosferici come il vento e la pioggia hanno contribuito alla dispersione degli inquinanti nell’aria, l’Arpa Veneto conferma ”l’allarme smog per tutta la regione: i capoluoghi di provincia veneti sono tra i primi in classifica nella black list italiana per numero di giorni di sforamento dei valori del Pm10″. “In testa alla classifica regionale – prosegue – a soli 3 mesi dall’inizio dell’anno: Vicenza con 68 superamenti, Verona fa registrare 60 sforamenti, Padova e’ a quota 57, Venezia 55, Rovigo e Treviso 54. Solo Belluno respira: sono i 7 superamenti dall’inizio dell’anno. La lotta contro l’aumento di traffico e smog in Veneto e’ una partita ancora tutta aperta”. ”Riflettere sulla situazione regionale veneta puo’ essere al contempo da monito e da spunto per i problemi legati all’inquinamento atmosferico che affliggono gran parte del nostro Paese – dichiara Rossella Muroni, Direttrice generale Legambiente – Qui, come in tante altre regioni, e’ necessario intervenire con politiche incentrate sulla mobilita’ sostenibile e sull’ efficienza energetica, attraverso misure concrete ed efficaci, orientate a raggiugere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Pertanto, la gestione dei territori urbani e’ di primaria importanza. Puntando su soluzioni adeguate, le citta’ possono essere il fulcro di un cambiamento sostenibile. Per quanto riguarda la mobilita’ urbana, la proposta di Legambiente punta su un obiettivo riassumibile nella formula 30-30-30”.
”Il traguardo da proporre, per il 2020 – sottolinea Muroni – e’ quello di portare al 30% sul totale la percentuale di spostamenti in bicicletta in ambito urbano, trasformare in corsia preferenziale almeno il 30% della rete del servizio di trasporto pubblico locale di superficie, ampliare le zone 30, le Ztl e le isole pedonali. Anche per quanto concerne l’efficienza energetica – conclude Muroni- le citta’, in sinergia con le Regioni, possono essere protagoniste del cambiamento, dotandosi di regolamenti edilizi sostenibili che possano rendere le nostre case e le nostre citta’ piu’ vivibili attraverso riduzione dei consumi, innovazione tecnologica e l’utilizzo delle energie rinnovabili.” ”I valori insolitamente bassi che emergono dal monitoraggio del Treno Verde, sono una goccia rispetto al mare di smog che sovrasta la Regione – dichiara Gigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto – Viviamo una situazione conclamata di allarme riguardo la qualita’ dell’aria. A Venezia, come in tutto il territorio regionale, bisogna mirare dritto alle cause del problema: il riscaldamento ed il traffico veicolare”. “Non sono dunque piu’ rimandabili – continua Lazzaro- azioni mirate a favorire la mobilita’ alternativa all’auto. In tutta l’area metropolitana della laguna e’ indispensabile potenziare i mezzi di trasporto pubblico istituendo corsie preferenziali e percorsi dedicati ma anche promuovendo in questo senso un’opera di sensibilizzazione verso i cittadini. Altra necessita’ riguarda il servizio metropolitano regionale, ad oggi, sotto dimensionato per numero di corse e vittima di tagli e finanziamenti ridotti. Del resto, i numeri che indicano la spesa regionale per le infrastrutture, parlano chiaro: per il 92,3% le risorse sono dirette al settore delle strade e delle autostrade”.
”Bisogna invertire questa tendenza – conclude Lazzaro – facilitando i cittadini a lasciare a casa l’automobile, incentivando l’uso della bicicletta, i mezzi di trasporti pubblico e quelli su ferro, riorganizzando il sistema di connessione intercomunale, attraverso un modello intermodale di piste ciclabili e servizio pubblico e l’istituzione di un biglietto unico integrato che permetta ai cittadini di spostarsi con maggiore facilita’ ed a costi contenuti. Indispensabile un cambio di rotta riguardo la mobilita’ regionale capovolgendo gli investimenti e diffondendo una nuova cultura del vivere in citta’.” Il monito conseguente ai commenti dei dati rilevati dal Treno Verde riguarda anche la situazione dell’inquinamento acustico, un fattore spesso sottovalutato ma che invece influisce negativamente sulla salute e il benessere dei cittadini. ”Dall’esame dei dati raccolti nell’arco delle tre giornate di misurazione, si evidenzia che durante i periodi diurni, i livelli uniorari del Leq si attestano tra i 65 e i 70 dB(A) con picchi che si sono attestati intorno ai 75 dB(A) nella giornata del martedi’ 3 aprile. Relativamente ai periodi notturni, si riscontrano valori dei Leq orari quasi sempre sopra i 60 dB(A), con un superamento del valore limite di oltre 6 dB(A) – dichiara Luca Ricciardi, Responsabile del Laboratorio mobile di Rfi – Il limite di decibel relativi alla Zonizzazione Acustica in cui ricade Piazzale Roma, ovvero la classe IV, di 65 Leq per le ore diurne e di 55 Leq per quelle notturne, e’ stato superato rivelando un rischio per la cittadinanza esposta. Relativamente a questi limiti, si sono registrati superamenti medi di circa 3-4 dB nelle ore diurne e di circa 6-7 dB nelle ore notturne. Sarebbe pertanto auspicabile – sottolinea Ricciardi -, che si provvedesse a studiare tutte le misure necessarie a raggiungere ed a mantenere i livelli di inquinamento acustico al di sotto dei valori limite”.
Un contributo al miglioramento della qualita’ dell’aria e della sostenibilita’ ambientale puo’ arrivare anche dallo sviluppo delle energie rinnovabili, core business delle politiche di Enel Green Power, main partner del Treno Verde. ”Iniziative come questa del ‘Treno Verde’ promossa da Legambiente contribuiscono a formare una coscienza diffusa della sostenibilita’ ambientale – ha commentato, Claudio Fiorentini Responsabile Relazioni Esterne Territoriali Macro area nord Enel – Come Enel Green Power crediamo fortemente nel valore e nelle potenzialita’ dell’efficienza, del risparmio energetico e della produzione da fonti rinnovabili”. “Fonti – ha concluso – che non sono solo a basso impatto ambientale, ma utilizzano al meglio le risorse presenti sul territorio, grazie ad impianti distribuiti di piccola e media taglia. Una produzione sostenibile dell’energia, la maggior attenzione al risparmio energetico e lo sviluppo e diffusione della mobilita’ elettrica, costituiscono una risposta certa in termini di riduzione dell’inquinamento e dei gas serra, per contrastare il cambiamento climatico e dare un contributo importante alla costruzione di un futuro sostenibile per il nostro Paese”.


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